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Cile: scontro diretto tra opposti Il 19 dicembre, José Antonio Kast, rappresentante dell'estrema destra, e Gabriel Boric, rappresentante della nuova sinistra cilena, proveranno a conquistare il Cile figlio di due anni di mobilitazioni sociali

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Le elezioni presidenziali in Cile si chiuderanno il 19 dicembre con il ballottaggio, dopo che al voto di domenica 21 novembre nessun candidato ha superato la soglia del 50 percento necessario al primo turno. Lo scontro diretto sarà tra i due opposti: José Antonio Kast, rappresentante dell’estrema destra, il cui stile è stato paragonato a quello del brasiliano Jair Bolsonaro, che domenica ha raccolto il 27,91% dei voti, e Gabriel Boric,rappresentante della sinistra di 35 anni che si è fatto un nome organizzando le proteste studentesche nel 2011, che andrà al secondo turno avendo ottenuto il 25,83% delle preferenze.
L’affluenza, domenica, si è attestata al 47%, praticamente immutata rispetto alla precedente elezione presidenziale, con 15 milioni di persone aventi diritto al voto su 19 milioni di abitanti. Quelle di domenica sono state le elezioni generali (si è votato non solo per la presidenza, anche per eleggere 155 deputati e 27 dei 43 senatori) più incerte degli ultimi 31 anni, e il ballottaggio non sarà da meno. Poco meno di due punti percentuali dividono i due sfidanti, già partiti a cercare di portarsi a casa il patrimonio di voti degli altri 5 candidati che hanno partecipato alla corsa presidenziale.

Il Cile che è andato al voto è il Cile frutto di due anni di mobilitazioni sociali estremamente intense che hanno imposto l’apertura di un processo costituente, e che nel corso della campagna elettorale ha visto riapparire il fantasma di un passato per nulla passato, quello di Augusto Pinochet, e delChile antidemocrático,pinochetista, neofascista‘.
La politica cilena è sconvolta.
Nell’ottobre 2019 e poi nel corso del 2020, il Paese è stato scosso da massicce manifestazioni contro gli alti livelli di disuguaglianza economica. I manifestanti chiedevano pensioni migliori, una migliore istruzione e la fine di un sistema economico neoliberista figlio degli anni della dittatura. I disordini hanno portato il Presidente uscente Sebastián Piñera ad accettare un referendum sulla necessità di cambiare la Costituzione, redatta nel 1980, e il cui disegno è stato fortemente influenzatodalla dittatura uscente di Augusto Pinochet. Un anno dopo si è tenuto il referendum e i cileni hanno votato per una nuova Costituzione. Un voto storico per riformare la Costituzione del Paese. E’ stata eletta una Convenzione Costituenteincaricata di redigere una nuova Costituzione.
Il risultato elettorale, però, non ha fermato le manifestazioni e gli scontri che sono poi sfociati nel clima polarizzato di questa campagna elettorale.
Scontri brutali tra manifestanti e forze di sicurezza continuano settimanalmente a Santiago e nel sud del Paese, dove il governo afferma che i trafficanti di droga hanno approfittato del conflitto dello stato con le comunità indigene per ottenere il controllo del territorio. L’economia del Cile ha rallentato durante la pandemia, l’inflazione è cresciuta. Il tutto ha spinto il Congresso ad approvare prelievi dai fondi pensione privati – un’eredità del regime militare e accreditato da molte imprese ed economisti come il fondamento dei forti mercati dei capitali del Paese, secondo i manifestanti, invece, un simbolo di disuguaglianza.
Secondo Kenneth Bunker, politologo e direttore di Tresquintos.cl, una piattaforma digitale di analisi politica,
i cileni pensano non tanto in termini di politica di destra o di sinistra, quanto in termini di caos e ordine. Una delle conseguenze storiche delle elezioni è che sarà la prima volta dal ritorno alla democrazia, nel 1990, che la presidenza non sarà contesa dai tradizionali partiti di centrosinistra e centrodestra. Il centro sembra sparito.

