venerdì, Aprile 16

Chi ha paura di Nicola Zingaretti? Pare più affidabile e credibile Zingaretti che non un Renzi qualsiasi, a guidare ancora il PD

0

La critica principale mossa a Nicola Zingaretti è che porterebbe il PD a sinistra. Ma il PD nasce come partito di destra, di centro? Non nasce forse a sinistra? Così era. Ma le cose sono cambiate e oggi parlare ancora di sinistra vuol dire essere fuori dal mondo. Così il mantra contro tutto ciò che è ‘sinistra’, termine che Silvio Berlusconi ha iniziato a demonizzare sino a renderlo sinonimo del male.

A questo punto nasce poi il problema: da più parti non si dice che serve l’opposizione? Che una democrazia è matura quando presenta dialettiche opposte all’interno delle forze politiche, senza ovviamente che l’opposto in politica confligga con i principi della Costituzione? Allora, se l’opposizione è la linfa della dialettica politica, chi può fare l’opposizione a un governo di centro-destra, quale quello attuale, un governo che addirittura ha nel suo vice primo ministro Salvini la componente fascista, che la Costituzione vieta (e perché non si interviene?)? Solo la sinistra. Perché sarebbe bizzarro vedere un partito di centro-destra fare opposizione a un partito di centro-destra.

Le anime belle, poi, dicono che non è necessario che l’opposizione venga da sinistra; anche una forza di centro-sinistra fa al caso giusto. Questa forza sarebbe ancora il PD. Bene, alle anime belle si può dire che la componente di centro del PD ha portato il PD, partito di sinistra, alla sua estinzione? Abbiamo chiaro davanti agli occhi la stagione di Matteo Renzi: tanto era al centro, che si è portato alla destra. E il PD ha perso.

Allora, perché Zingaretti dovrebbe far paura? E a chi poi farebbe paura? Agli elettori storici del PD o a quelli democristiani del PD, che vedrebbero sfumare l’occupazione di un partito nato a sinistra e poi snaturato al centro? Oppure farebbe paura ai salotti e alle èlite del Paese, quelle che hanno a cuore il mantenimento dello status quo? Solo che quello status non fa politiche di sinistra. Le élite hanno la funzione di conservare se stesse, Pareto docet, e si servono del PD formato centro-sinistra per avere la copertura sui fronti sociali, ma senza dare la controparte politica al sacrificio sociale che chiedono al PD. Perché ogni mutamento dei punti fondamentali della conservazione del potere elitario, non sono graditi alle èlite.

A questo punto occorre però decidersi: le élite hanno migliorato le condizioni delle non-élite o le hanno peggiorate? Le élite si sono impegnate ad abbattere le profonde ineguaglianze sociali, retributive, lavorative o le hanno approfondite? Cosa hanno fatto le élite rispetto agli squilibri in atto dalla globalizzazione? Nulla. Nulla perché la globalizzazIone è un meccanismo che non prevede correzione redistributive visto che sono le quattro società digitali della Silicon Valley (Google, Apple, Facebook, Amazon) a ridescrivere la politica, la società e l’economia attraverso i bit. La riscrittura della società e dell’economia avviene su un piano immateriale, internet, ma ha conseguenze sul piano materiale devastanti. E siamo solo alle prove generali. Tra poco, sempre meno rispetto al tempo immaginato e/o temuto, sarà la volta dell’ingresso dell’intelligenza artificiale in ogni ambito dell’esperienza umana, e allora quel che di poco rimane della democrazia rappresentativa, forse della stessa democrazia, sarà solo storia, ricordo. E sia detto chiaramente: sono le quattro società della Silicon Valley (ora tallonate dalle quattro società digitali cinese – Baidu, Alibaba, Tencent, Xiaomi) le società più avanti sulle ricerche e sulle applicazioni della IA unita alla manipolazione genetica, e nessuna di quelle società è una fondazione di beneficenza. E non solo: quelle otto società lavorano anche sull’immortalità, che fa a dire a qualche loro baldanzoso manager che la vita, tra qualche decennio, sarà quasi immortale. Ma gli stessi che parlano così, si dimenticano di aggiungere che l’immortalità non sarà per tutti. L’immortalità è una cosa per ricchi. Per la super-èlite. I ceo della super-èlite governeranno vedendo succedersi le generazioni povere, che chissà in che stato vivranno i giorni della loro vita.

Le otto società tra Silicon Valley e Cina avranno le chiavi per governare il mondo tra immortalità e IA, prima che IA si prenda la scena, ma fino a quel momento solo per loro saranno i profitti e le condizioni per incrementarli. Tutti gli altri cittadini del mondo entreranno nella fase più drammatica delle loro esistenze. E allora, cosa facciamo? Diamo alle forze di destra e centro-destra il compito di invertire la rotta, loro che sono forze che abbracciano lo spirito centrale delle otto società, ossia il profitto, o diamo alla sinistra la possibilità di riequilibrare lo scenario in corso? In corso c’è la periferizzazione del mondo, il ritorno del censo come discrimine di accesso ai servizi, la fine delle classi e il ritorno di oligarchie in veste ‘democratica’, democratiche in questo: al popolo lasciano i social come sfiatatoio delle frustrazioni, e a chi controlla i social, quindi chi controlla tutti quelli che sfiatano la propria impotenza, lascia la difficoltà. Forse addirittura la miseria, quello stato che impedisce la protesta soprattutto perché per farla oggi la forma di comunicazione è diventata i social che sono, appunto, dispositivi spiati e controllati.

Non so se Zingaretti sia la risposta migliore contro i disegni in corso di una economia e di una epistemologia sempre più elitaria. Non lo so (un dubbio mi viene quando al suo fianco vuole Carlo Calenda…), ma forse mi pare che sia più affidabile e credibile Zingaretti che non un renziano, o un Renzi qualsiasi, a guidare ancora il PD. E forse sarebbe anche il momento di un PD europeo, una federazione della sinistra per controbilanciare sovranisti e popolari. I primi perché stanno portando l’Europa agli anni ‘20, i secondi perché hanno permesso che quell’Europa si affacciasse sulla finestra della storia per la seconda volta.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->