sabato, Ottobre 23

Chilcot e l’attacco a Blair sul caso Iraq

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«Tony Blair non è stato sincero con la nazione» nella sua decisione di partecipare alla guerra in Iraq. A dirlo Sir John Chilcot, che ha guidato la commissione indipendente sull’intervento britannico nel conflitto del 2003 contro il regime di Saddam Hussein.

L’inchiesta è stata voluta dall’ex primo ministro laburista Gordon Brown nel 2009, con lo scopo di ricostruire gli scenari e l’origine del coinvolgimento dell’esercito di Londra in Iraq. Al tempo dell’invasione dell’Iraq Blair, poi dimessosi nel 2007, sostenne che le informazioni di intelligence dimostrassero che Saddam Hussein fosse in possesso di armi di distruzione di massa, che non furono mai trovate.

Il rapporto Chilcot appurò che il Regno Unito scelse di prendere parte all’invasione dell’Iraq prima che tutte le opzioni pacifiche per il disarmo fossero state escluse ma anche che Blair fu messo in guardia circa la minaccia che le attività di al-Qaeda a seguito dell’invasione aumentassero. Inoltre l’ex primo ministro è accusato per la presentazione delle informazioni di intelligence ai cittadini. il rapporto infatti sostiene che il parere espresso dalla Commissione congiunta di intelligence fu comunicato all’opinione pubblica con modifiche riconducibili alle convinzioni personali dello stesso Blair. Blair che poi lo scorso anno si scusò per il fatto che le informazioni a disposizione prima della guerra fossero sbagliate e per gli errori nella pianificazione, ma non per l’operazione destinata a rimuovere Saddam dal potere.

Chilcot è tornato quindi sull’argomento e ammette che la testimonianza dell’ex primo ministro nel corso dell’inchiesta è stata «veritiera dal punto vista emotivo» ma si basava più su convinzioni personali che sui fatti. Un portavoce di Blair ha affermato che tutte queste questioni sono già state affrontate.E allora perché ribadirle? Che si stia per aprire un nuovo confronto?

(video tratto dal canale Youtube della BBC)

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