domenica, Ottobre 24

Che futuro per la musica sacra? Intervista a Mario Bassani, direttore artistico di ‘Festival di Musica Sacra delle Basiliche del Celio’

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Per musica sacra si intendono le composizioni musicali concepite per il servizio liturgico ad accompagnare la liturgia ecclesiastica, escludendo le sacre rappresentazioni, le laudi o lodi al Signore, i madrigali e le cantate con tema spirituale e gli oratori sacri. Spesso la musica sacra, pur rispondendo a fini essenzialmente devozionali o spirituali, non era del tutto o solamente concepita come legata ai momenti integranti di una messa o liturgia sacra. Tuttavia grazie oggi alle modifiche apportate dal Concilio I e II si è creato, rispetto a questa principale distinzione musicale, un riscontro parzialmente concreto: spesso pagine concepite per una fruizione e un uso sacro nei concerti, svolti nelle chiese o basiliche, creano spunti per festival e concerti in auditorium, cosa che avviene al contrario anche a volte negli spazi liturgici che estendono la loro liturgia anche a canti non prettamente sacri o concerti profani da ospitare al loro interno.

Per ritornare al significato originario della musica sacra come propriamente legata alla fruizione nelle basiliche, quest’anno, come altri anni, si svolge all’interno delle Basiliche del Celio il ‘Festival di Musica Sacra delle Basiliche del Celio’, organizzato dalla ‘Cappella Musicale della Basilica di San Clemente in collaborazione con l’associazione musicale ‘Extravaganza Romana’ e con la direzione artistica del M° Mario Bassani.

Il Festival è arrivato oggi alla sua quinta edizione, con sei concerti a ingresso libero che avranno luogo in alcune chiese e basiliche romane di grande interesse storico-artistico al Celio per offrire un’occasione d’ascolto per la produzione musicale sacra, vocale e strumentale, di epoca rinascimentale e barocca, eseguita con strumenti storici (ossia d’epoca) negli stessi luoghi sacri per i quali questa musica era stata composta. ‘L’Indro‘ ha già toccato tale tema in un recente articolo, a cui si rimanda per spiegare la differenza tra musica sacra e profana.

Abbiamo intervistato il M° Mario Bassani, direttore artistico del ‘5° Festival di Musica Sacra  delle Basiliche del Celio’.

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Perché organizzare un festival di musica sacra solo nelle basiliche del rione Celio e non in altre?

La scelta di concentrare il festival nelle basiliche presenti nel Celio è dipesa dal voler aprire al grande pubblico una parte della città che ha delle basiliche bellissime, architettonicamente e visivamente per le opere che vi sono all’interno, ma poco frequentata dalla popolazione dell’Urbe per tanti motivi, e che rimane spesso a uso e consumo solo dei turisti. Quindi l’obiettivo è far riscoprire dei luoghi magnifici alla popolazione locale, e inoltre il poter svolgere una funzione di coordinamento fra le diverse basiliche, creando così un pretesto per metterle in relazione. Non ultimo è poi il fatto che queste basiliche hanno tutte avuto, nel passato, un’attenzione particolare, nel momento della costruzione, alla risposta acustica. Poter fare musica tardo-rinascimentale e barocca, in basiliche che hanno avuto la loro ultima ristrutturazione interna, nel periodo in cui la musica che viene riproposta è stata composta, significa far rivivere quella musica all’interno dei luoghi per i quali era stata pensata. Non tutte le zone di Roma permettono ciò, avendo avuto una fase costruttiva non omogenea, oppure così stratificata nei secoli che le strutture architettoniche oggi sono totalmente cambiate. Al Celio tutto questo è ancora intatto, oserei dire.

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