mercoledì, Maggio 25

Chi deciderà nel prossimo consiglio ministeriale dello spazio? Oltre alle azioni di pubblica utilità, all’incontro di Tolosa c’è stata anche qualche idea di significato più immaginoso

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I membri di governo dei Paesi aderenti all’Agenzia Spaziale Europea si sono incontrati a Tolosa per la riunione che può considerarsi preparatoria del prossimo consiglio ministeriale dello spazio che si terrà a novembre di quest’anno a Parigi. La stessa agenzia ne ha dato notizia affermando che «i rappresentanti degli Stati affiliati hanno confermato i piani per accelerare la posizione dell’Europa quale leader mondiale nello spazio».

L’ESA e l’Unione Europea continuano a mostrare così l’intenzione di unire le proprie forze perchè l’Europa utilizzi il potenziale dello spazio per affrontare le sfide sociali, economiche e di sicurezza che si stanno palesando nell’ambito della space economy e delle pressioni difensive necessarie in una delle più sonnolente agglomerazioni della geopolitica mondiale.

L’Italia, nonostante l’impegno per il concorso aperto agli studenti delle classi delle scuole primarie e secondarie per decidere il nome della futura costellazione satellitare, non ha mancato all’appuntamento in casa francese, a riprova dell’impegno per le cose spaziali della nostra Agenzia Spaziale Italiana e dei suoi massimi esponenti.

Quello della Ville rose è stato in effetti il giorno della vetrina della Francia che sta per votare: le elezioni presidenziali che si srotoleranno il 10 aprile prossimoe il quasi certo ballottaggio che seguirà il 24 dello stesso mese, hanno placcato la presenza della classe politica più addensata attorno agli argomenti che con le loro decisioni segneranno il futuro spaziale del Continente.

Inoltre, dal 1° gennaio e per sei mesi la Francia ha la presidenza del Consiglio degli Stati membri dell’UE, presiedendo le riunioni nell’ambito del Consiglio, secondo il trattato di Lisbona nel 2009. Quindi è del tutto comprensibile che la partecipazione franco-francese abbia dominato la scena.

Ma torniamo allo spettacolo offerto dalla città ai piedi dei Pirenei. I delegati europei –fa sapereJosef Aschbacher, direttore generale di ESA- hanno riaffermato il loro forte sostegno politico a tre acceleratori individuati per affrontare le sfide che avvolgono il teatro spaziale del prossimo futuro. Ma siamo a slogan noti. Se n’era già parlato lo scorso anno in Portogallo, nel pomposo ‘Manifesto Matosinhos’ in cui tutti i partecipanti si mostrarono interessati allo sviluppo tecnologico del continente.

Limitare i danni che sta causando il cambiamento climatico con i mezzi che può impostare un ente spaziale, ovvero essenzialmente il monitoraggio ambientale, salvare il mondo con una migliore utilizzazione dei dati provenienti dal di sopra del cielo e infine, alzare i livelli della protezione delle risorse delle infrastrutture per evitare interruzioni di servizi essenziali ci sembra senza dubbio un buon prosieguo a quanto già definito nei precedenti incontri.

Proposte che, secondo ESA si integrano completamente con l’iniziativa EU Secure Connectivity e che ci piacerebbe fossero agganciate a progetti più strategici e lungimiranti.

Qualche perplessità noi poi ce la poniamo relativamente alla governance che sarà necessaria in questa delicata fase di coordinamento. Speriamo che le prepotenze nazionalistiche non continuino ad avere il sopravvento su nazioni meno organizzate ma dati gli attori, i nostri dubbi sono legittimi e i timori, molto fondati. Un commissario Thierry Breton con le deleghe ai servizi che è il deus ex machina di tutta la politica spaziale francese e una Francia padrona di due colossi manufatturieri ci fa intravvedere… poco spazio decisionale per gli altri Paesi membri. Ma di questo ne parleremo tra qualche mese, quando i giochi saranno definiti e le decisioni finali avranno una propria dimensione economica e industriale.

Oltre queste azioni di pubblica utilità, all’incontro di Tolosa c’è stata anche qualche idea di significato più immaginoso.

