lunedì, Aprile 12

Ci vorrebbe Pietro Arpesella…

0
1 2


«Forse il nostro futuro è sulle montagne. Come il nostro passato», diceva una sera di ottobre che tirava a novembre l’ormai quasi novantenne Pietro Arpesella, mitico comandante delle Resistenza, che sulla Linea Gotica aveva fermato i tedeschi. E in quelle città ridotte a rovine dai bombardamenti (nel riminese appena passata la guerra su certe strade non si passava neanche coi carretti), era divenuto l’albergatore che aveva inventato prima il Grand Hotel di Riccione (il Lido, ribattezzato Mediterraneo), quindi, nel 1962, quello di Rimini. Imponendo alla Riviera il turismo a trecentosessantacinque giorni’ (trecentosessantasei negli anni bisestili) che sino ad allora nessuno aveva avuto il coraggio di provare. Tirando così la volata a una schiatta di gente ingegnosa che si rifece ricca vendendo l’ombra. E oggi occorrerebbe proprio Arpesella, o uno come Arpesella, per ricostruire su solide e concrete basi, dalle fondamenta, il nostro già glorioso e oggi declinante settore turistico. E non solo quello.

 

Montagne partigiane, montagne del Tibet in cui piegato dalla morte volontaria del figlio Marco, nel 1987 si era, raccontava, rifugiato per capire la verità di sé e del mondo. Pochi lo sapevano, a pochi vecchi e nuovi amici raccontava il valore dell’incontro con quei Maestri. E a quelle montagne (degli Appennini, del Tibet, chissà…) voleva tornare. Nato ligure, a Lerici, nel 1908, a tredici anni lavora con il padre all’Arsenale. Dopo sei mesi si imbarca come mozzo su un mercantile che lo porta in Messico. Torna a casa, il padre viene condannato al confino perpetuo per antifascismo e con lui va in Argentina. Mozzo sui mercantili e sulla nave Duilio, da cui sbarca clandestino a New York, dove lavora al Plaza: infermiere, lavapiatti, cameriere, infine maitre. Poi, di nuovo e finalmente, l’Italia, la Romagna, dove arriva nel 1932, sposando una giovane riminese, Melodia Spaccarelli, diventando ‘più romagnolo dei romagnoli‘. Inizia, come detto, l’attività alberghiera a Riccione. Poi nel 1939 viene arruolato: pilota d’aereo. È la guerra. Finisce in carcere a Forlì per aver tentato di portare in salvo tre generali inglesi e un gruppo di ebrei. Sconta la pena, esce, va direttamente in montagna a guidare la guerra partigiana. Quindi la ricostruzione, la reinvenzione dell’albergo (anzi l’Albergo) imposto all’immaginario collettivo da Federico Fellini, che lo consacra, facendolo diventare ‘Il Re del Grand Hotel’, ‘L’ultimo signore di Rimini’. Melodia aveva intanto messo al mondo quel figlio che adorava, nel quale si rivedeva, cui, ad un certo punto, aveva affidato l’albergone e i suoi sogni (che erano la stessa cosa) ritirandosi dietro le quinte. Lo avevano quindi venduto, nel 1982, a una finanziaria di Vincenzo Cultrera, riservandosene la gestione sino al 1999. Poi…

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->