martedì, Maggio 17

Che fare? Da Vladimir Lenin a Vladimir Putin e ritorno (all’inferno) Oltre a quello di Guerra e Guerre, quello quotidiano cui abbandonando gli altri si danna definitivamente chi potrebbe fare e non fa

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Che fare?

Vladimir Il’ič Ul’janov detto Lenin intellettuale politico rivoluzionario Russo e rivoluzionante la Russia e il mondo all’inizio dello scorso secolo poco più di cento anni fa dopo la presa del potere Capo del Governo effettivo come Presidente del Consiglio dei commissari del popolo della Repubblica Russa poi Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa dall’8 novembre 1917 nonché dal 30 dicembre 1922 anche della neonata Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche sino al 21 gennaio 1924 giorno della sua morte ed imbalsamazione non solo fisica.

Vladimir Vladimirovič Putin dirigente dei servizi segreti politico rivoluzionario (a modo suo) Russo e rivoluzionante la Russia e il mondo all’inizio di questo secolo cioè ora Capo del Governo effettivo come Presidente della Federazione Russa dal 1999 al 2008 Primo ministro dal 1999 al 2000 nuovamente dal 2008 al 2012 ed ancora interrottamente Presidente dal 7 maggio 2012 quanto al giorno della sua morte nonostante i numerosi auspici non ha alcuna fretta e certamente non intende farsi ‘imbalsamare’ strategicamente né ora né mai e gli altri molti altri in primo luogo il sé dicente ‘Occidente’ gli stanno dando una bella mano perché le cose vadano comunque come lui desidera un po’ più bene un po’ meno bene ma comunque (per lui) bene.

Che fare?‘, sottotitolo ‘Problemi scottanti del nostro movimento‘ era il celebre e molto efficace quanto operativo breve saggio di Vladimir Lenin, 1902. Titolo che ricalca il celebre omonimo romanzo di Nikolaj Gavrilovič Černyševskij, 1863. Fondatamente riteniamo che volutamente con questo titolo esista un piano segreto e continuamente aggiornato dell’altro Vladimir, Putin, 2022.

E dunque, mutuando e radicalmente mutando contenuto e prospettive, ‘Che fare?’. Vale a dire cosa possiamo collettivamente e personalmente fare? E non solo, e non tanto, come Governi su cui pochissimi hanno influenza reale, ed anche in quel caso resta da vedere quanta influenza certuni (nella fattispecie: quello dell’Italia) possano effettivamente dispiegare. È invece non peregrina l’idea, e conseguente azione ed azioni, che si possa archimedeicamente agire concretamente e in tempi brevi, cioè ragionevoli ed eventualmente utili, anzitutto a corroborare e rafforzare l’opposizione in Russia. E lì, proprio lì, direttamente ed autonomamente, non attraverso contrapposizioni ed operazioni militari più o meno coperte che oltretutto sostanzialmente aiutano di fatto solo quel Governo che già non ne ha bisogno.

Da Vladimir Lenin a Vladimir Putin e ritorno (all’inferno), il passo è lungo e breve al tempo stesso. Quanto all’inferno, giusto una settimana fa avevamo aperto la settimana con ‘L’Ucraina, l’Europa, l’Inferno ed altri posti inquietanti‘ di Gabriele Della Rovere. Oggi apparentemente derubrichiamo l’Inferno ad inferno, in realtà ne espandiamo così esponenzialmente la realtà quotidiana e pervasiva. E non solo, e non tanto, per quanto riguarda gli scenari di Guerra all’est della ‘nostra’ Europa e di Guerre ovunque ma per quell’inferno quotidiano cui abbandonando gli altri si danna definitivamente chi potrebbe fare e non fa.

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’

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