martedì, Giugno 22

'Chi sono io per giudicare Marino…' field_506ffb1d3dbe2

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Jorge Mario Bergoglio è uno che ha poca voglia di storie, e quando cercano di infinocchiarlo si imbufalisce e reagisce di conseguenza. Dovrebbe saperne qualcosa (ne sa, ne sa), il Cardinale Giuseppe Versaldi, a suo tempo finito, causa intercettazioni, nello scandalo dei fondi ‘distratti’ (presuntamente distratti, ma molto fondatamente tali) del Bambin Gesù. Che pare cammini in Vaticano rasentando i muri. Ancor più attendibilmente pare (ma molto poco pare, e molto è), anche questo ben poco serve a preservarlo dalla Santa Ira del presunto gabbato.

Altrettanto lo sa, mutate le condizioni e la gravità del fatto, un altro diversamente sciagurato. L’’improvvida decisione di imbucarsi al seguito del Pontefice da parte dello sprovveduto sindaco romano Ignazio Marino cara gli è costata. L’affondo di Papa Francesco che lo delegittima derubricandolo ad imbucato qualsiasi potrebbe essere definitiva pietra tombale sulla sua leadership. Quando sarà ora di rinnovarla. (Forse presto, forse dopo la fine del ‘Giubileo della Misericordia’, ammesso che la misericordia, laica e religiosa, effettivamente gli conceda di attraversarlo tutto). La domanda dell’inviato di Sky TG24 sull’aereo che riportava la comitiva in Italia ha scoperto gli altarini. (Metafora calzante visto il contesto). “Giunto alla fin della licenza” il vescovo venuto da lontano (che quando è dalle sue parti si esalta, anche quando si reca molto più a Nord, e per la prima volta in vita sua negli Stati Uniti) ha toccato.

Francesco durante il volo ha parlato con i giornalisti presenti a bordo. I muri anti-immigrati che “non sono la soluzione” e “presto o tardi cadranno”, la riforma della nullità matrimoniale che “non è un divorzio cattolico”, gli abusi sessuali da considerare “un sacrilegio” e sui quali hanno colpe anche i vescovi che “hanno coperto”, il desiderio di andare in Cina perché “amo quel popolo”. Cinquanta minuti di conversazione. Sino a quel “Marino non l’ho invitato io”. Non ha dunque risparmiato il Sindaco di Roma, dopo le polemiche per la sua presenza all’Incontro mondiale delle famiglie di Philadelphia. “Io non ho invitato il sindaco Marino, chiaro? Ho chiesto agli organizzatori e neanche loro lo hanno invitato. Lui si professa cattolico: è venuto spontaneamente“.

Parafrasando quanto detto in un precedente, celebre intervento in occasione di un altro ritorno aereo da una trasferta, sembra chiedersi: “Chi sono io per giudicare Marino”. Rispondendosi: “Sono il Papa, e cercate di non farmi troppo arrabbiare. Non vi conviene”.

Viaggio papale. Piccole segnalazioni stampa.

  1. Per la serie “Rendiamo omaggio a quelli più bravi di noi. (Pochi, ma buoni). Vale la pena leggere, come sempre, più di sempre, Francesco Merlo su la Repubblica: ‘Uno stalker a Philadelfia’, del 29 Settembre 2015. A volte la scrittura giornalistica diviene un artigianato che sfiora l’arte. E la riflessione inerente e conseguente, non banale.
  2. Si segnala un curioso inciso dal Corriere della Sera, sempre del 29 Settembre. Nell’articolo ‘Il Mister X miliardario e l’ateneo degli amici. I dubbi sulla trasferta’, pagina 10, di Alessandro Capponi ed Ernesto Menicucci. Sul parallelo ‘caso’ della assidua permanenza di Marino negli Stati Uniti. Scrivono. “E sempre lì, alla Temple, dal 2011 ha una cattedra Maddalena Barba, altra socia (onoraria) del think tank. Una rimpatriata tra vecchi amici? Chissà”. Come dire: “Chi vuole intendere, intenda”.

 

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