lunedì, Settembre 20

Chernobyl 31 anni dopo: cosa resta del piano (e del problema) nucleare in Italia? Quattro le centrali che entrarono in funzione in Italia, dove la mal gestione delle scorie nucleari è ancora un problema

0

Ma che quota di produzione energetica abbiamo abbandonato trent’anni fa con quel primo referendum abrogativo? Nel 1986 si ebbe un picco per il quale la produzione di energia elettrica da questa fonte si attestava sul 4,5% del totale, che fu compensata con l’aumento dell’utilizzo di combustibili fossili, in particolare carbone e gas ma anche petrolio/olio combustibile. Quattro le centrali elettronucleari completate ed entrate in funzione in Italia: Latina di Borgo Sabotino (LT), Garigliano di Sessa Arunca (CE), Enrico Fermi di Trino (VC), Caorso di Caorso (PC). Una in costruzione fu invece cancellata,  la centrale di Montalto di Castro in provincia di Viterbo.

Chi però non ha smesso di investire sul nucleare è proprio l’Enel, i cui investimenti per la produzione elettronucleare all’estero vennero prima sospesi in seguito al referendum del 1987, salvo poi essere riconcessi dal 2004. L’ente energetico a forte partecipazione statale inizierà già dall’anno successivo l’acquisto del 66% della Slovenské Elektrárne a.s., massima produttrice di elettricità in Slovacchia e seconda dell’Europa centro-orientale con i suoi quattro reattori nucleari. A ciò sono seguite partecipazioni in progetti in altri paesi tra cui Francia e Regno Unito.

Quel che resta attualmente però è il quadro di un paese che pur avendo abbandonato il nucleare si trova ad essere mal organizzato nella gestione delle scorie nucleari. Questo perché se si pensa che a impianti nucleari fermi l’Italia abbia sempre meno rifiuti radioattivi da smaltire, si commette un errore. Ogni anno il volume delle scorie aumenta di 500 metri cubi, ovvero 140 tonnellate, in parte derivanti dalla produzione sanitaria e industriale e in parte dal mantenimento in sicurezza degli impianti esistenti e alla loro disattivazione.

La direttiva europea 70/2011/Euratom ci avrebbe imposto la costruzione di un sito unico di stoccaggio per cui la SOGIN  (società dello Stato italiano responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi prodotti dalle attività industriali, di ricerca e di medicina nucleare) ha cercato di trovare una collocazione sul territorio, resa però difficoltosa anche dagli alti standard che il sito dovrebbe soddisfare.

Servirà dunque attendere di capire se i depositi di rifiuti nucleari realizzati recentemente dalla Sogin  a Trino, Saluggia, Bosco Marengo, Borgo Sabotino, Garigliano, Trisaia, saranno temporanei in attesa della costruzione dell’atteso sito unico, o se rimarranno fissi con i connessi problemi di gestione e rischio ambientale.

Visualizzando 2 di 2
Visualizzando 2 di 2

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->