lunedì, Maggio 10

Cile: pioggia che odora di stagno L'esperto Iván Selles: dobbiamo abituarci a vivere con meno precipitazioni

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Santiago del Cile – Insieme alla vittoria della Nazionale cilena nella Coppa America di calcio, la miglior notizia delle ultime due settimane è la pioggia. Cade acqua su gran parte del Paese, inaugurando così un luglio piovoso, dopo un giugno conclusosi con nessuna precipitazione, cosa che non succedeva nella capitale dal 1967.
La drammatica siccità riguarda soprattutto la zona centrale e centro-meridionale del Cile. A Santiago, la capitale, avrebbe già dovuto piovere 132,9 millimetri invece degli 11,9 caduti fino al 30 di giugno, i quali sono saliti fino a 45 grazie alle precipitazioni dell’ultimo fine settimana.
A Valparaíso, la seconda città più popolata del Cile, si sarebbero dovuti registrare 158,7 millimetri invece di 5,2, cresciuti poi a 32,8.
La decade 2003-2013 è stata la più secca dal 1866 e la “più calda”, chiarisce a L’Indro il professore dell’Universidad Mayor Iván Selles. Secondo i dati raccolti, questa tendenza di scarsa pioggia e alte temperature proseguirà. “L’ultimo periodo così secco fu l’Optimum Climatico Medievale, nei secoli IX e X, che coincide con la sparizione della civilizzazione Maya”, ricorda.
Nonostante il fenomeno de “El Niño”, che porta acqua alle coste del Pacifico, quest’anno sia gradualmente aumentato, la presenza e le potenza degli anticicloni gli è stata superiore. A ciò si somma una diminuzione generalizzata delle precipitazioni, conseguenza del riscaldamento globale.

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