I responsabili delle attività spaziali -per l’Italia c’era Vittorio Colao e ‘anche’ il Presidente Giorgio Saccoccia, scrive il sito ASI- hanno conferito il mandato al capo di ESA perché «intavoli una discussione su una fonte di ispirazione per l’esplorazione umana». Detta così non significa niente e forse questa è stata la volontà di chi ne ha voluto comunicare il pensiero. Perché diciamocelo: le missioni umane sono una modalità al di fuori dell’Europa. L’Europa non ha gli strumenti adeguati per l’accesso umano oltre l’atmosfera, quindi rimane sempre il nodo della dipendenza dagli Stati Uniti, dalla Russia e meno probabile dalla Cina.

Non è di questo parere Aschbacher: «Sono lieto di accettare la proposta del presidente Emmanuel Macron di istituire un gruppo consultivo di alto livello sull’esplorazione umana dello spazio per l’Europa». Che anche questa sia una proposta tutta parigina è indicativo. Ma che tra le scelte di lungo respiro non si sia parlato di una capacità autonoma di accedere allo spazio ci fa ancora pensare a un espediente ormai insostenibile.

Traiamo dolorosamente spunto da quanto detto nel recente incontro francese per fare delle considerazioni del tutto domestiche: non abbiamo colto iniziative degne di nota in questa riunione da un’Italia che è il terzo contributore di ESA, con tutti gli onori e gli oneri che seguono.

La ministeriale è il momento di massima raccolta per i Paesi membri dell’ESA per stabilire i cardini della politica, della ricerca spaziale e del finanziamento delle scelte.

E per questo ci domandiamo chi sarà il titolare dell’Agenzia Spaziale Italiana che rappresenterà i nostri interessi tra dieci mesi all’assise che si svolgerà nella capitale francese. Nella scorsa riunione ufficiale, svoltasi a Siviglia nel 2019 l’Italia ratificò una sottoscrizione totale pari a 2.288 milioni di euro, una cifra importante che fece asserire all’allora sottosegretario con delega allo spazio Riccardo Fraccaro: «Il nostro Paese si afferma come una potenza spaziale mondiale». Ora, a gran voce la stampa più attenta sta chiedendo un azzeramento del vertice dell’ASI dopo che lo stesso Colao ne ha rinnegato l’autorità passando all’ESA la gestione dei fondi del Pnrr destinati all’Italia. E su queste polemiche, che pare non terminino mai, facciamo riferimento a un articolo de La Verità a cui rendiamo merito, ma ripresa anche da Chiara Rossi su Start Magazine: la notizia è che Natale Monsurrò passa dal ruolo di presidente dei revisori dei conti (designato nel 2015 quando a capo di ASI c’era Roberto Battiston) a direttore amministrativo dell’Agenzia, che in un ente pubblico non ci sembra del tutto etico.. Ma non finisce qui: ASI in questi giorni –informa Cesare Albanesi nel suo blog- è stata riconosciuta responsabile di designare il presidente del Centro Ricerche Aerospaziali, la società consortile i cui principaliazionisti sono ASI, CNR, Regione Campania e le maggiori imprese del settore aeronautico e spaziale operanti in Italia. Con quali capienze, dopo tutte le posizioni di discredito e i dissidi interni al cda è onestamente difficile da comprendere.

Ora, in queste colonne da cui siamo stati sempre molto attenti agli accadimenti dell’ASI, comprendiamo benissimo che il Comitato interministeriale che governa per legge gli interessi spaziali italiani, essendo composto da persone che non hanno mai vissuto esperienze spaziali, possa non aver compreso il significato della valenza delle attività per una nazione industrializzata e legata a una serie di meccanismi scientifici e militari. Ma il Governo, nella sua collegialità, viene aggiornato di quanto accade o resta sereno a guardar le stelle in cielo?

Aggiungiamo, per dovere di cronaca, che secondo fonti dell’Agenzia l’articolo pubblicato da la Verità il 17 febbraio e da noi citato come fonte, conterrebbe false informazioni.

Prendiamo atto di questo e tuttavia non riteniamo di aver falsificato noi alcuna informazione al riguardo. Semplicemente, abbiamo fatto presente che se è vero, come è vero che il sig. Monsurrò sia passato in ASI, pur nel rispetto delle leggi non ci è sembrato eticamente corretto. Al sig. Monsurrò porgiamo i nostri migliori auguri che nella sua carica possa esercitare tutte le funzioni perché ASI vada al massimo.

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