José Antonio Kast, candidato Frente Social Cristiano, è un avvocato di 55 anni, sposato e padre di 9 figli, ultraconservatore,rappresentante della destra estrema,simpatizzante di Augusto Pinochet, negazionista ambientale, vicino al movimento cattolico di Schoenstatt, fa parte dell’organizzazione internazionale Political Network Values, che difende ‘la tutela della vita umana, del matrimonio, della famiglia e della libertà religiosa’. Figlio di genitori tedeschi emigrati in Cile nel 1950, l’avvocato è stato membro del partito Unión Demócrata Independiente e in seguito ha fondato il Partido Republicano.

Ha promesso una mano forte contro la criminalità, parla di ordine, rivendica la dittatura, promette crescita economica e uno Stato efficiente. Suo fratello Michael era Ministro di Augusto Pinochet e lui stesso rivendica ‘l’eredità economica’ della dittatura, che difende inequivocabilmente. Prima delle elezioni del 2017, alle quali si era presentato portando a casa un quarto posto, ha detto che se fosse stato vivo, Pinochet avrebbe votato per lui.
Una delle sue parole d’ordine è ricostruzione‘, promette la crescita economica e il ‘ripristino’ dell’ordine in un Paese in disordine completo dal 2019, causa quelli che per lui sono ‘i comunisti’ che porterebbero Cuba in Cile. Kast dice che ènecessario rafforzare i piccoli e medi imprenditori, assicura che difenderà il libero mercato e che combatterà la corruzione. E’favorevole al mantenimento dell’attuale sistema di risparmio individuale e al miglioramento delle pensioni posticipando l’età pensionabile. Vuole liberalizzare ulteriormente il mercato e ridurre il più possibile la partecipazione dello Stato all’economia. Dice di voler abbassare le tasse e ridurre la spesa pubblica. Attacca le manifestazioni che continuano a svolgersi ogni settimana nel centro di Santiago e che di solito si concludono con atti di violenza; mette in discussione il lavoro della Convenzione che redige una nuova Costituzione, critica l’intera classe politica e dice che il Congresso è ‘un circo’.

Promette anche una mano forte per affrontare il conflitto indigeno mapuche che sta scuotendo il sud del Paese, assicurando che si tratta di terrorismo‘ e proponendo l’utilizzo di agenti sotto copertura per perseguire i crimini terroristici . Si oppone all’aborto, e ha sollevato polemiche quando di recente ha proposto la costruzione di unfossoper frenare l’immigrazione clandestina. E paragonato al brasiliano Jair Bolsonaro e all’americano Donald Trump. ‘Libertà e democrazia contro il comunismoè il suo sloganper il secondo turno del 19 dicembre.
Kast ha ottenuto quasi il 28% dei voti, se al secondo turno ai suoi voti riesce aggiungere quelli del candidato della destra tradizionalesponsorizzato da Piñera, Sebastián Sichel, che ha raccolto il 12,79% di preferenze, raggiunge il 40% dei voti. Se poi si dovessero aggiungere i voti di Franco Parisi del Partido de la Gente, che è arrivato terzo portando a casa il 12,80% delle preferenze, è evidente che avrebbe la presidenza in mano. Ma l’estrema radicalità di Kast potrebbe suggerire un secondo turno in cui, con l’obiettivo di fermare l’estrema destra, parte del voto conservatore di Sichel e parte del voto di Parisi e il voto centrista si sposta su Boric. Infatti, gli analisti elettorali sostengono che potrebbe essere difficile per un candidato tanto radicale di destra conquistare l’area di centro.

Gabriel Boric rappresenta l’alternativa alla continuità liberale di Kast. E’ il volto giovane della sinistra cilena, guida la generazione di sinistra che ha fatto irruzione nella politica cilena nell’ultimo decennio, che ha mandato in soffitta la Concertación di centrosinistra che ha governato il Cile tra il 1990 e il 2010.

Nato 35 anni fa a Punta Arenas -nell’estremo sud del Cile-, di famiglia benestante della regione di Magallanes, essendo nato nel 1986, non ha vissuto sulla propria carne la dittatura, finita nel 1990.
Lui
si definisce ecologista, femminista, ‘regionalista‘ e critico del modello liberale.Simpatizzante degli spagnoli Íñigo Errejón e Pablo Iglesias, fondatori di Podemos, e dell’ex Presidente uruguaiano José MujicaBoric ha il coraggio di avere un’utopia, di pensare a un mondo migliore», dice Mujica in un video a sostegno della sua candidatura-, Boric si è formato nel mezzo delle lotte studentesche e incarna le esigenze di un’intera generazione, esplose poi nelle massicce proteste del 2019.

