lunedì, Settembre 27

Chi non è vaccinato non entra a scuola! … forse Il tema non è se lo Stato abbia o meno il diritto di imporre la vaccinazione, bensì se ha diritto Tizio o Caio di mettere a repentaglio la salute di altri? Il problema è che in questo Paese l’interesse soggettivo, che poi è quello delle consorterie, prevale su tutto

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«Regole certe o tornerà la DAD». Questa è la solita, stucchevole, ambigua dichiarazione di guerra dei docenti della scuola, presidi in testa, a proposito della prossima riapertura delle scuole.
Merita questa affermazione una breve analisi, una analisi critica.

È un dato di fatto incontrovertibile che in Italia, come nel resto del mondo, è in corso una epidemia, che ha alcune conseguenze certe: 1° periodi più o meno lunghi di cure spesso in ospedale (quindi tempo perduto al lavoro, costi degli ospedali: sbaglio?); 2° rischio di morte per una percentuale non trascurabile di chi si ammala, che non sono solo i ‘vecchi’, ma ormai anche i ‘giovani’. Si potrebbe aggiungere che il solo fatto che vi sia questa epidemia determina costi economici rilevanti, specialmente ma non solo, a chi svolge attività ‘ludiche’ come alberghi, ristoranti, cinema, teatri.
È un dato di fatto che stroncare l’epidemia non sembra possibile allo stato attuale delle conoscenze, se non nell’unico modo in cui storicamente si sono stroncate: creando la cosiddetta immunità di gregge, e cioè facendo sì che il virus non possa trovare persone da infettare o almeno ne trovi così poche che non riesca a diffondersi in maniera significativa.
È possibile -non probabile ma solo possibile- che progressivamente questo virus si ‘attenui’ nella sua virulenza, e quindi non porti a conseguenze così gravi come oggi ha portato e porta. Può darsi -ma solo può darsi- che diventi come la ‘normale’ influenza stagionale, che determina morti, ma relativamente ‘pochi’. Anche se, un Paese governato da persone serie deve impedire che la gente muoia, debba fare tutto il possibile per impedirlo. E infatti, il primo comma del sempre citato, per lo più a sproposito, articolo 32 della nostra Costituzione afferma testualmente: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti». Letto senza paraocchi o preconcetti, significa che spetta alla Repubblicatutelare la salute, sia perché stare bene, evitare la malattia, curare le malattie è un diritto del cittadino, sia perché tutelarla è un interesse collettivo, cioè di tutti. Ed è perfettamente logico che sia così. Solo lo Stato, solo la Repubblica può avere la visione generale necessaria e sufficiente per stabilire quale sia l’interesse collettivo da tutelare. E in quella norma non si fa parola di adulti o bambini: la norma riguarda tutti.

I limiti, posti nel comma successivo, sono quelli ovvi, e cioè che una terapia può essere imposta solo per legge. Questo limite, del tutto ovvio, sarebbe superabile in pochi minuti, perché l’evidenza della necessità di vaccinarsi è tale che non occorre discuterne. Ma, giustamente, da noi, e anche in altri Paesi, si è preferito evitare l’imposizione per legge deltrattamento sanitario vaccino‘, ma non si è rinunciato a tutelare, che è il dovere preciso della Repubblica.
E come lo ha fatto o sta cercando di fare?
Nel modo più semplice e lineare possibile: stabilendo che, libero ognuno di vaccinarsi o no, se sei vaccinato puoi entrare e frequentare i luoghi in cui, a giudizio dello Stato, si può diffondere l’epidemia.
Si potranno, insomma, creare dei bar per non vaccinati, o dei ristoranti per non vaccinati e così via.
Nessun problema. Se si è così stupidi, si faccia così!
Ma è semplicemente evidente che così come in un cinema è bene che si rispettino certe precauzioni, e cioè si entri solo se vaccinati, per evitare che all’uscita dal cinema si crei un focolaio di infezione, ciò vale anche per il luogo in cui l’’assembramento’ (altra strana parola che è divenuta di uso comune) non solo è prevedibile, ma è voluto e necessario.
Ma insomma, siete mai entrati in una scuola o in una Università? I ragazzi e i docenti devono stare vicini, vicinissimi, per guardare il medesimo libro, seguire alla lavagna, fare ginnastica, avere la ‘ricreazione’, eccetera. Al massimo, se si vuole, si possono creare scuole per non vaccinati.
Ma è evidente -platealmente evidente- che in una scuola, allo stato attuale delle cose entrano solo o persone tutte vaccinate o persone tutte non vaccinate.
Se vogliamo farci ridere dietro da tutto il mondo, ma rendere felici i … vaccinati Meloni e Salvini, facciamo le scuole per infettandi.

