mercoledì, Ottobre 20

Chiacchiere da salotto sdrucito, in attesa del Letta ‘sin-des-tra’ Basta un momento di distrazione di Mario Draghi e quelli ricominciano a straparlare e strafare. E il PD, che semplicemente non è, non esiste, ora attende Enrico Letta

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Mai come in questi giorni, le notizie si accavallano, sempre pressanti, ma sempre incluse in un ‘range’ (spazio, ambito, forbice, ma sempre meglio l’inglese, hai visto mai Conte non capisce!) vastissimo, che va dalle comiche alla tragedia che manco Ibsen col mal di pancia.
E così si apprende che ora fabbricheremo in Italia lo Sputnik V in non so quali fabbriche, ovviamente del nord, negoziate da Giancarlo Giorgetti, il mito … ma le prime dosi, poche pare, saranno pronte a fine anno e, scrive velenoso qualche giornale, sono per essere portate in Africa … vedete, basta un momento di distrazione di Mario Draghi e quelli ricominciano a straparlare e strafare. A proposito, se non aveste capito, quel ‘V’ sta per ‘vaccino’, «anche se non so il russo», spiegava serissimo Enrico Mentana …
Ormai vanno tutti a ruota libera: avete visto ‘Di Martedì‘, una sorta di collage mal fatto di pezzi diversi, uniti da una sola caratteristica: le parole interminabili degli ‘ospiti’ che contano (la compagnia di giro, la chiamo io) e il ‘zitto tu’ a quelli non della compagnia, un altro assurdo ormai insopportabile: l’autoreferenzialità elevata a sistema.
Ma poi i giornali titolano: ‘gelo della UE’. Vero o falso che sia, è credibile. Il vaccino russo è il vaccino del nemico e quindi per definizione fa schifo e non si deve usare. Il J&J (quello dello shampoo) va benissimo, tanto bene che non ce lo mandano; Astra Zenecka va meglio ancora, ma non basta e ci fanno pure uno sberleffo; Moderna, ne abbiamo ordinato poco, ma lo fa Sergio Mattarella in fila, il che ci consola, ma non ci spiega, Mattarella, se per caso non ci siano altri più anziani a Roma che ne siano privi; Pfizer non si è capito bene se arriva o no, ma comunque deve essere conservato a meno 80 ed è un bel problema; ecc. Ma noi ci strappiamo le vesti perché in Brianza qualche amico di Giorgetti fa il vaccino degli amici russi di Matteo Salvini e lo manda in Africa.
Noi siamo fatti così.

Il Ministro Enrico Giovannini, il mitico super-migliore, incaricato dei trasporti, rompe il silenzio imposto da Draghi, e parla … dei treni? No, del vaccino, che certamente sarà subito procurato da Draghi, che ha agito pesantemente sulla UE perché agisca pesantemente sulla case farmaceutiche … che infatti se ne fregano, ma quest’ultima cosa non la ha detta!

Il lesto Ministro Renato Brunetta, a sua volta, risolve da par suo il problema della Pubblica Amministrazione. Come? Assumendo a spron battuto funzionari a go-go. Come? Non si sa, ma si ‘velocizzano i concorsi’ e poi «si creano percorsi ad hoc per i migliori laureati».
Me lo permettete? Chiacchiere, chiacchiere allo stato puro; aria bollita, nemmeno fritta. Per fare i concorsi, che devono essere programmati nel merito (mica assumi il primo che passa, no?), occorrono mesi, molti mesi, ma specialmente occorre un progetto: assumi chi? per fare che? I percorsi privilegiati li abbiamo già visti e ne abbiamo viste le conseguenze; la collaborazione dei privati, poi, altra frase da sentire e basta … e la McKinsey allora?

Professor Draghi, per favore, lo dico nel suo interesse, convochi questi bei tomi, e li strigli per bene. Le stanno sfuggendo di mano, stanno riprendendo la solita solfa: parlano, parlano, promettono, promettono, dicono, dicono … Ma poi, alla fine, la colpa sarà solo e tutta sua!

Beninteso non manca chi, senza ridere, insiste perchè i primi ad essere vaccinati siano i … calciatori, se no se si ammalano sono danni per le società, un calciatore vale un sacco di soldi, se si ammacca che si fa? e ciò si dice, senza vergogna, il giorno in cui una giocatrice di pallavolo (qualche commentatore non ha mancato di sottolineare che comunque è ‘ormai’ vecchia … ha quasi ventotto anni, roba da gettare nel secchio della spazzatura, che finezza!) viene sanzionata e trascinata in tribunale perché … è incinta! La giocatrice incinta si punisce, Ronaldo si vaccina. Perfetto.

