venerdì, Aprile 16

Chi sostiene il generale Haftar field_506ffb1d3dbe2

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In Libia la partita è ancora aperta e il generale Khalifa Haftar -il militare che muove la politica libica-, capo dell’Esercito Nazionale Libico che risponde al Parlamento di Tobruk, in Cirenaica, gioca ancora un ruolo da battitore libero. E se sulla carta il Governo di accordo nazionale di Fayez Al-Sarraj, voluto dall’Onu, ha tempo fino alla fine del 2016 per portare la Libia a un referendum che garantisca al Paese una nuova Costituzione e nuove elezioni, Haftar cerca di arrivare al traguardo con l’asso nella manica.
Dopo il suo viaggio a Mosca, dove è stato ricevuto come un capo di Stato dai Ministri della Difesa e degli Affari esteri, adesso, secondo la stampa russa, starebbe preparando la visita nel Paese di Aguila Saleh Issa, Presidente del Parlamento di Tobruk. Alla metà di maggio Aguila Saleh è stato sanzionato dagli Stati Uniti per il suo ostruzionismo nei confronti del Governo di Sarraj, al quale il Parlamento di Tobruk non ha ancora dato il voto di fiducia. Ma la Russia non è l’unica a flirtare con il generale.

L’Egitto di Abdel Fattah Al Sissi e gli Emirati sono i più convinti sostenitori di Haftar, che per loro rappresenta il più efficace baluardo nel Paese  contro i Fratelli Musulmani di Alba Libica. Anche per questo il generale nei suoi discorsi ricorda sempre le sue battaglie contro i ‘terroristi’, termine che per lui non indica solo solo gli uomini dello Stato Islamico, attualmente in rotta a Sirte, ma soprattutto le tribù vicine alla Fratellanza. Alla fine di aprile, nonostante l’embargo internazionale sulle armi alla Libia, Haftar ha ricevuto più di mille veicoli militari. Molti hanno puntato il dito contro Al Sissi e gli Emirati. Di sicuro, secondo il quotidiano ‘Lybian Express’, nel mese di febbraio un ponte aereo di dieci giorni tra Arabia Saudita, Emirati e Libia avrebbe rifornito la Cirenaica di tonnellate di farina, per contrastare l’emergenza umanitaria della regione.

Anche la Francia, che ufficialmente sostiene il governo di Sarraj, sul campo strizza l’occhio al generale. Secondo l”Huffington Post Arabi’, dal mese di febbraio alcune unità delle forze speciali francesi sono dispiegate nella base Benina di Bengasi con il compito di coordinare le operazioni sotto il comando del colonnello libico Salim Al Abdali, fedele ad Haftar. Un’alleanza tra ‘vecchi amici’: Haftar alla fine degli anni ottanta cadde in disgrazia con Gheddafi proprio perché fu catturato dalle truppe del Ciad addestrate e sostenute dalle unità speciali francesi.

In maggio per Haftar si è aperto uno spiraglio anche in Italia: il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha sottolineato che il generale dovrebbe “avere un ruolo” nel governo di accordo nazionale. Ma il 16 giugno, alla Camera, è stato fermo sulle priorità: “un passaggio fondamentale è trovare l’intesa con il generale Haftar, il quale, se riconoscesse l’autorità politica del governo sostenuto dall’Onu, potrebbe svolgere un ruolo importante insieme ad altri sul piano militare”.

 

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