Come studente di giurisprudenza all’Università del Cile, ha fatto parte di coloro che hanno guidato le mobilitazioni studentesche nel 2011 in favore dell’istruzione gratuita che hanno messo alle corde il primo governo di Sebastián Piñera. All’Università del Cile si è unito al gruppo politico Izquierda Autónoma, per poi formare, nel 2016, il Movimiento Autonomista.
Nel 2008 è stato eletto consigliere della Federazione degli studenti dell’Università del Cile (organizzazione che ha guidato le marce del 2006 e del 2011 a favore dell’istruzione gratuita). L’anno successivo, nel 2009, è stato eletto presidente del Centro studentesco di giurisprudenza dell’Università del Cile. Tra il 2010 e il 2011 è stato senatore universitario della stessa università.
Nel 2013 si è candidato al Congresso. Nel marzo 2014 ha fatto il suo debutto alla Camera dei Deputati, insieme ad altri giovani leader studenteschi che non avevano più di 30 anni. Leader del partito Convergencia Social, una delle formazioni che compongono il Frente Amplio (una sorta di Podemos in versione cilena), all’inizio di quest’anno ha accettato la candidatura per La Moneda.
Con un padre per anni nella Democracia Cristiana -una delle colonne portanti della coalizione di centrosinistra Concertación-
Boric fa parte di quella generazione di militanti del Frente Amplio che ha meno di 40 anni e che si è insediata in politica criticando la transizione e i governi di centrosinistra che hanno assunto il comando del Paese dopo il ritorno della democrazia.
Nel 2016, come deputato, ha analizzato gli elementi comuni tra Podemos in Spagna e il Frente Amplio in Cile, dovuti ai processi vissuti da entrambi i Paesi: «
Bipartitismo, consenso neoliberista, scarso ricambio generazionale, smobilitazione della società, progressiva privatizzazione delle servizi e diritti sociali», ha dichiarato in un’intervista a ‘El Pais’. Boric ha detto di aver seguito da vicino l’emergere di Podemos dal punto di vista elettorale, il suo dispiegamento territoriale e le sue discussioni teoriche, perché entrambi i gruppi si ispirano agli scritti politici di Ernesto Laclau e Chantal Mouffe sui populismi di sinistra.

Rieletto nel 2017 e ha finito per diventare uno dei protagonisti della crisi sociale del 2019, alla ricerca di un accordo per una soluzione istituzionale alla crisi che ha poi dato vita alla Convenzione Costituente che oggi sta elaborando una proposta di nuova Costituzione per il Paese.
In un Paese tradizionalmente guidato da due grandi blocchi, quello di centro-destra e quello di centro-sinistra,
Boric ha guadagnato spazio come terza alternativa più a sinistra all’interno dello spettro politico cileno.
Questa nuova alternativa di sinistra in Cile nasconde importanti paradossi,
afferma El Pais‘, «come il fatto che sono a pochi centimetri dal raggiungere il governo per mano del Partito Comunista, che mantiene la sua piena adesione alla dottrina marxista-leninista, sebbene si parli di movimenti intestinali guidati dalla giovane dirigenza. Entrambe le formazioni -una che compirà 100 anni nel 2022 e l’altra che non ha ancora raggiunto i cinque anni- condividono una visione critica degli anni dei governi di Concertación, che descrivono come neoliberisti, sebbene provenissero da settori del centrosinistra stesso che stavano aprendo la strada. I giovani del Frente Amplio sono figli di militanti dei partiti tradizionali, ricordava qualche anno fa Michelle Bachelet».

La leadership di Gabriel Boric ha iniziato a fiorire nel resto della sua generazione dopo l’epidemia sociale di due anni fa. Boric, afferma ancora ‘El Pais‘, «ha svolto un ruolo centrale nell’accordo politico del 15 novembre 2019, che ha dato origine alla Costituente della quale fa ora parte. Non solo è riuscito a far piegare il Fronte Ampio -a differenza del Partito Comunista, che si è sottratto all’accordo trasversale-, ma ha anche pagato alti costi politici per raggiungere tali accordi. Alla fine di quel convulso 2019, lo hanno rimproverato e aggredito in mezzo alla pubblica via, nel centro di Santiago: ‘Hai venduto la gente, traditore’, gli dicevano, mentre lo cospargevano di birra.

