domenica, Settembre 26

Che l’oceano produca, per salvare l’economia true

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oceano

Johannesburg La scorsa settimana, il Presidente Jacob Zuma ha annunciato l’intenzione del Governo di esplorare parti dell’oceano per individuare un potenziale economico che potrebbe contribuire al PIL del Sudafrica, che, come sappiamo, ultimamente non si è dimostrato troppo vitale. Ma cosa ne è stato della protezione degli oceani e dell’ambiente?

Sono stati selezionati quattro settori prioritari come nuove aree di crescita dell’economia del mare, e l’obiettivo è farle crescere ed estrarne un valore per il Paese; l’ha detto Zuma, in occasione del lancio di Operation Phakisa‘. Il trasporto marittimo e la produzione saranno esplorati allo scopo di assicurarsi i benefici derivanti dai crescenti volumi di movimentazione delle merci, nonché le attività di navigazione costiera e d’alto mare, e quelle di trasporto e supporto (stoccaggio e magazzinaggio). L’obiettivo è far crescere il trasporto marittimo e il settore manifatturiero nei prossimi cinque anni.

Zuma ha detto: «Il Sudafrica può utilizzare la sua posizione e le sue competenze per aumentare la quota di mercato manifatturiero marino, comprese le costruzioni e la manutenzione navale, la ristrutturazione o la riparazione di imbarcazioni». Si tratta di attività di trasporto e di produzione orientate al mare: navigazione costiera, trasbordo, costruzione di barche, riparazione e ristrutturazione di imbarcazioni; esplorazione offshore di petrolio e gas; acquacoltura; servizi di protezione del mare e governance dell’oceano.

Comprensibilmente, i sudafricani hanno teso le orecchie, a questo annuncio, e sono emerse molte domande. Poiché hanno visto forme palesi di corruzione, con la cattiva gestione di fondi e risorse da parte del Governo, la domanda è: l’oceano sarà sfruttato, anziché esplorato? Come verrà gestita questa ‘esplorazione’, e cosa ne sarà degli oceani, quando tutto sarà stato detto e fatto. I sudafricani sanno come le persone, dopo essere state sfruttate e private di tutte le risorse disponibili, e l’economia non li può più sostenere, cercano altrove il modo per soddisfare le loro esigenze.

Se lo sviluppo del settore si estenderà a tutto il litorale, l’impatto ambientale potrebbe essere enorme, soprattutto perché dovrebbero crearsi tanti posti di lavorotra 800.000 e 1 milione, secondo Zuma.

Zuma ha anche detto che l’immenso oceano è uno spazio relativamente inesplorato. «Abbiamo scelto di orientarci sull’economia dell’oceano, e con ottime ragioni. Il Sudafrica è delimitato dal mare in modo marcato, da tre lati: est, sud e ovest. Se includiamo l’isola Principe Edoardo, nel mare del sud, la nostra costa è lunga circa 3.924 chilometri. Creando posti di lavoro, soprattutto nei settori della trasformazione e della commercializzazione del pesce, l’occupazione nel settore dell’acquacoltura può migliorare lo status economico e sociale delle comunità costiere, e fino a potrebbe contribuire al PIL fino a 277 miliardi di Rand».

E poi c’è la questione dell’esplorazione offshore del petrolio e del gas. Il Governo sta progettando l’ulteriore approfondimento dei pozzi, «il che determina un aumento del numero di pozzi esplorativi perforati, e al contempo massimizza il valore raccolto dal Sud Africa», ha detto Zuma.

Squadre di esperti hanno già iniziato la preparazione delle trivellazioni. Hanno iniziato a lavorare a Durban l’8 luglio, e proseguiranno fino al 15 agosto 2014, in preparazione di un piano d’azione. Oltre 180 delegati provenienti da dipartimenti governativi nazionali, provinciali, della società civile, del lavoro del settore privato e del mondo accademico, stanno partecipando al gruppo di lavoro sugli oceani dell’Operation Phakisa.

Zuma ha anche parlato di acquacoltura, cioè allevamento di pesci, crostacei e piante acquatiche, incluse le popolazioni di acqua dolce e salata, in condizioni controllate, dà un contributo sempre più importante in termini di sicurezza alimentare e a livello globale. Nonostante le dimensioni relativamente ridotte, l‘acquacoltura in Sudafrica ha una crescita del 6,5% annuo.

L’obiettivo dei servizi di protezione e governance marina, dice Zuma, è equilibrare le opportunità economiche, mantenendo l’integrità ambientale. L’idea è sviluppare un approccio incrementale e integrato alla pianificazione, al monitoraggio e all’esecuzione di azioni di governance degli oceani, per i prossimi anni.

Tina Joemat-Pettersson, Ministro dell’agricoltura, delle foreste e della pesca, dice che lo sfruttamento economico degli oceani del Sudafrica «ha bisogno di equilibrio».

Il Dipartimento afferma che gli oceani del Sudafrica sono ricchi di risorse, di biodiversità e godono di un ambiente relativamente incontaminato, quindi un approccio equilibrato è molto importante. Il White Paper on the National Environmental Management of the Ocean (NEMO)-è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale per essere implementato.

Nel dicembre 2013, il Governo ha dato il via libera al Ministero degli affari ambientali, sostenuto dai Ministeri chiave e dalla National Planning Commission, per lo sviluppo di un approccio integrato alla governance dell’oceano. Ciò include piani di gestione delle aree oceaniche, variabili ambientali, scenari di conflitto e compromessi, come raccomanda il Libro bianco citato sopra.  

Gli obiettivi strategici incoraggiano e sostengono lo sviluppo sostenibile dell’ambiente marino del Sudafrica, concentrandosi sui metodi che contribuiscono alla conservazione degli habitat e della biodiversità, alla gestione dell’ecosistema marino, nonché a mantenere integro l’ecosistema planetario.

Il dipartimento, i competenti organi dello Stato e le istituzioni hanno il compito di raggiungere una serie di obiettivi strategici. Inclusi quello di coordinare e sostenere l’attuazione delle strutture legali e istituzionali coinvolte, di istituire di meccanismi per la raccolta intersettoriale dei dati, e di condividerli, così di creare e mantenere una base di conoscenza nazionale e condivisa sull’uso antropico, il mantenimento e il funzionamento dell’oceano.

Altri obiettivi includono uno sviluppo sostenibile integrato dell’oceano, e il mantenimento dei piani relativi, effettuando valutazioni di impatto ambientale strategico e tramite gli strumenti di pianificazione degli spazi.

Il Dipartimento sostiene che la capacità tecnica umana nazionale va migliorata, al fine di meglio comprendere e utilizzare le risorse e le opportunità offerte dall’oceano.
«Inoltre il dipartimento prevede la preparazione simultanea di una legislazione ambientale sull’oceano, volta a migliorare la regolamentazione e il coordinamento della sua gestione e sviluppo in Sudafrica».

Nel Paese ci si chiede se non sia solo un modo per ottenere il finanziamento del progetto in corso da parte di tutti i portatori di interesse, per poi lasciar cadere la cosa nel dimenticatoio, quando la necessità e l’avidità delle persone prenderanno ancora una volta la precedenza.Non mancano i precedenti: progetti che si sono rivelati come una copertura per qualcosa d’altro, dato che la corruzione in Sudafrica ha compromesso una moltitudine di iniziative apparentemente nobili.

 

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