venerdì, Aprile 16

Choc per la morte dei tecnici italiani in Libia

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Un brusco risveglio quello di questa mattina per l’Italia che ha visto comunicare dalla Farnesina il presunto decesso di due dei quattro tecnici italiani rapiti lo scorso 20 Luglio, mentre si trovavano in viaggio di lavoro per conto della ditta parmense ‘Bonatti‘. Subito sono scattate le reazioni dal mondo politico con Presidente del Senato Pietro Grasso che invitava gli esponenti di partito a stringersi attorno ai famigliari che stavano soffrendo in attesa di notizie concrete sui loro cari e Matteo Salvini che accusava il premier Matteo Renzi dichiarando: «Renzi, che va in giro a fare il fenomeno, ha le mani sporche di sangue, tanto in Italia quanto in Libia. Spieghi alle famiglie dei due italiani forse uccisi e alle famiglie di chi probabilmente cadrà quello che non ha fatto il governo di fronte alla guerra». E proseguiva nella sua disquisizione puntando il dito contro il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Siamo di fronte ad un allarme planetario e Sergio Mattarella gode che qui sbarcano decine di migliaia di persone e si vanta del fatto che l’Italia è all’avanguardia per l’accoglienza degli immigrati. Questi o sono matti o sono complici».

Oggi alle ore 17 la prima conferma ufficiale della morte dei due tecnici Fausto Piano, di Capoterra (Cagliari), e Salvatore Failla, di Carlentini (Siracusa), da parte della Farnesina che ha arrancato nelle verifiche per la mancanza di un’ambasciata italiana sul territorio, chiusa dopo la caduta del governo Gheddafi, e si è dovuta basare sull’analisi di un presunto video trasmesso dall’emittente ‘Sabrata Media Center‘ che aveva ripreso i corpi, ricoperti da alcuni cartoni, dei jiadisti morti nell’attacco messo a segno dalle autorità militari libiche all’interno del presunto ‘covo’ dell’Isis, identificando in un primo momento le due vittime come possibili foreign fighters. Alla triste conferma della tragedia si aggiunge la notizia, circolata poche ore fa, attraverso i diversi organi di agenzia di stampa di un presunto decreto secretato firmato dal Presidente del Consiglio Renzi, circa un mese fa, che prevederebbe l’arrivo di quaranta militari appartenenti al Col Moschin, unico reparto delle forze speciali dell’esercito italiano, in territorio Libico dove ad aspettarli ci sarebbero alcuni responsabili AISE, acronimo dell’Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna, con i quali coordineranno le loro attività. Pochi minuti fa il Presidente dell Camera Laura Bordini ha commentato così l’intera vicenda: «Esprimo il grande dolore mio e dell’intera Camera dei deputati per la morte di Salvatore Failla e Fausto Piano, i due tecnici italiani uccisi in uno scontro a fuoco in Libia. Molto deve ancora essere chiarito riguardo alle cause che hanno portato a questa tragedia, che nei prossimi giorni sarà anche all’esame del Parlamento. Ma intanto c’è lo strazio di due famiglie che per mesi hanno vissuto nell’angoscia e che oggi hanno perduto la speranza. A loro va il mio abbraccio più affettuoso». Il prossimo nove Marzo il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni interverrà, per esplicare la situazione libica, alle ore 11:00 presso il Senato dove potrebbero essere discussa anche la partenza di tremila unita militari che parteciperebbero ad una missione in cooperazione Onu.

Dal mondo della politica emergono ancora dubbi e proteste dalla minoranza del del PD sul ruolo di Denis Verdini e di Ala non solo all’interno della maggioranza di governo, ma anche alle prossime elezioni amministrative delle grandi città. Durante la mattinata si sono rincorse voci di successivamente smentite dai diretti interessati di alcune liste civiche verdiniane a favore dei candidati alle comunali di Roma e di Milano. Per quanto riguarda la capitale che con il PD vedrà svolgersi le primarie questa domenica nei 190 gazebo, allestiti di fronte ai 15 municipi, dalle ore 8:00 alle 22:00, hanno parlato i due candidati Roberto Giachetti e l’omonimo Morassut escludendo ogni loro apertura o adesione ad una possibile coalizione con Verdini durante una loro eventuale corsa al Campidoglio. Da Milano anche Giuseppe Sala nega un suo possibile coinvolgimento ed annuncia la sua cooperazione con Francesca Balzani, che correrà a suo sostegno con una lista denominata ‘arancione’.

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