venerdì, Luglio 30

Cibo spazzatura e i legami con i casi di cancro L'inchiesta 'NutriNet-Santé' ha voluto indagare sui cibi che notoriamente contengono quantità elevate di grassi, grassi insaturi, zuccheri e sale aggiunto

0

Il ‘cibo spazzatura‘ finisce di nuovo nel mirino degli scienziati. Uno studio pubblicato dal ‘British Medical Journal‘ ha trovato un legame tra il junk food, in particolare gli alimenti ‘ultra lavorati’, e il rischio di cancro in generale e di quello al seno.

A studiare i rischi del cibo spazzatura sono stati ricercatori francesi che hanno condotto un’indagine su 105.000 connazionali tra il 2009 e il 2017. L’inchiesta battezzata ‘NutriNet-Santé’ ha voluto indagare sui cibi che notoriamente contengono quantità elevate di grassi, grassi insaturi, zuccheri e sale aggiunto. Dai risultati dello studio è emerso che il consumo di questi cibi era associato a un rischio globale più alto di tumori (che oscillava tra +6 e +18%) e di cancro al seno (tra +2 e +22%). In particolare sono stati rilevati ben 2.228 casi di tumori, di cui 108 mortali e 739 tumori mammari.

«A quanto ci risulta, questo studio prospettico è stato il primo a valutare il legame tra il consumo di prodotti ultra processati e l’incidenza di cancro, basandosi su una vasta coorte, una valutazione dettagliata e aggiornata dell’apporto alimentare», scrivono gli autori dello studio.  Le loro ipotesi è che a far aumentare i rischi sia «la qualità nutrizionale generalmente più bassa di questi prodotti, troppo grassi, troppo calorici e/o troppo salati e la vasta gamma di additivi». Inoltre «la trasformazione degli alimenti e in particolare la loro cottura produce la formazione di nuovi contaminanti».

Certo è che il legame di causa-effetto tra consumo di cibo spazzatura e cancro resta da dimostrare, come afferma l’istituto nazionale della sanità e della ricerca medica francese che ha finanziato lo studio.

(video tratto dal canale Youtube di IBTimes UK)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->