sabato, ottobre 20

Ci resta solo Savona, che ‘cresce’ e potrebbe essere una grande carta Nello scontro ‘mortale’ Salvini - Di Maio, con Tria perdente in casa come in Europa e oramai impresentabile, è il momento per Savona di scoprire il suo piano e fare un ingresso a gamba tesa

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Cosa realmente abbiano in testa nel proporre la ‘manovra’ di bilancio codesti governanti non è chiaro per nulla; a mio modesto parere manco a loro stessi è chiaro, divisi come sono da festeggiamenti inconsulti e demenziali in piazza, rancorosi insulti, e ‘me ne frego’ di sapore mussoliniano all’Europa, ‘compensati’ da toni riflessivi, o almeno apparentemente tali, di tipi come Giancarlo Giorgetti e borbottii fiduciosi di Paolo Savona che, come abbiamo ipotizzato da giorni, sta prendendo sempre più quota. Prova ne sia la sua partenza, ieri, per Strasburgo, proprio mentre il ‘povero’ Ministro dell’Economia Giovanni Tria rientrava senza essere riuscito nella sua ‘missione impossibile’ di convincere l’Eurogruppo della logica della manovra finanziaria, e mentre il Presidente della Commissione UE Jean-Claude Juncker avvisava: l’Italia «si sta distanziando dagli obiettivi di bilancio che abbiamo concordato insieme a livello europeo », «Dobbiamo evitare che l’Italia reclami condizioni speciali che, se concesse a tutti, significherebbero la fine dell’euro», aggiungendo di non volere che l’Italia sia «una nuova crisi greca», e promettendo di trattare l’Italia in modo «rigido e corretto».

Che i due dioscuri Matteo Salvini e Luigi Di Maio, con al seguito il sempre più ineffabile avvocato del popolo Giuseppe Conte sedicente premier, abbiano l’idea di fare una manovra tesa a rastrellare consensi è reso evidente dalle scelte gridate con modalità da campagna pubblicitaria per una nuova merendina iper-saporita ed è reso più che evidente dall’elenco dei provvedimenti che circola -per quanto fino a ieri non ci fosse traccia in Parlamento della nota di aggiornamento al Def, che doveva arrivare entro il 27 settembre-: «abolizione della povertà» -per dirla con Di Maio, megacondono, che manco Silvio Berlusconi ai bei tempi sognava, pensionamenti in allegria di ‘vecchietti’ di 62 anni, flat tax alle partite IVA, che sono numericamente importanti. Appunto, questo è evidente a tutti in maniera plateale: l’entusiasmo è al massimo (ormai se oggi si votasse prenderebbero il 90 %) per misure che, nella migliore delle ipotesi, si cominceranno a realizzare in concreto, o almeno a percepire dagli interessati, non prima della fine dell’anno prossimo. Dopo, e non è un caso, Maggio, quando si terranno le votazioni per il Parlamento europeo. Insomma, l’impressione che sia una manovra elettorale è più di una impressione.
Che i due (lo dico e continuerò a dirlo: il più ‘pericoloso’ è Di Maio anche su questo) tendano a forzare la mano al massimo con l’Europa fino a cercare di uscirne, a me pare più che evidente, e lo ho detto più volte.  Il punto è: fino a che punto?

