mercoledì, Ottobre 20

Cile, è allarme inquinamento negli allevamenti di pesci

0

Il Cile continua a soffrire per l’inquinamento delle sue acque. Ora nel mirino di Greenpeace sono finiti gli allevamenti di pesci, dove sono stati rilevati alti livelli di tossicità. Ma la questione nasce da lontano.

Già negli anni scorsi morie di pesci erano state segnalate, il culmine poi nel maggio scorso, quando una fioritura algale senza precedenti estesa per duemila chilometri di costa, dallo stretto di Magellano a Valdivia, ha ucciso milioni di creature marine. Si tratta di episodi dovuti alla proliferazione di alcune alghe microscopiche – in particolare dinoflagellati e diatomee – all’instaurarsi di condizioni ambientali particolarmente favorevoli. E i pesci finiscono per essere avvelenati dalle tossine prodotte dalle alghe o soffocati dalla carenza di ossigeno provocata dalla grande quantità di biomassa in decomposizione. E a contribuire è anche il riscaldamento delle acque.

Già nel dicembre del 2015 l’allarme era scattato con la morte di oltre 27 mila pesci, poi tra febbraio e marzo altri 25 milioni di salmoni in 45 allevamenti del Paese sono stati colpiti. Ma a farne le spese sono state anche meduse, crostacei, mitili, calamari. E poi l’uomo, sulle cui tavole magari arrivano questi pesci inquinati. Diversi i casi di avvelenamento.

La normativa cilena, al pari di quella europea, stabilisce che negli alimenti non possano trovarsi più di 80 microgrammi di saxitossina ogni 100 grammi. Eppure in alcuni casi sono state trovate concentrazioni record, fino a 83 volte superiori al limite di legge. Se non è un allarme questo…

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->