Ma come si fa a non vedere la doppiezza, il cerchiobottismo di certi personaggi che aizzano le piazze (di nascosto) contro il Governo, sotto forma di lotta alla vaccinazione, ma poi si vaccinano perché … hai visto mai fanno la fine di queino-vaxmorti di una malattia inesistente: il covid19!
In tutta franchezza, trovo abbastanza sconcertante chegrandigiuristi e ‘grandifilosofi discutano sottilmente sulla libertà, l’autonomia e sulle pieghe più o meno cavillose della legge e della Costituzione.
Non c’è nulla di male a dire che si ha paura di farsi vaccinare. Ma siccome lo Stato ha deciso che ci si deve vaccinare per stare insieme, se non si vuole farlo si pretenda, proprio così, si pretenda dallo Stato scuole per non vaccinati, autobus per non vaccinati eccetera.
Sarebbe una richiesta assurda? perché mai lo Stato dovrebbe farsi carico delle fisime di alcuni? Forse, anzi, certamente sarebbe assurdo, ma è altrettanto assurdo pretendere di infettare liberamente gli altri.
Qui, cari no-vax, il tema non è se lo Stato abbia o meno il diritto di imporre la vaccinazione, e abbiamo visto che lo Stato non lo fa, bensì se ha diritto Tizio o Caio di mettere a repentaglio la salute di altri, pochi o molti che siano?
E la risposta è semplicissima e non occorre nemmeno citare norme di una Costituzione o cercare di piegarla alle proprie aspirazioni: nessuno, proprio nessuno, ha il diritto di fare ammalare altri, sia pure di un ‘semplice raffreddore’. E non solo: nessuno, proprio nessuno, ha il diritto di tenere comportamenti che abbiano per conseguenza spese da parte dello Stato.
Direte (eh eh, lo so che non lo fate, mica leggete tutto quello che scrivo!): ma proprio tu hai detto ripetutamente che non accetti nemmeno per scherzo che vi sia una ‘verità’, millantata come scientifica. Certo, l’ho detto e lo ripeto. Qui, però, non si tratta di verità o menzogne: si tratta di ordine dello Stato, di salute pubblica. Se e quando si accerterà che l’epidemia non esiste o che è stata inventata da Draghi d’accordo con la Goldman Sachs, ne chiederemo debito conto a loro … beninteso, prescrizione permettendo.
Ho cominciato riportando la dichiarazione bellicosa dei presidi o che so io.
Ebbene, non prendiamoci in giro, le cose sono chiarissime: chi non è vaccinato non entra nella scuola, sia il Preside o l’ultimo degli alunni. Qui dubbi non ce ne sono, a meno di volerli creare.
E infatti li creano, perché, al solito, il muro della accidia si oppone alla logica e la speranza di raccattare qualche voto, pure. La scusa è che già moltissimi docenti sono vaccinati. E gli studenti?

Niente da fare: in questo Paese l’interesse soggettivo, che poi è quello delle consorterie, prevale su tutto, Draghi incluso. Spero che non ci stracceremo le vesti al primo insegnate intubato o … magari al primo ragazzino!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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