giovedì, Dicembre 2

‘Ciao Paolo’ così l’Italia dice addio a Fantozzi

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Paolo Villaggio è venuto a mancare ieri a Roma, domani è prevista la camera ardente e una cerimonia laica, per salutare l’ultima maschera del cinema italiano. «Ciao papà, ora sei di nuovo libero di volare», ha scritto ieri mattina la figlia Elisabetta su Facebook.

Nato a Genova il 30 dicembre 1932, Villaggio è stato in grado di rappresentare l’italiano medio, l’uomo che nella povertà riesce ad essere felice, ad apprezzare le piccole cose della vita, nelle sceneggiature di un cinema grottesco. Narratore, attore, sceneggiatore, Paolo Villaggio rappresenta la commedia italiana. Indimenticabili i suoi personaggi dal professor Kranz al timidissimo Giandomenico Fracchia, fino al protagonista più amato, il ragionier Ugo Fantozzi, che l’ha consacrato sul grande e piccolo schermo all’eterno successo.

«Con Fantozzi ho cercato di raccontare l’avventura di chi vive in quella sezione della vita attraverso la quale tutti passano o sono passati sotto padrone. Molti ne vengono fuori con onore, molti ci sono passati a vent’anni, altri a trenta, molti ci rimangono per sempre e sono la maggior parte. Fantozzi è uno di questi» Villaggio raccontava così il suo emblematico personaggio in un’intervista. Ma oltre ad essere un comico Paolo era molto altro, lui era un genio e di certo come dicono i figli non è stato un uomo facile, anche nelle sue ultime volontà, desiderando un funerale a San Pietro. All’attività comica ha affiancato quella di scrittore con una decina di libri proprio sul suo ragioniere e sulla satira. Villaggio ha prestato il volto a più personaggi, lavorando con registi del calibro di Fellini, Ferreri, Lina Wertmüller, Ermanno Olmi e Mario Monicelli. Le sue scene ha fatto sorridere intere generazioni ed ora l’intero mondo della politica e dello spettacolo italiano gli rende omaggio.

«Alzi la mano chi non ha mai riso, sofferto, pensato davanti a un suo personaggio, davanti a una delle sue battute o dei suoi personaggi. Nessuno, non alza la mano nessuno» recita un post di Matteo Renzi su Facebook. La presidente della Camera Laura Boldrini ha affidato il suo saluto ad un tweet: «Addio a Paolo Villaggio e ai suoi personaggi, maschere amare di un certo costume italiano entrato nel nostro lessico e nella nostra memoria». Sempre sui social arriva il cordoglio del presidente del Senato Pietro Grasso: «Paolo Villaggio ci ha fatto ridere del peggio di noi stessi, smascherandolo e trasformando in comico il lato ‘tragico’ della vita». La sindaca di Roma Virginia Raggi e l’amministrazione pente stellata, raccolgono il loro dolore per la scomparsa dell’attore in una nota di cordoglio: «Con lui va via un grande protagonista del cinema, del teatro e della televisione italiana. Un artista che attraverso la sua profonda ed originale ironia, i suoi personaggi e le sue maschere ha rappresentato la società degli ultimi decenni e regalato sorrisi e riflessioni ad intere generazioni».

Immancabile la reazione del mondo dello spettacolo, da Benigni a Greggio lo stanno ricordando proprio tutti: Barbara D’Urso, Fabio Fazio, Leonardo Pieraccioni, Paolo Ruffini, Sofia Loren, Luciana Litizzetto, Maurizio Costanzo, Maria Sole Tognazzi, giusto per citarne alcuni.

Ma oltre al messaggio di Milena Vukotic, che indossava la maschera di Pina, moglie sottomessa del ragioniere che rinnova l’affetto e la gratitudine a Fantozzi, suo marito artistico con il quale formava una ‘coppia di fatto’, è arrivata per Fantozzi la dichiarazione d’amore che aspettava da tutta una vita, quella di Anna Mazzamauro, che sul suo profilo Facebook scrive: «È morta anche la mia giovinezza. Fantozzi è stato l’unico uomo che mi abbia veramente amato», firmandosi come il sogno irraggiungibile del ragioniere: Anna Silvani.

Fantozzi ora, ovunque sia, si starà sicuramente mangiando la lingua o saltellando tra le nuvole per la felicità. Anche la nostra redazione vuole ricordarlo: “Ciao Paolo!”.

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