domenica, Ottobre 24

Cherchez les femmes field_506ffb1d3dbe2

0

zingariello 

 

A galla, nel pantano dei giornali, oltre all’immancabile rosario di ruberie e affini, emergono prepotentemente sfaccettature sessuali degli stessi: d’altronde, il più delle volte, gli smanettatori di pubblico denaro completano le loro sniffate d’impunibilità proprio con le scosse adrenaliniche provenienti da relazioni sessuali extra ordinem.

Al più implume allievo di un corso di giornalismo, la prima nozione di notiziabilità di un fatto – alias appetibilità per i lettori di una certa news – si rivela che il suo appeal è assicurato se contiene almeno una… S su tre. Traduco per i non addetti ai lavori: se riguarda eventi in cui siano presenti Sesso e/o Soldi e/o Sangue. Se poi son compresenti tutt’e tre, non c’è limite alla curiosità (morbosa) dei lettori (ma anche a quella altrettanto ossessiva degli stessi cronisti).

Il grog offerto ieri dai quotidiani aveva tanto, tanto rum: ovvero, le storie – traino contenevano Sesso & Soldi (più sesso che soldi, perché le anomalie contabili contestate, almeno apparentemente, son ben misera cosa. A meno che certi sontuosi doni alle dame non risultino acquistati con soldi pubblici!). Di sangue non ne compare affatto, almeno nelle ricostruzioni dei fatti contestati: ma quien sabe, nell’intimità domestica e sulla scia della Valérie francese, se le consorti manifestamente tradite non abbiano aggredito i fedifraghi facendogliela pagare?

Ricostruiamo i fatti a cui mi sto riferendo solo con misteriose allusioni. Palcoscenico comune è la Regione Abruzzo e questo mi fa piangere il cuore, perché si tratta di un territorio che amo particolarmente.

Il terremoto non è ancora una ferita rimarginata, anzi, più passa il tempo e più vengono fuori storie poco commendevoli, fra corruzioni e sperperi, mancati interventi e ritardi inammissibili.

In tutta questa valle di lacrime, l’etica pubblica è quella che appare ancora più terremotata dei palazzi inagibili, forse perché è ben più difficile ricostruirla.

Sul caso De Fanis ci siamo già soffermati allorché emerse la storia allucinante del contratto sessuale con la segretaria-amante (20 dicembre – Contratto indecente).

La puntata successiva della vicenda è apparsa ieri sui giornali e, se è possibile, appare ancora più incredibile, roba che ser Giovanni Boccaccio e Geoffrey Chaucer (per non parlare di Pitigrilli) appaiono delle educande. Perché, se all’inizio la presenza di questo documento appariva solo un parto della fantasia di Lucia Zingariello, oppure l’esagerazione favoleggiata di una squallida relazione fra capo e segretaria, la concretizzazione del mitico ‘contratto di prestazioni sessuali’ ha cambiato tutte le carte in tavola. E, in più, il confronto fra le parti, moglie di lui compresa, ha spalancato un vaso di Pandora ben più putrido.

L’uomo in questione dev’essere di stoffa piuttosto fragile se, come si racconta, ha completamente sbroccato, sviluppando per il suo oggetto del desiderio una cieca ossessione.

Che non soltanto si è esternata nel ‘contratto indecente’, roba da pochade pruriginosa, ma si è riflessa nei suoi comportamenti quotidiani, tanto da sembrare lui  irriconoscibile persino ai suoi amici e colleghi. E forse finanche a sé stesso, perché le solite intercettazioni hanno rivelato che millantava all’amante di voler avvelenare la moglie Rosaria, per poter vivere finalmente alla luce del sole questa bollente passione.

Doveva essergli andato proprio il cervello in pappa, visto che l’amato bene aveva tanto di marito (anche a lui sarebbe stata destinata l’acqua tofana che abbiamo imparato a conoscere nel Conte di Montecristo?) ed una bimba di appena 8 anni.

Apparentemente, a questa rivelazione la moglie non ha mosso ciglio e presenzia (seppure come parte offesa) anche alla udienza in cui si parla del progettato uxoricidio (e sarà sentita pure su uno strano disturbo intestinale di cui ha sofferto), nonché poserà gli occhi sulla sua rivale, presente anche lei.

Non riesco a immaginare che centrale elettrica di tensione si concentrerà in quella stanza. Lui, nella migliore tradizione cattolica, si sarà pentito e tutto finirà a tarallucci e vino.

Almeno per questo, perché l’ex Assessore è costretto, per i domiciliari che ha ottenuto, in una galera ancora più imprigionante di un reclusorio, ovvero casa sua a Montazzoli, sotto lo sguardo di Rosaria (non credo affettuoso e premuroso… proprio no).

Ci scommetto che andrà a finire lo stesso, ovvero in un ‘Volemose bene’, anche per il Capo di De Fanis, quel Gianni Chiodi le President che gli si è eclissata quella notte (si presume di passione) trascorsa all’Hotel del Sole a Roma con una signorina che si occupa con piccola valentia di Pari Opportunità.

Anche lei è giunta – lo dimostra nell’intervista anonima pubblicata ieri su Il Fatto Quotidiano – alla stessa conclusione a cui giunsi io, nel 2001, dopo 5 anni di PO watching nella trincea della Commissione Nazionale per le Pari Opportunità a Palazzo Chigi.

Erano in tante le donne, anche in posti prestigiosi, che si rivolgevano a noi lamentando discriminazioni… ma noi eravamo buone per le questioni sindacali di genere in forma cumulativa; alcune di esse, impazienti, utilizzavano la scorciatoia più antica del mondo per vedere realizzate le proprie aspettative di carriera, magari facendo pure intelligenza con colui che erano venute a denunciare da noi come molestatore.

Non prendiamoci in giro da sole: le leve del potere, specie quello politico ed economico, le mantengono saldamente gli uomini, che hanno una debolezza sola e su quella bisogna ‘lavorarci’. Proprio su quella sono facilmente turlupinabili, purché etero, il seriorissimo scienziato e il nerboruto muratore. Mentre, a meno che non sia in preda a distorsioni mentali ninfomaniache, la controparte femminile sa sicuramente gestirsi con maggior strategia.

Che dipenda dal fatto di aver dovuto nei millenni subire attenzioni persino sgradite, dovendo attaccare l’asino dove vuole il padrone?

A proposito di donne, faccio una digressione in Parlamento per stigmatizzare gli insulti sessisti rivolti dal deputato pentastellato Massimo Felice De Rosa alle colleghe PD, irrisioni che attribuivano la loro conquista di scranni a Montecitorio a causa di certe specialità da case del the che lui ipotizzava avessero messo in atto con dominus politici.

Purtroppo, uno dei metodi che hanno gli uomini per tenere a cuccia le donne (ma anche le donne per dare un calcio negli stinchi alle altre) è proprio quello di appioppare alle ‘arrivate’ meriti non certo intellettuali.

Forse cadrò anch’io nella trappola, ma la formazione di piccoli plotoni di yeswomen/urì di un sultano, qualsiasi bandiera politica costui sventoli, mi sembra piuttosto sospetta.

Il nuovo corso non prevede uso di silicone e tacchi 12, e neanche tubini neri e cagnolini parlanti, comunque sembra di vedere un copione già letto…

I meriti intellettuali vanno dimostrati nel concreto, non basta imparare ‘qualcosa’ su un certo argomento…   

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->