martedì, Luglio 27

Che fa RAI? Il Governo allontana la riforma della governance per la Tv di Stato

0

RAIWAY

La riforma del sistema di governo della Rai è una priorità. E come tale era stata individuata e, comme d’habitude, calendarizzata, seppur in via generale, dal Presidente del Consiglio.

E’. In teoria. In concreto sarebbe, ché ora si è (cioè ha) deciso che la Rai può attendere. E dunque si rimane nell’attuale palude. Prendiamo atto che il Direttore Generale, Luigi Gubitosi, e la Presidente, Anna Maria Tarantola, hanno sostanzialmente ben operato. Soprattutto se si tiene conto dei limiti dei loro poteri. Se poi dovessimo considerare anche i predecessori…

Però Matteo Renzi ha deciso, da subito, di tenere la Rai in stand by, di avere rari, o inesistenti, rapporti con i vertici, in particolare con il braccio operativo Gubitosi. Di governare con l’assenza. Anche perché l’Italia in generale, e figuriamoci la Rai, è piena di gente che pagherebbe per vendersi, e il renzismo viene adeguatamente omaggiato e rappresentato. E dunque questi vertici scadono a inizi 2015, però qualcuno tra i massimi dirigenti potrebbe decidere di andarsene anche prima. Ma nulla è veramente ancora definito. Condizione ideale per l’ex sindaco di Firenze che da abile giocatore di poker ama mettere sul tavolo le carte buone solo all’ultimo momento. Quello giusto.

In questi ultimi mesi, ed ora, il punto di osservazione più interessante (e di riflessione ed operatività), è rappresentato dagli appuntamenti sul possibile nuovo assetto Rai organizzati da Mario Morcellini a Scienze della Comunicazione di Roma. La Pallacorda, come è stata definita con omaggio alla rivoluzione francese, ha visto anche al quinto appuntamento odierno la presenza di massimi dirigenti gestionali e giornalistici, amministratori ed ex amministratori. Che hanno proposto di superare le modalità attuali per un modello partecipativo misto tipo BBC. Che pare proprio sia quello cui pensa anche Renzi.

Nel frattempo. 

Oggi si è chiuso il discusso collocamento sul mercato di Rai Way. Vedremo come reagirà domani la Borsa, ed il valore effettivo delle azioni.

Crescono le azioni del dinamico duo di Rai Uno, Giancarlo Leone e Maria Pia Ammirati.

In tanti, da tutti i fronti, Cinquestelle compresi, continuano a rivolgersi a Sergio Zavoli per suggerimenti ed indicazioni. Anche in questi giorni. E lui, da anni senatore PD, tira le fila di un sua personale, ecumenicamente operativa, visione della professione giornalistica e delle Istituzioni. E a novant’anni abbondantemente compiuti son soddisfazioni.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->