mercoledì, Ottobre 20

Che sarà del Museo Richard Ginori? I pareri di Olivia Rucellai e Sandro Quagliotti sul Museo ormai chiuso e che sembrerebbe non avere futuro

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La situazione attuale del museo chiuso è di “quasi totale arresto dell’attività, tranne che per le uscite di oggetti, tuttora concessi in prestito per un breve periodo, mentre anche l’accesso all’archivio all’ingresso del museo non è consentito, perché non c’è il personale che può aiutare gli studiosi. E ciò costituisce uno dei problemi della struttura stessa”.

Riguardo la chiusura del Museo, Olivia Rucellai dice: “E’ assolutamente una perdita, dato che esso rappresenta un unicum nel suo genere in Italia. Per chi ama l’arte e la storia dell’arte e chi è appassionato di ceramica in particolare, significa rinunciare a guardare porcellane di qualità, come la Ginori, che è una dei massimi livelli in questo campo in Europa”. L‘azienda, secondo Rucellai, è imprescindibile da tale Museoperché ne racconta la storia e anche se l’azienda ha cambiato proprietà, e non è la prima volta nella sua storia, è giusto che se ne faccia carico, e venga presa in considerazione per la riapertura del Museo. Mentre ad oggi, chi ha comprato il ramo produttivo“, ovvero il Gruppo Gucci,  “non ha dimostrato un interesse completo per il Museo. Auspico, dunque, che tale figura non sia la sola a gestire il Museo, ma sia interesse anche della comunità locale e di una collettività intesa con un senso più ampio di quella limitata al territorio di Firenze e dintorni”.

Ce ne sarebbero, potenzialmente, le condizioni dal punto di vita economico?
Il bilancio 2011 della Museo Richard Ginori della Manifattura di Doccia s.r.l. non presenta perdite superiori al capitale”, afferma il curatore fallimentare Sandro Quagliotti. C’è un ‘ma’. “Le attività della società Museo Richard Ginori della Manifattura di Doccia s.r.l. sono rappresentate dalle collezioni e dall’immobile ove sono collocate, beni oggetto di notifica che rende inscindibile il tutto. Al momento non si sono palesate realtà imprenditoriali interessate all’acquisto. Per quanto riguarda l’attività museale, la società proprietaria del Museo non aveva risorse proprie sufficienti e viveva perché in qualche modo finanziata dalla Richard Ginori 1735 S.p.a.. Con il fallimento di quest’ultima, la prosecuzione della normale attività museale è divenuta impossibile. La curatela del fallimento Richard Ginori 1735 S.p.a. si fa carico delle indispensabili spese (assicurazioni, vigilanza ecc.) e cerca di mantenere vivo l’interesse per le opere del Museo, aderendo -con le autorizzazioni di volta in volta necessarie della Soprintendenza- alle richieste di prestito temporaneo che pervengono da importanti musei ed altri enti per mostre di notevole importanza”.
Non essendoci proposte di acquisto, il museo come lo conosciamo è destinato, probabilmente, a chiudere: “Prossimamente verrà fatta una formale prima gara per la vendita del complesso museale, gara della quale non si può prevedere l’esito”, afferma il curatore Quagliotti.

 

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