venerdì, Settembre 24

Chi comanda in Burundi? field_506ffbaa4a8d4

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KampalaTutto è iniziato l’altro ieri sera, martedì 13 ottobre, nei quartieri Ngagara, Jabe, Mutakura della capitale, Bujumbura. I terroristi ruandesi delle FDLR, indossando uniformi della Polizia, hanno iniziato ad assassinare famiglie intere, casa per casa. Il bilancio ufficiale parla di venti morti. Secondo fonti in loco il bilancio reale sarebbe spaventoso. Alcuni corpi sono stati lasciati per strada come monito. La maggioranza portati chissà dove per non far comprendere la gravità del massacro. Una tattica che sembra funzionare. In mancanza di prove i media sono costretti a riportare solo i cadaveri lasciati a monito per la popolazione.
E’ la svolta genocidaria della crisi burundese, dopo oltre 12 mesi di drammatica crisi; esattamente un anno fa il timore era di una guerra civile -dopo che il Presidente, Pierre Nkurunziza, aveva annunciato di volersi ricandidare per il terzo mandato, malgrado la Costituzione glielo impedisse. Oggi la situazione è ben peggiore. Quello che sta prendendo corpo è un genocidio, organizzato da Congo e Francia, per far scoppiare una guerra regionale, il cui fine ultimo è il controllo, da parte francese, di un gruppo di Paesi africani di vitale interesse per la Francia.

Tra le vittime Christophe Nkezabahizi, il famoso e amatissimo Cameraman della ‘RTNB’ (Radio Televisione Nazionale del Burundi). È stato massacrato nella sua residenza, presso il quartiere di Ngagara, assieme a sua moglie alle sue due figlie di 16 e 14 anni (che appaiono nella foto di questo servizio), ad un loro amico e quattro domestici. Secondo le prime indagini sommarie sarebbero stati uccisi con un colpo di pistola alla testa. I cadaveri sono stati portati via in tutta fretta dai terroristi ruandese rei della strage, su un furgone della Polizia. “È iniziato l’inferno. Le Interahamwe ruandesi hanno setacciato casa per casa evidentemente secondo una lista ben precisa. Facevano uscire le persone e le abbattevano con un colpo alla nuca. Dopo di ché arrivavano dei furgoncini per trasportare chissà dove i cadaveri. La mia casa è stata risparmiata, ma non ci fidiamo. Assieme alla famiglia sto partendo ora” Questo è il drammatico resoconto di un amico hutu di Ngagara, ricevuto frettolosamente per telefono verso l’alba di ieri, mercoledì 14 ottobre 2015.
Una fuga, probabilmente, verso i Paesi confinanti che non potrebbe riuscire. Le milizie burundesi Imbonerakure e i terroristi ruandesi hanno bloccato tutti i posti di frontiera con il Congo (Gatumba – Uvira) e il Rwanda. Forse anche la frontiera con la Tanzania è bloccata. L’ordine è semplice: nessuno entra o esce dal Burundi. Una precauzione militare che perde di efficacia visto le centinaia di km di frontiere estremamente porose in mezzo alla foresta o savana che rendono vani gli sforzi di bloccare il Paese per le milizie genocidarie che dovrebbero contare su circa 20.000 uomini, di cui 8.000 terroristi ruandesi e il resto poliziotti e Imbonerakure.

Giungono notizie che Pierre Nkurunziza sia stato ufficiosamente messo da parte a causa del suo stato di salute mentale e rimpiazzato da un triunvirato composto dal leader delle FDLR, Felicien Kabuga, dal Generale dell’Esercito congolese Delphin Kayimbi, e dal il Comandante della Polizia Godefroid Bisimana.
Un triunvirato che non ha ufficializzato le probabili dimissioni del Presidente illegittimo, nè il nuovo centro di potere nel Paese. Secondo varie testimonianze e analisi, il Burundi ora sarebbe controllato dall’unica forza armata organizzata rimasta: i terroristi ruandesi delle FDLR. Agirebbero direttamente nei massacri di massa, e gestirebbero il potere reale dietro le quinte, manovrando delle marionette ruandesi quali Godefroid Bizimana.
Le FDLR detengono il reale potere in Burundi e si stanno comportando come forze di occupazione, coperte, ci sottolineano le nostre fonti presso uno dei servizi segreti regionali più attivo nel Paese, da una inspiegabile omertà di gran parte della stampa cattolica e laica internazionale. La versione ufficiale dei mass media e delle Nazioni Unite nega la presenza dei terroristi ruandesi in Burundi. Al contrario, le FDLR sarebbero tutte in Congo e quasi sconfitte dall’Esercito congolese FARDC. Affermazioni talmente false e irreali da far sospettare una complicità sugli avvenimenti, secondo quanto sostengono le nostre fonti, simile a quella adottata durante il genocidio ruandese nel 1994.

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