lunedì, ottobre 22

Chi è Paulo Guedes, super-Ministro di Bolsonaro L’economista ultra-liberale che vuole ‘vendere tutto’, tutte le compagnie pubbliche e facendo cassa azzerare il debito

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Se Jair Bolsonaro è pochi metri dall’ingresso a Palácio do Planalto -dai sondaggi è dato per favorito con il 35% dei voti al primo turno ma c’è chi sostiene che potrebbe anche non dover andare al ballottaggio-, tale ascesa alla Presidenza della Repubblica del Brasile la deve molto alla decisione di scegliere come suo consigliere economico e già promesso super-Ministro dell’Economia e delle Finanze Paulo Guedes, l’uomo che gli ha dato da zero la linea al suo programma economico. E la linea di Guedes è quella che ci si può aspettare da uno della scuola di Chicago: privatizzare tutto, ‘vendere tutto’ dice lui, per ridurre e il debito e assicurare fondi ai Governi locali sempre più affamati. Questa è la sua parola d’ordine, diventata ora la parola d’ordine di Bolsonaro.
Ma chi è  Paulo Guedes?
Paulo Guedes, classe 1949, economista ultra-liberale formatosi all’Università di Chicago, “un ragazzo di Chicago che con l’America Latina ha avuto qualche esperienza in passato”, come ci dice Andre Pagliarini, visiting assistant professor di storia moderna latinoamericana alla Brown University.

Guedes ha una lunga carriera alle spalle, sia nel settore finanziario che nel mondo universitario, è stato professore presso alcune delle migliori università private brasiliane, come PUC-Río e Fundacao Getulio Vargas. L’economista è uno dei fondatori di Banco BTG Pactual, la più grande banca d’investimento brasiliana acquistata poi da UBS, nonché del gruppo BR Investimentos, ora parte di Bozano Investimentos, di cui è azionista di maggioranza. D’altra parte, Guedes è stato anche membro del Consiglio di Amministrazione di diverse società come PDG Realty, Localiza e Anima Education.

Guedes ha affermato di essere un uomo che costruisce e investe in società, e contemporaneamente rispetta l’accademia.  Guedes è anche tra i fondatori di Millennium Institute, un think tank liberale impegnato sui temi economici ed è  stato amministratore delegato e azionista di maggioranza di IBMEC, una delle principali scuole di business del Brasile, diventata un punto di riferimento per la formazione aziendale in Brasile. 
Forse la cosa più importante che Bolsonaro ha fatto per garantire la credibilità istituzionale per la sua campagna è stata nominare Paulo Guedes come suo futuro Ministro delle Finanze all’inizio della campagna”, ci dice Andre Pagliarini.

I mercati, e gli individui che determinano la loro direzione, vedono Guedes come una figura affidabile che spingerà politiche economiche apparentemente più razionali rispetto a quelle del PT, anche se sono drasticamente anti-popolari. Si fidano di Bolsonaro e Guedes nel non esimersi dalle misure di austerità, ad esempio, se ciò significa preservare il sostegno degli osservatori finanziari preoccupati per la salute fiscale a lungo termine del Brasile. La tensione deriva dal fatto che, ovviamente, ci sono cose più importanti dei mercati. Il mercato non sempre apprezza la riduzione della disuguaglianza sociale, ad esempio, o il mantenimento di un’istruzione pubblica di qualità a livello universitario. Nelle loro decisioni economiche, i leader brasiliani hanno dovuto spesso fare i conti con le élite finanziarie o la maggioranza dei brasiliani. In questo senso, la scelta di Paulo Guedes rende piuttosto chiara la direzione che Bolsonaro intende intraprendere”.

Guedes ha convinto Bolsonaro oltre che sull’importanza di privatizzare tutte le compagnie statali -dalle banche alle compagnie petrolifere-  anche di sostenere l’indipendenza della Banca centrale.

Una delle priorità per Guedes è quella di attuare una riforma attenta e studiata del sistema di sicurezza sociale, sistema sotto accusa per essere la causa principale del deficit di bilancio del Paese. L’ipotesi che sta circolando è anche quella dell’imposizione di una tassa su tutte le transazioni finanziarie per sostenere il sistema di sicurezza. Le pensioni sono destinate ad essere riviste. Altro punto in programma è la  riduzione del carico fiscale, quello brasiliano, infatti, è uno dei più alti nel continente. 

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