sabato, ottobre 20

Cile: il Piano Araucanía? Una strategia a vantaggio dei soliti Il presidente del Cile ha presentato il progetto che include proposte economiche e sociali per la regione. Ma gli indigeni si oppongono

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Il presidente del Cile, Sebastián Piñera, ha annunciato qualche giorno fa a Temuco, il Plan Araucania, una roadmap di sviluppo per la regione  centrale, con l’obiettivo di portare investimenti e pacificare i disordini sociali. Circa 8 miliardi di dollari (6.8 miliardi di euro circa) saranno investiti tra il 2018 e il 2026 per migliorare la qualità della vita dei residenti della zona. Il piano promuove l’eliminazione dell’articolo 13 della legge indigena che vieta la commercializzazione delle terre Mapuche; in parole povere, la rimozione del divieto consentirà la possibilità di leasing, scambio e vendita dei territori indigeni.

Ma vediamo il progetto più nel dettaglio.

La presentazione è avvenuta il 24 Settembre: strade, acqua potabile, salute, ambiente e attività commerciali locali, questo il piano discusso dinanzi a più di 400 ospiti, tra cui uomini d’affari, politici ed autorità comunali. «Siamo fiduciosi che questo cambierà il destino della regione», ha detto il ministro dello Sviluppo sociale Alfredo Moreno nel corso del fine settimana in merito all’iniziativa Plan Impulso Araucanía in lavorazione ormai da sei mesi. Il ministro ha spiegato che gli investimenti opportuni sono già stati identificati e lasceranno la Araucanía tra i più alti standard del Paese.

Il progetto voluto e messo a punto da Piñera e dal suo ministro dell’Interno Andres Chadwick fa parte dell’Accordo nazionale per la pace e lo sviluppo in Araucania, il quale si basa su tre punti principali: la volontà di dialogo e pace, il riconoscimento e la conservazione della diversità culturale, delle tradizioni, della lingua, dell’istruzione, della salute e della visione del mondo delle comunità indigene e, in ultimo, lo sviluppo globale e inclusivo della regione. L’intenzione sarebbe anche quella di inserire dei sussidi per gli alloggi, per miglioramenti infrastrutturali e una dozzina di nuovi ospedali per la regione, nuovi seggi al Congresso per i rappresentanti delle popolazioni indigene, dei benefici fiscali per il territorio, nonché, il riconoscimento costituzionale per il popolo Mapuche.

Alla lettera, insomma, tutto sembra fantastico, ma le cose non sono mai come sembrano.

A gridarlo, i rappresentanti dei popoli indigeni del territorio, che stanno già esprimendo le proprie obiezioni convinti che questo progetto non farà che avvantaggiare i privati e gli uomini d’affari al fianco all’attuale Governo di destra. Quale sia la verità, ce lo dirà solo il tempo, ma cosa certa è che i Mapuche hanno sofferto troppo.

Negli ultimi anni, lo stallo tra la comunità Mapuche e il settore pubblico e privato ha registrato un picco di episodi violenti. I membri della polizia, gli agricoltori e altri residenti sono morti, mentre diverse dozzine di loro sono stati processati e incarcerati, principalmente per attacchi dolosi. 

Il popolo Mapuche di Araucania rappresenta oltre il 30% della popolazione locale, e da anni, accusa lo Stato e le compagnie private di gareggiare per accaparrarsi la loro terra ancestrale, prosciugando le risorse naturali e commettendo atti di violenza. Per alcuni rappresentanti del popolo, infatti, le offerte del presidente Piñera sarebbero soltanto una strategia politica. A destare ora la massima preoccupazione sono proprio gli investimenti economici ed il conseguente destino delle terre indigene.

 Il popolo indigeno, infatti, è stato vittima di ripetute violenze nella zona, attacchi che hanno addirittura provocato morti, come il caso di Hector Gallardo Aillapán nel 2012, o quello del matrimonio Luchsinger Mackay nel 2013. 

