sabato, Luglio 24

Cile, nuove proteste contro la riforma dell’istruzione

0

Nel video la manifestazione di ieri degli studenti cileni, scesi nuovamente in piazza a Santiago per protestare contro la riforma dell’istruzione attualmente in discussione al Congresso nazionale. Il Presidente Michelle Bachelet, che ha mostrato la volontà di modificare il sistema scolastico cileno, aveva promesso il libero accesso universitario per circa 250.000 studenti che versavano in condizioni economiche disagiate; tuttavia, gli ultimi tagli alla spesa pubblica hanno portato il governo cileno a ridiscutere questa cifra e ridimensionare le promesse fatte nei mesi scorsi. Gli studenti portano avanti le proprie proteste già dal 2011, rivendicando la necessità di una modifica del sistema dell’istruzione cilena: le normative vigenti infatti rimangono quelle ereditate dalla dittatura di Pinochet, in cui si evidenziano grosse lacune per il libero accesso (l’università in Cile rimane un lusso per pochi). Da allora si sono susseguite diverse ondate di proteste (anche abbastanza violente), che hanno portato al referendum popolare (ottobre 2011) sotto il governo di Sebastian Pinera. I quesiti più importanti riguardavano l’istruzione pubblica in Cile, gratuita e di qualità a tutti i livelli, ma, soprattutto, la decentralizzazione statale di scuole e licei, attualmente ancora gestite e finanziate dagli enti comunali (prima della riforma, soltanto la scuola elementare era gratuita, mentre tutti gli altri livelli di istruzione erano finanziati da privati per il 75% e da risorse pubbliche per il 25%).

Dal 2011 il governo Bachelet ha approvato già alcune misure a riguardo, tra le quali l’eliminazione del ticket pagato dalle famiglie alle scuole. Tuttavia, il malcontento è ancora diffuso e le riforme sono state giudicate insufficienti dalla CONFECH (unione studentesca del Cile), da tempo in prima linea nelle manifestazioni per un’istruzione libera e accessibile per tutti.

(video tratto dal canale Youtube di Odn News)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->