domenica, Ottobre 17

Chernobyl: a 30 anni dal disastro, una nuova 'cura'

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Era il 26 aprile del 1986, quando il reattore numero 4, della centrale nucleare di Chernobyl, esplose, dando origine a un violento incendio e a quello che sarebbe stato uno dei peggiori e catastrofici incidenti, mai avvenuti in una centrale nucleare. Il giornalista Valeryi Makarenko, che ha sfidato tutti i divieti posti dai servizi segreti, si è recato 16 giorni dopo, sul posto per documentare l’accaduto. Immagini forti e crude testimoniano la portata del disastro e le terribili conseguenze che faranno di quel luogo una zona altamente tossica e radioattiva per molti anni a seguire.

Oggi, per ripulire l’area, tonnellate di sabbia e terra sono state prelevate da varie zone dell’Ucraina per consentire a migliaia di operai di costruire il ‘New Safe Confinement‘, ovvero l’ ‘Arco‘: una gabbia gigantesca di 30 mila tonnellate, alta 110 metri, larga 260 e profonda 165, che andrà a coprire, sigillandolo, il reattore numero 4, esploso 30 anni fa. I lavori termineranno il 30 novembre di quest’anno e la costruzione servirà a bloccare qualsiasi fuoriuscita di radiazioni, per almeno 100 anni. L’Arco minimizzerà la corrosione e decontaminerà la struttura del reattore che, al momento, è un ammasso di materiali altamente radioattivi.

Per quanto riguarda le spese necessarie per la struttura, la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo è il principale finanziatore. 47 Paesi hanno contribuito al fondo per la ricostruzione, i Paesi del G7 con 165 milioni e l’Italia ha partecipato con 6,5 milioni.

 

(Video tratto dal canale Youtube: Euronews)

 

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