Ciò che chiedono da anni è che lo Stato attui delle politiche in grado di affrontare le situazioni future alla stregua della violenza per rimediare a ciò che è già successo. La coordinatrice di Mujeres per La Araucanía, Valeria Cereni, ha dichiarato che si aspettano che il Governo prenda in considerazione le loro cinque proposte a sostegno delle vittime presentate al ministro Moreno e che includono: l’assicurazione universale contro le violenze, i crediti a lungo termine per le persone colpite, i bonus all’occupazione, la sospensione del pagamento di alcune tasse e il rinvio della riscossione dei contributi. Senza giustizia e sicurezza, «non c’è stato di diritto», ha aggiunto una delle vittime, Ruth Hurtado, sostenendo che i fondi per sostenere le persone colpite andrebbero «almeno duplicati». Per rendere effettivo tutto questo, sarebbe necessario, insomma, aumentare gli attuali 3,078 milioni di dollari previsti dalla legge di bilancio per trattare questi casi.

Ed ora che l’annuncio del Presidente è arrivato, i Mapuche non sembrano affatto soddisfatti. In un’intervista con Radio Kurruf, Ana Llao, la portavoce dell’organizzazione indigena Ad-Mapu, ha affermato che il piano mira a licenziare la terra ancestrale dei Mapuche riformando l’articolo 13 della legge indigena e facilitando la sua vendita. «Oggi, Piñera viene ad annunciare che le terre sono di nuovo alla deriva, permettendo di affittarle, venderle, lasciarle come garanzia per crediti».

I media cileni, dal canto loro, hanno riportato l’annuncio come se fosse già stato un successo. Il Governo avrebbe promosso 491 progetti di investimento nella regione per otto anni. Il Presidente ha anche promesso di accelerare la regolarizzazione dei titoli di proprietà, sia indigeni che non indigeni, poiché i ritardi impediscono l’accesso ai sussidi. Tra altre cose, ha annunciato che la regione riceverà circa 8 miliardi di dollari, cosa che dovrebbe, secondo lui, incrementare gli investimenti stranieri a La Araucanía.

Come ha ribadito Llao, le organizzazioni indigene hanno come priorità la difesa delle loro terre e della loro cultura, mentre le aziende cui Piñera sta facendo strada mirano a mercificare le terre invece che proteggerle. «Si concentrano sulla commercializzazione di identità e cultura per gli interessi economici delle persone e delle aziende. Dobbiamo essere chiari: questo non ha assolutamente nulla a che fare con le organizzazioni locali».

Torniamo indietro: e, quindi, il riconoscimento costituzionale dei popoli nativi? A primo impatto sembra qualcosa di assolutamente positivo, ma in realtà, nasconde delle falle: pretende di riconoscere la popolazione senza, però, riconoscere autonomia territoriale e autodeterminazione. E e il 5% dei seggi in parlamento? Siamo al ‘classico contentino’. 

Il Governo cileno ha firmato l’articolo 23 della Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti delle popolazioni indigene e la Convenzione 169 dell’Organizzazione internazionale del lavoro, ma come sostiene Llao, il progetto sarebbe stato sviluppato senza consultare il popolo di cui parla. «È un riconoscimento simbolico dal Governo, dal punto di vista politico. È unilaterale, poiché esigiamo un riconoscimento costituzionale che consenta la nostra autonomia, la nostra stessa e libera determinazione nei popoli originari».

Dopo l’annuncio, le comunità continuano ad unirsi in protesta, sottolineando che continueranno a combattere per il recupero delle loro terre ancestrali. Anche il capo dei leader locali, Juan Carlos Reinao, ha dichiarato ai media di essere scettico sul successo del piano di riforma costituzionale. Ha sottolineato che le quote sono fallite in altri paesi e che solo i seggi di minoranza riservati in parlamento raggiungerebbero l’obiettivo di aumentare la rappresentanza indigena.

Solo ieri, mercoledì 26 Settembre si è svolta a Temuko una massiccia marcia per vari territori, comunità e organizzazioni ancestrali Mapuche del Ngulumapu. Secondo le stime, alla massiccia manifestazione hanno partecipato circa 1500 persone. «Non stiamo tirandoci indietro, non stiamo andando a negoziare il nostro processo politico per pochi pesos», ha affermato il portavoce della comunità Mapuche Ranquilco, Rodrigo Curipan. «Per il settore privato questo, probabilmente, ha significato un qualcosa di positivo, perché, alla fine, ciò che conta per loro è continuare a investire nel territorio».

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