sabato, Maggio 8

Chi ha paura dell'Islam? field_506ffbaa4a8d4

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L’Islamofobia non è un fenomeno nuovo. Nelle società del vecchio continente, la paura e l’ostilità nei confronti dell’Islam hanno radici profonde che affondano nell’VIII secolo, quando gli eserciti dei califfi musulmani si affacciano sul nostro continente sull’onda di una spinta espansionistica irresistibile. In questo periodo, religione e politica non erano che un unico amalgama, e l’Islamofobia prendeva la forma della paura di invasori stranieri. Più tardi, il furore cristiano contro gli infedeli musulmani, usurpatori indegni della Terra Santa, prenderà la forma delle Crociate (XI-XIII secolo). E ancora, nel XV secolo, la Spagna veniva attraversata dalla Reconquista cristiana che portava con sé un’ostilità ideologica nei confronti dell’Islam – e degli ebrei. C’è poi l’ostilità contro l’Impero Ottomano, caratterizzata da preoccupazioni economiche e commerciali, fino a giungere all’11 settembre e all’Islamofobia di oggi, quasi isterismo collettivo.

Nell’Europa di oggi, lIslamofobia è legata a diversi fattori: l’ascesa del Da’esh (ISIS) e la sua prossimità, gli sporadici attacchi terroristici come quello a ‘Charlie Hebdo‘ (Francia) in gennaio, il massiccio afflusso di rifugiati dal Medio Oriente. Quest’ultimo fattore, in particolare, sembra riportare la situazione a quella paura d’essere invasi citata in precedenza.

A questo proposito, è interessante dare un’occhiata alle statistiche. All’inizio dell’anno, Filippo Poltronieri (‘The Post Internazionale’) faceva notare come la percezione della presenza islamica dei cittadini europei sia fortemente alterata. In effetti, secondo quanto riportato da Poltronieri, i musulmani in Europa non sarebbero che il 2 percento della popolazione, con forti disparità tra Paesi come la Francia (oltre il 7 percento), la Germania (5,8 percento), l’Austria, il Belgio, il Regno Unito e la Svezia (oltre il 4 percento) e i Paesi dell’est Europa. Note a parte per la Bulgaria con il 13,7 percento e Cipro con il 18 percento. Di fronte a questi numeri piuttosto contenuti, i cittadini europei fanno stime sensibilmente maggiori. In Italia, per esempio, queste stime arrivano al 20 percento della popolazione. Nel nostro Paese, solo il 3,7 percento della popolazione è di religione islamica. Poltronieri mette in relazione questo tipo di percezioni con il successo alle Europee 2014 di partiti nazionalisti xenofobi come l’Ukip (Regno Unito) e il Front National (Francia).

Non aver paura, lo chiamo libertà di parola

Non aver paura, si chiama libertà di parola

Ancora più interessanti sono i dati dell’Eurobarometer sulla discriminazione nell’Unione, rilasciati in ottobre. I sondaggi, condotti tra il 30 maggio e l’8 giugno in tutti i 28 Paesi dell’Unione Europea (per un totale di 27.718 intervistati) forniscono un quadro complesso sulle attitudini e percezioni dei cittadini europei non solo nei confronti della discriminazione su base religiosa ma anche sulla base di origini etniche, genere, identità sessuale, orientamento sessuale, età e disabilità.

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