Salvini punta ad una vittoria dei sovranisti alle prossime elezioni in tutta Europa, ma poi? Certo, una delle ‘idee’ di costoro è quella di indebolire l’Unione per acquistare maggiore autonomia; non a caso Salvini dice che se ne frega dell’Europa, mentre Di Maio appare più cauto. In effetti, quest’ultimo, che punta esattamente a questo -sulla base dei progetti non tanto di Beppe Grillo (che alla fine si rivela solo un comico da avanspettacolo) quanto della Casaleggio, che è la vera ‘testa pensante’ del movimento e punta ad ottenere, attraverso di esso, il massimo di potere- quest’ultimo dico è più cauto, perché sa bene che tra coloro che hanno votato il suo movimento (un partito in cui la democrazia non esiste, esiste solo il capo, magari solo finto) molti, forse moltissimi, sono europeisti convinti.
Resto convinto che Di Maio in quanto tale non conti nulla (forse mi sbaglio, lo vedremo), ma è furbo, molto furbo, e ha in corso quella che è, secondo me, la vera partita in gioco, ormai chiarissima ed evidente: loscontro mortale’ (e non uso il termine a caso) con Salvini. I due sono legati a filo doppio, ma cercano entrambi il potere da soli, e Di Maio sa bene che in questo momento Salvini è molto più forte (non solo elettoralmente) di lui e potrebbe, dopo le europee, dargli il benservito. Sarà un caso ma, cosa mai vista in passato, Salvini ha avuto formalmente e ufficialmente l’incoronazione dalla Confindustria … altro che Governo del popolo! Di Maio non è all’altezza per combatterlo sul terreno delle relazioni di potere e della capacità manovriera, credo, ma lo ha intuito e cerca di difendersi e, specialmente, cercherà di difendersi. Vedrete che il ‘reddito di cittadinanza’ partirà (o Di Mio cercherà di farlo partire) al più presto; lo ripeto, la partita è ‘mortale’ tra i due, e se la giocheranno fino all’ultimo voto e scorrerà il ‘sangue’ a fiumi.
Ma sul punto penso che Salvini abbia la vittoria in tasca. Lo ha capito così bene che, mentre insulta e aggredisce Sergio Mattarella, ha messo a tacere proprio il suo Ministro dell’economia, quel Tria che esce da questa vicenda malissimo. Ha poco da dire che è stata solo una trattativa e una mediazione, ha perso di brutto. Che pena! Io pensavo che, rivendicando l’onorabilità del professore, dell’accademico, dell’uomo di scienza, non accettasse di fare da reggitore del moccolo, ma pare proprio di sì. Mi domando come farà a presentarsi alle prossime riunioni internazionali.

A meno che…
Sì, proprio così: a meno che il gioco non contempli una entrata in campo di Savona. Una entrataa gamba tesa’ dovrebbe essere, però, e non banalmente per sostituire Tria, figuriamoci se ha voglia di impegolarsi in un Ministero come quello. Fosse la partenza di ieri per Strasburgo un segnale? Vedremo.
Perché, a mio parere, come ho già detto riflettendo sul così detto ‘Piano Savona’ (‘Una politeia per un’Europa diversa, più forte e più equa’), a me non pare che Savona punti, belluinamente come Salvini e Di Maio, all’uscita dall’euro o addirittura dall’Europa, ma molto più opportunamente e acutamente (ma con molta maggiore difficoltà perché la battaglia potrà essere lunga e complicata assai) ad una trasformazione dell’Europa in qualcosa di più vicino ai popoli, non al popolo di Di Maio e di molto meno BuBacentrica. Un progetto che, se fosse vero sarebbe non solo utile ma affascinante e, specialmente, profondamente logico e profondissimamente popolare, cioè diretto al popolo e ai sui veri interessi e, quindi, non populistico. Quante volte nella storia i meriti dei politici veri sono stati riconosciuti quando erano ormai in pensione? Ce lo siamo chiesti cosa sta combinando Savona, giorno per giorno il cosa sta prendendo forma, pare.

In questa situazione, tutta ancora da scoprire, anche se ora sarebbe, penso, il momento per Savona di scoprire le carte che ha avuto da giocare, cadono le braccia e non solo a vedere che a quei geni della politica del PD, con l’entusiastica partecipazione di Matteo Renzi (solo quello ci mancava, fortunatamente c’era anche Calenda con la cucina da campo!) ‘scendano’ in piazza”, dai quartieri alti che abitualmente frequentano pare, contro questa manovra … cioè per combattere la possibilità di distribuire soldi a pioggia a una grande quantità di persone, in gran parte poco ricche (per così dire) e a permettere ad un’altra grande quantità di gente che, distrattamente (pardon, perché costretta!!!) non ha pagato le tasse fino alla modica somma di 500.000,00 euro di continuare a non pagarle, alla faccia di quelli che lo hanno fatto. Non male, Tafazzi è vivo e lotta insieme a voi!

Ma sorge anche un dubbio, che mi permetto di porre ai piedi di Savona, che certamente ci ha pensato, ma non si sa mai. Con quei due al volante si parla solo di loro e di noi e gli ‘altri’, cioè gli altri Paesi europei e i rispettivi popoli e governanti sono ignorati quando non insultati. Ma siamo proprio tanto sicuri che l’Europa e quei popoli e governanti stiano lì a tremare verga a verga per il terrore di perdere Di Maio e Salvini?
Sarebbe alquanto doloroso se ci si svegliasse una mattina per scoprire che i governanti terrorizzati’, l’odiato Macron, l’orrenda Merkel, il disgustoso Rutte, l’orrendo Michel o sua maestà Filippo, hanno costituito una nuova Europa loro, tra di loro, magari con la Spagna e la Grecia, e ci facciano marameo, lasciandoci al nostro debito mostruoso a diventare tutti poveri … ah già, dimenticavo, la povertà è stata abolita.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.