venerdì, Ottobre 22

CIA: l’importanza di uccidere i leader dell’ISIS

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Conseguenze dell’uccisione dei leader dell’ISIS

Queste azioni ricordano le operazioni di cattura dei leader di al-Qaeda in Waziristan, Afghanistan, Yemen e Iraq a partire dal 2006, concluse con l’uccisione dei leader di prima linea dell’organizzazione Ibrahim Abu Masoud a-Zarqawi, Abu Ayub al-Masri, Abu Omar al Baghdadi e al-Awlaki in Yemen, e Abu Yahya al-Libi e Abu Zubaida in Afghanistan. I rapporti sulla loro morte rivelano che i leader di al-Qaeda, nel momento in cui l’organizzazione ha raggiunto il suo picco di debolezza, hanno attraversato il confine lasciando le loro auto e usando delle biciclette per gli spostamenti. La cattura dei leader dell’ISIS potrebbe seguire lo stesso destino di al-Qaeda in Afghanistan e Yemen. Ma la vera sfida per la CIA è lottare contro l’organizzazione e la sua leadership, nonché contro la debolezza delle fonti di informazione e la perdita di fiducia di Washington tra i suoi agenti a causa dei suoi cambiamenti di posizione nei confronti dell’ISIS.

 

Conseguenze della perdita dei leader in campo dell’ISIS

  • Se un’organizzazione simile all’ISIS prendesse in mano la situazione per compensare la perdita della prima linea di attacco non potrebbe durare a lungo.
  • È possibile che in questa fase l’organizzazione possa tenere sotto controllo le sue perdite, ma in futuro e in breve tempo subirà inevitabilmente un indebolimento. È un dato di fatto che la maggior parte dei suoi leader attuali sia composta da residenti locali, che pertanto conoscono la geografia e i clan del luogo.
  • Riduzione della potenza militare e della quantità di armi.

 

Le forze della coalizione occidentale questa volta sono passate alla strategia degli attacchi aerei, mirando alle roccaforti dell’ISIS nella città di Raqqa in Siria. Le testimonianze parlano di ritiro del corpo di polizia ‘al-Hisbah’ dalle strade della città e dell’installazione di telecamere di sorveglianza per difendersi dai raid aerei. L’organizzazione si è spostata verso siti alternativi, usando forse indirizzi falsi, presso scuole, università, orfanotrofi affinché diventino nuovi centri direttivi dell’organizzazione. Dal luglio 2015 i raid aerei hanno avuto come obiettivo l’ostacolamento degli spostamenti dei combattenti e delle loro vie di fuga. Nonostante questo l’ISIS persegue una politica di controllo militare a livello regionale, rendendo ogni formazione simile a un esercito regolare. Ciò include forme di combattimento e supporto logistico e strumentale, nonché la disponibilità di un portavoce legale e di kamikaze.

Questa politica ha dato all’organizzazione la possibilità di colpire luoghi distanti dalle zone teatro di scontri militari, diminuire le pressioni e avere spazio di movimento. L’ISIS continua a essere attiva, ed è troppo presto per parlare di debolezza nonostante una sua regressione significativa e una diminuzione dello spazio occupato tra Siria e Iraq. Ciò significa che sarebbe necessario, di tanto in tanto, rivalutare i risultati raggiunti dall’alleanza occidentale.

 

Traduzione di Elisabetta Zora

 

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