Boric è stato un candidato improbabile a sinistra. Nonostante un anno fa avesse fatto notare in televisione di non avere ‘abbastanza esperienza’, nelle primarie dello scorso luglio l’alleanza Apruebo Dignidad ha sorprendentemente prevalso sul candidato comunista Daniel Jadue, un peso massimo del comunismo, che era il favorito nei sondaggi. Nella corsa per La Moneda ha alzato la bandiera del cambiamento e ha portato al suo mulino buona parte della militanza socialista, che formalmente sostiene la candidatura della democristiana Yasna Provoste. La nipote di Salvador Allende, la vice Maya Fernández Allende, fa parte di coloro che sostengono il candidato più di sinistra alla presidenza del Cile, da quando suo nonno ha governato negli anni ’70».

Il suo obiettivo, ha assicurato in campagna elettorale, è combattere la disuguaglianza endemica subita dal Cile e che ha innescato la cosiddetta epidemia sociale due anni fa e costruire uno stato sociale simile alle democrazie europee.
Kast, lo definisce una minaccia alla democrazia; lui si presenta come l’alternativa all’estrema destra, capace di dare risposta alle aspirazioni di una parte della popolazione che non si identifica con i settori più tradizionali. E’ stato da più parti criticato per la sua poca esperienza e per non avere una squadra tecnica sufficientemente preparata per affrontare le sfide. I mercati lo guardano con sospetto, anche se ha moderato i suoi toni rispetto a dieci anni fa, nel tentativo di catturare gli elettori di centrosinistra. Lo fa con un programma di 229 pagine, nel quale sostiene quattro grandi riforme:accesso universale garantito al sistema sanitario, una riforma del sistema pensionistico senza i controversi Pension Fund Administrators (AFP), un sistema educativo pubblico, gratuito e di qualità e la formazione del primo governoambientale‘ del Cile. Altresì sostiene l’aumento del salario minimo, l’aumento delle tasse ai più ricchi, la riduzione della giornata lavorativa a 40 ore settimanali. Un piano, il suo, cheevidentemente richiede un aumento delle tasse. Le nuove risorse proverrebbero da fonti come una riforma fiscale, l’eliminazione delle esenzioni fiscali e l’applicazione di una royalty all’estrazione mineraria, tra le altre misure che aiuterebbero a finanziare l’agenda sociale. I critici dubitano che sia davvero in grado di raccogliere tutti i soldi necessari per attuare le riforme sociali proposte.

Da sinistra la lettura del voto di domenica parte dalle manifestazioni del 2019. Si domandano come è stata possibile la vittoria della destra, destra estrema, alla Pinochet, dopo laribellionedel 2019, che ha mobilitato milioni di cileni contro la ‘miseria neoliberista’ attuata durante la dittatura e sostenuta dai governi della Concertación? Come si passa da una rivolta a questo risultato? «Quello che succede è che la rivolta è stata deviata. La ribellione ha sconcertato Piñera e il regime, ma non lo ha rovesciato. Ha sfidato un’eredità economica e sociale, il sistema pensionistico e il sistema sanitario, ma non ha formulato un programma di società alternativa e un’organizzazione per conquistarlo», afferma da sinistra il Partido de Trabajadores Revolucionarios de Chile e ‘La Izquierda Diario‘, il primo gruppo internazionale di giornali digitali di sinistra in tutto il mondo «La coalizione Apruebo Dignidad (composta dal Frente Amplio e dal Partido Comunista) ha la responsabilità di aver salvato Piñera e di aver lasciato la Convenzione Costituente subordinata ai poteri esistenti e, quindi, lontana dalle urgenze popolari, tutto ciò che ha contribuito a far avanzare la delusione e fermare la campagna di demoralizzazione, rafforzando così l’estrema destra». «Non abbiamo risposto alle richieste della ribellione e ha vinto al primo turno un estremista di destra che parla di ‘ordine’ e genera discorso di odio».
In queste settimane in cui la partita è aperta sarà interessante osservare come reagirà la destra tradizionale e il centro alle proposte dei due estremi.

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