domenica, Giugno 20

Che futuro per la finanza islamica? field_506ffb1d3dbe2

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La crisi del debito del Dubai è destinata a riaccendere le polemiche sul futuro della finanza islamica. Causa scatenate degli eventi di questi giorni è stata la difficoltà a rimborsare entro la scadenza del 14 dicembre un sukuk, un’obbligazione conforme alla legge islamica, per quasi quattro miliardi emesso dalla Nakheel. Questa è una società di sviluppo immobiliare controllata dalla Dubai World, una holding dallo Stato. Goldman Sachs, che si sta preparando a emettere il suo primo Sukuk – un bond islamico conforme alle leggi della sharia – e il Regno Unito, che si appresta a diventare l’hub di tutta la finanza mediorentale, assicurano che nei prossimi anni anni la finanza islamica farà registrare uno sviluppo senza precedentiDa un report del Financial Times, GS immetterà sul mercato un obbligazione da 500 milioni di dollari destinata agli investitori del Qatar e degli Emirati Arabi Uniti. Rispetto alla finanza di marca occidentale, il sistema finanziario islamico presenta alcune, rilevanti, differenze, per lo più basando sui dettami del Corano, il finanziamento nel mondo islamico poggia su due pilastri fondamentali: il divieto del ribā – cioè l’assenza di interessi suoi prestiti – e la necessità di fare investimenti socialmente rilevanti. Seguendo queste regole, all’interno dei meccanismi della finanza islamica si possono effettuare le operazioni ad alto tasso di speculazione proprie della finanza occidentale (tramite i Sukuk appunto che, a differenza obbligazioni, devono corrispondere a un progetto, molto spesso immobiliare o infrastrutturale). Moody’s nel 2014 stima che le emissioni in essere dei sukuk sono destinate sfiorare quota 300 miliardi di dollari, più di  terzo emesse dagli stessi Stati.In Europa ha cominciato il Regno Unito, emettendo lo scorso anno un sukuk da 200 milioni di euro, mentre il Sud Africa si è detto pronto a lanciare sul mercato un’emissione pensata per il mercato islamico. A breve ci si aspetta l’emissione di sukuk da parte dei governi di Hong Kong (rating tripla A) e Lussemburgo, con colossi come HSBC, Standard Chartered, CIMB Group Holdings e la National Bank di Abu Dhabi.

Gli investimenti in sukuk andrebbero a finanziare l’Expo 2020 di Dubai. In Europa il Regno Unito è stato, come detto, il primo paese a lanciare un bond in “formato islamico, con l’affermazione di George Osborne (il ministro delle finanze): “Londra vuole diventare l’hub occidentale della finanza islamica nell’ottica dell’obiettivo di lungo termine di fare della Gran Bretagna il centro indiscusso del sistema finanziario globale” e quella simile del primo Ministro David Cameron: “la finanza islamica cresce a un ritmo superiore del 50% al settore bancario tradizionale e gli investimenti a livello globale cresceranno a 1.300 miliardi di sterline entro il 2014, e per questo vogliamo assicurarci che una grossa percentuale di questi nuovi investimenti siano qui in Gran Bretagna”. Ce ne dà una piccola introduzione il trainer Desley Humphre, presentatrice, giornalista e produttore per il Medio Oriente Business Report su BBC World News e conferenze mattutine su Dubai Eye 103,8, già reporter di business per l’Australian Broadcasting Corporation e Sky News Australia, con background in finanza presso Goldman Sachs JBWere e ABN Amro.

(tratto dal canale ‘Youtube’ di ‘Isoc.com‘ ossia ‘International School of Communication‘)

 

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