E intanto … Goffredo Bettini medita, pensa ad un nuovo partito, elabora, riflette, ponza. E dice, triste e pensieroso: «A ben vedere mi sono semplicemente speso con generosità a sostegno delle decisioni assunte tutti assieme. Piuttosto altri, con responsabilità più grandi delle mie, hanno ripetutamente esternato dubbi, critiche, e mugugni» … a ben vedere che? Generosità di che? E ‘altri’ chi? Nomi e cognomi signor Bettini, ancora non lo avete capito che questa politichetta da condominio litigioso ci ha scocciati? sì, proprio così, scocciati. Ne abbiamo fin sopra i capelli del modo in cui vi ‘spendete’. Pare, lo dice Bettini e se lo dice lui …, che Nicola Zingaretti si sia dimesso perché in dubbio sulla ‘forma’ del partito e sulla sua ‘natura’, come dire ‘l’essere trascendente’ e ‘l’io pensante’!
E che vuol dire? Chiacchiere da salotto e da salotto sdrucito, molto sdrucito.

Il PD, semplicemente non è, non esiste. E non è e non esiste, perché voi lo avete ridotto così, voi con le vostre manovrette da cortile, con le vostre correnti e correntuole, con i vostripersonaggettida strapazzo.
Ora, pare, puntate tutto su Enrico Letta ma vi rendete conto? Tanto vale che vi rivolgiate a Walter Veltroni, che scalpita. Tanto siamo lì: tutto e nulla, ‘ma anche’.

Quando Achille Occhetto, con intuito politico, provocò la svolta che portò alla formazione del nuovo partito, commise, a mio parere, un solo errore, ma gravissimo: non disse che il nuovo partito era e sarebbe restato un partito di sinistra, anzi, della sinistra italiana. Un partito, certo di governo, ma di difesa e garanzia delle classi subalterne, del progresso culturale, della scuola avanzata, ecc.
E quindi il partito aprì le braccia a tutti i transfughi di tutto e in particolare della peggiore DC e di qualche rimasuglio del PSI, che infatti oggi in sostanza governano il partito e litigano come sempre.
Poi venne Veltroni con la sciocchezza della vacazione maggioritaria, che silurò Romano Prodi e incrementò la confusione ideologica del partito, acuendo anche la tendenza alle parole vuote, alle immagini, che so, i ‘giovani turchi’ e cavolate del genere, però fece la festa del cinema con … Bettini, se non sbaglio.
Dopo Pier Luigi Bersani, l’unico della schiera ad avere una idea di politica e un rapporto con la gente vera, vi siete fatti, caro Bettini e Zinga, ‘governareda Matteo Renzi, che ha portato il partito allo sfascio organizzativo (per poterlo distruggere meglio) e alla sfascio ideale: non per caso oggi intervista l’autocrate saudita, vantandone la legislazione sul lavoro! Questo è Renzi e questi sono i suoi amici, a cominciare da Stefano Bonaccini, Andrea Marcucci, ecc.
Volete capirlo? Volete capire che dovete avere una immagine di voi stessi, che dovete farci capire di che panni vestite, che noi piccoli normali cittadini vogliamo sapere che scelte farete sui vari problemi? Se un partito non ha una identità ideale (o ideologica, coraggio, mica siete gli stellini, la parola si può dire) la gente non sa che farà, non riesce a prevedere la linea. E infatti, la linea non c’è e la gente non vi capisce più e non vi vota più. Sì, voterebbe Giuseppe Conte, ma non perchè abbia una linea, ma perché è uno buono per tutto, pronto a buttare in giro soldi a pioggia. E il PD ha fatto di un personaggio del genere, di uno che sta con Matteo Salvini con la stessa disinvoltura con cui sta con Zingaretti e con Trump, una sorta di mito, di faro. E ci si stupisce che la gente pensi che tanto varrebbe votare direttamente lui?
E ora? Letta? Ma certo, perché no, coraggio va bene, benissimo, uno chiaro, netto, certo, di ‘sin-des-tra’, un Veltroni senza capelli, ma che parla benissimo il francese.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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