sabato, Aprile 10

Cigl-Uil, sciopero il 12 dicembre

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La perenne crisi economia europea, la nuova recessione giapponese ed il petrolio che mantiene ancora i livelli minimi dei giorni scorsi, influenzano in maniera sostanziosa le Borse ad esclusione di quella americana che risente meno questo momento economico negativo grazie ad un’economia in netta ripresa. A Milano,  il Ftse Mib annulla i guadagni della mattinata sulla debolezza di Wall Street mentre si segnala il debutto borsistico positivo di Rai Way. Resta invariata la posizione di Francoforte mentre  Parigi lima lo 0,1% e Londra arretra dello 0,4%. Come accennato in precedenza, Wall Street ottiene risultati deboli con il Dow Jones che cede lo 0,3%, l’S&P 500 arretra dello 0,45% e il Nasdaq cede lo 0,7%.

Sotto osservazione dei mercati resta il Giappone dopo che il premier Shizo Abe ha annunciato lo scioglimento della Camera per tornare alle urne. Intanto, dopo il recupero di ieri, l’indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha chiuso stamane la seduta in ribasso dello 0,32% a 17.288 punti.

Intanto in Italia continua la lotta tra i sindacati e il governo a proposito del Job Act e della legge di stabilità. Se però la Cisl conferma il solo “sciopero unitario” del pubblico impiego, Cigl e Uil proseguono dritti per la loro strada indicendo lo sciopero generale per il 12 dicembre. Su tale decisione non è mancato il commento del ministro del Lavoro Giuliano Poletti, che ha detto: «Rispetto alle motivazioni portate sui temi della legge di stabilità e del Jobs act ritengo che non ci siano le motivazioni per una decisione così importante, come lo sciopero generale. Ogni organizzazione fa le proprie scelte in ragione delle proprie valutazioni. La responsabilità è comunque delle organizzazioni sindacali, che si prendono la responsabilità di quello che decidono».

A parlare del Job Act, della legge di stabilità e dello sciopero indetto dai sindacati, è stato il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che  a margine del convegno ‘Guido Carli e l’economia italiana del ‘900,  nella sede dell’associazione industriale bresciana, ha detto: «Aspettiamo di vedere il testo definitivo perché di cambiamenti in corsa ne sono stati fatti sicuramente. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ci ha fatto rassicurazioni, non ho motivo di dubitare che mantenga le posizioni date proprio qui a Brescia, in occasione dell’ultima assemblea generale degli industriali bresciani”. Sullo sciopero generale del 12 dicembre proclamato dalla Cgil e dalla Uil, Squinzi si è limitato a una battuta: “Con i bassi livelli di attività che abbiamo in questo momento nell’industria forse è un vantaggio».

Intanto nel Bel Paese riemerge la questione a quanto ammonta il costo di gestione  del contante. Proprio su tale argomento, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, al question time della Camera dei Deputati ha spiegato che tale gestione costa in un anno circa 8 miliardi l’anno. Per questo motivo si prospetta un abbassamento dell’uso del contante che, con interventi paralleli volti all’utilizzo del bancomat, può avere effetti positivi sui consumi.

Nell’agenda di programma del governo c’è anche la questione delle privatizzazioni e dopo essersi occupato di Rai Way adesso tocca alle FS. Infatti, il Ministero dell’Economia ha annunciato la creazione di un gruppo di lavoro con l’obiettivo di «predisporre tutte le misure necessarie all’apertura del capitale di Fs e alla sua quotazione». Sia il ministro dell’Economia, Padoan, che quello delle Infrastrutture, Lupi, pensano che l’entrata in borsa delle Ferrovie dello Stato possa avvenire in tempi brevi e portare dei benefici proprio all’azienda che avrà così la possibilità di concentrarsi sul miglioramento del trasporto pubblico locale.

Nel frattempo, il Premier Matteo Renzi ed il suo staff dovranno far fronte ai nuovi risultati di una ricerca effettuata dall’Adusbef in merito ai pignoramenti. Secondo l’Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari, anche nel 2014 sono continuati ad aumentare i pignoramenti e le esecuzioni immobiliari. A dicembre 2014 arriveranno a 52.606, l’11,6% in più rispetto allo scorso anno. La cifra è ricavata dalle proiezioni sui dati raccolti in 35 tribunali italiani al 30 ottobre scorso. In 5 anni di crisi (2008-2013), i pignoramenti ed esecuzioni immobiliari sono aumentati di circa il 108,1%.

Nonostante la crisi economica che attanaglia l’Italia, arrivano però anche delle notizie positive. Secondo l’Osservatorio sul mercato immobiliare  Nomisma, Il 2014 dovrebbe chiudersi con un incremento di compravendite di abitazioni del 3,7% su base annua a livello nazionale, del 5,5% nelle 13 grandi città.  Per Nomisma infatti il 2014 dovrebbe rappresentare l’anno d’inversione ciclica, con una ripresa delle quantità scambiate, anche se più contenuta delle aspettative.

Grandi manovre sono in atto anche in casa Generali. Come annunciato dal gruppo in occasione dell’Investor day a Londra, essa realizzerà in anticipo sul piano al 2015 il target di crescita della redditività, con un aumento del ritorno sul capitale (roe) operativo al 13%. Generali inoltre conferma poi rispetto al piano al 2015 il target finanziario relativo a tagli sui costi per 750 milioni (1 miliardo entro il 2016).

 

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