lunedì, Aprile 19

Chi potrebbe avere una fedina scolastica pulita?

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 pagella

La notizia viene dalla Cina e, come al solito, i giornali l’hanno presa come una bizzarria del Celeste Impero.
Scrive ‘Il Messaggero’: «Sarà una macchia, come un precedente sulla fedina penale. L’unica differenza è che il giudizio non arriverà da un tribunale, ma da una commissione scolastica. Il Governo cinese ha deciso di avviare una nuova campagna di ‘educazione morale’ degli studenti e ha stabilito che chiunque sia colto in flagranza a copiare il compito pagherà la sua debolezza con una segnalazione di scorrettezza permanente nel fascicolo scolastico. L’aver copiato la prova scritta comporterà una penalizzazione nel giudizio per tutta la vita accademica dell’alunno».
Naturalmente, la cosa è fattibile giusto perché attuata in una realtà diversissima dalla nostra.

Io, che amo giocare con la fantasia, mi sono prefigurata che un giorno anche alla Ministra dell’Istruzione, Stefania Giannini, incoerentemente rispetto alle sue ultime gesta (leggi: soluzione tarallucci e vino per tutto il caos dei test di medicina), le piglia l’uzzolo di trasferire in Italia questa strategia dieducazione morale’. Una vera e propria follia, visto lo stato di assoluto ‘degrado morale’ che si troverà a voler contrastare.
Insomma, un tentativo donchisciottesco, rispetto ad una realtà ove i valori sono forgiati a quelli della attuale società italiana: individualista, consumista, dove il bullismo impera.

La somma ignominia arriverebbe agli scolari cinesi, per l’intera vita accademica, allorché venissero sorpresi a copiare un compito? E come reagirebbero le autorità di Pechino se si dovessero imbattere in quei fiorellini dei nostri scolari che fanno della devastazione delle strutture scolastiche e del vandalismo l’occupazione delle loro giornate?

E che si avvalgono della miseranda complicità dei genitori che, un po’ considerandosi messi a processo se a un qualche insegnante salta in mente di evidenziare gli atti persino criminali dei loro virgulti; un po’ credendo che i propri figli sono oggetto di una campagna di denigrazione, con proiezioni anche sui social, si ribellano a qualsiasi tentativo della scuola di dare una qualche cognizione di educazione civica ai propri allievi unni.

Quando le figlie gemelle di mia sorella frequentavano ancora il Liceo a Nocera Inferiore, soprattutto quella che era al Classico, restava a casa ogni tre per quattro, perché vi erano raid di ignoti  -ma fra i ragazzi, credo, si sapesse benissimo di chi si trattava-  che facevano azioni devastanti, inondando la scuola di varechina.
La bonifica durava almeno due giorni e così ci si procurava o dei prolungamenti di periodi di ferie già previste dal calendario scolastico o inaspettate vacanze dall’obbligo di andare a scuola   -che alla frequenza fosse legata anche la costrizione a studiare è, poi, un’audace sinapsi.

Dunque, immaginate che, una mattina, Stefania Giannini, magari avendo letto ‘Il Messaggero’, sbarca a viale Trastevere, quartier generale della scuola italiana, e insiste per emanare una circolare per istituire la fedina scolastica.
Nel caso italiano, in omaggio ad un imprinting ben più lassista di quello cinese, il quale parte avvantaggiato da una cultura che ha persino il culto ossequioso degli anziani, si sorvolerà sui peccatucci veniali, per lasciare, invece, traccia nella su-ipotizzata fedina scolastica di atti teppistici in classe o di bullismo sui social network.
Probabilmente le stesse Direzioni Generali cercheranno di dissuaderla da un gesto così cambiaverso’.
Poi le arriverà una telefonata del Premier che la redarguirà aspramente, con quel tono minacciosetto che pare aver assunto negli ultimi tempi.

Un provvedimento così rivoluzionario provocherebbe un’emorragia inarrestabile di voti, perché anche quelli che, con aria catonesca, vanno lamentandosi ‘O tempora, o mores’, si ritrovano nella prole qualche sovversivo che ha impeti distruttivi e mai farebbero patire alla creatura lo scorno di essere sanzionata.
Inoltre, sotto sotto, quell’atteggiamento di albagia anche verso i colleghi europei con cui gli converrebbe essere meno tracotante, non è forse un po’ bullesco?

Ne ha fatto le spese il povero Jean Claude Juncker, giusto un attimo dopo che s’è insediata la Federica Mogherini: finché ci serviva lusingarlo per convincerlo a nominarla Lady Pesc, si era morbidi e birichinamente cerimoniosi; ora, a obiettivo raggiunto, l’ex Primo Ministro lussemburghese (a cui il nostro Matteo forse invidia i 18 anni di premierato del Granducato) diventa bersaglio di una definizione spocchiosa, ossia ‘Capo di una banda di burocrati’.
Un commento ingiustificato, una coltellata a freddo. Se ci fosse la fedina europea, per sanzionare gli Stati monelli, certamente, in questo caso, l’Italia si beccherebbe un bel richiamo.
Purtroppo non c’è e, ispirandosi alla celebre statua che gli arredava la città di cui è stato Sindaco, può darsi che il nostro giovane birichino troverà altri sassetti da scagliare contro i Golia europei.
Adottare, però, la strategia del topolino che stuzzica il Tyrannosaurus Rex mi sembra un po’ imprudente… vedremo (tanto, abbiamo già sperimentato questa strategia suicida con il predecessore, monello invecchiato, in un inane attacco a Martin Schulz).

Ma torniamo alla fedina scolastica… che sarebbe una mano santa per reintrodurre, sia pure forzando le cose, un po’ di rispetto, di attenzione alla legalità, di serietà nella frequenza delle scuole.
So che è solo il mio sogno di moderna Catone e che, se la voglio vedere attuata, devo solo traslocare in Cina.
Sono convinta, infatti, che, se per mille motivi che immaginerete, gli italiani non hanno fatto la rivoluzione, qualora davvero un/una coraggiosa/o decidesse di istituire un tale documento scolastico di certificazione di cittadinanza senza macchia, le piazze saranno ingombre di barricate… prive di qualsiasi Forza dell’Ordine a contrastarle: anche i poliziotti son ‘pat’e figli’… e… i figli ‘so piezz’e core!

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