martedì, Maggio 17

Chi vieta di dare del ‘macellaio’ a Putin? Putin è un Macellaio perché ha fatto dell’Ucraina il suo Macéllum, la sua personale Taberna macellaria

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Nessuno vuole difendere il Presidente Biden per aver dato del Macellaio a Putin, anche perché questo termine è in bocca di tutti gli abitanti dell’Ucraina che dal 24 Febbraio stanno subendo sulla loro pelle questo strazio. Putin, è lui che ha dato vita a questo reale, vero, trucido Macello di bambini, di uomini di donne e di vecchi morti schiacciati sotto le Macerie o a colpi di mitra, di bombe e di missili, è lui chi ha dato l’ordine di bombardare case e palazzi di persone civili, è lui che ha dato l’ordine di dar saltare teatri, ospedali, ricoveri, asili e scuole e dunque non può che essere definito il Macellaio.

Eppure nei giornali e nelle tv, scorre un pensiero riverente, attentoalle parole, che le misura per non “offendere” troppo lo Zar, che non trova pertinente la parola Macellaio, ed evita di pronunciare una verità per non rischiare di offendere chi, di fatto, ha deciso e combinato tutto questo Macello. Chi ha questo timore di offendere il Macellaio, pensando di creare problemi a una eventuale trattativa di Pace, offre al Macellaio tutta una serie di scuse per non farlo sentire come umanamente dovrebbe sentirsi, ilMacellaio del XXI secolo!

E chi non è d’accordo con questo brutto termine, sappia che non è d’accordo né con le migliaia di morti Macellati, con i milioni di case Macellate, con i tanti altri milioni di cittadini Ucraini costretti sia ad andare al Macello che a Macellare altre vite che, forse, nemmeno queste avrebbero voluto entrare in questo sanguinoso Macello. Chi non è d’accordo con questo inopportuno termine sappia che non è d’accordo con i milioni di bambini e di madri, di vecchi e di vecchie fuggite di corsa da un Macello inaspettato, lasciando figli maggiorenni e mariti a difendere la loro Patria da una mente diabolica il cui termine Macellaio è, a dirla tutta, ormai un eufemismo.

Putin è un Macellaio perché ha fatto dell’Ucraina il suo Macéllum, la sua personale Taberna macellaria, termini questi usati già nell’antica Roma per definire l’ambiente-luogo in cui si praticava il mestiere del Macellàrius, mestiere che a quei tempi era ritenuto da tutti tra i più spregiati. E nel Macèllum, il Macellàrius feriva, trafiggeva, tagliava, pugnando coltelli, spade e zappe per abbattere le inermi e malcapitate vite animali. E nonostante tutto, era già un uso limitato di armi rispetto a tutte quelle che il presidenteMacellàrum sta usando oggi nella sua espropriata Tabernamacellaria per abbattere, questa volta, vere vite umane.

No, non è umanamente accettabile che la mentalità diplomatica di certi capi di stato, di certi gabinetti di stato, di certi politici, strateghi ed economisti interessati, diano contro a un pensiero diffuso, che non certo quello di Biden, ma è quello di milioni e milioni di persone che, nel vedere quello che stiamo vedendo tutti, non possono fare a meno di definire un Macello organizzato da un insensibile Macellaio che sta tagliuzzando a tranci, secondo i suoi più preferiti gusti, quei 603.548 km2 di terra in cui liberamente abitavano 44,13 milioni di esseri umani che oggi, per il Macellaio Putin sono solo corpi da Macello.

Mi dispiace tanto, cara diplomazia lievemente democratica, questo non è il tempo di edulcorare i termini, questo è il tempo della verità, e la verità si esprime con le parole giuste, anche quando queste possono essere brutte e offensive. E vanno utilizzate anche e soprattutto per dimostrare, al nemico (che  sappiamo tutti chi è e dov’è), che abbiamo l’obbligo di ribadire il nostro netto pensiero sulla sua identità, sulla sua personalità che nulla ha a che vedere con il profondo sentimento di umanità che ogni capo di stato ha l’obbligo di assumere per potersi definire tale. E anche se lo Zar Macellaio non dovesse comprendere la gravita di questo termine, tutti noi abbiamo l’obbligo di ripeterglielo sino all’infinito, se non fosse altro, almeno per quel degno rispetto che dobbiamo a tutti quei bambini innocenti, morti che come teneri cuccioli aperti alla vita, ma purtroppo privati della giovane vita da questo aspro e cieco Macellaio di turno.

Certo tutto scorre, tutto passerà, e appropriandoci di alcune parole di Papa Francesco, l’immagine di questa bestialità della guerra, di questo atto barbaro, di questo sacrilego Macello rimarrà forte, pesante e struggente negli occhi, nei cuori e nella pelle dei popolidegni del termine umano.

Queste sono le ragioni, altro che ammansire il Macellaio!  

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