venerdì, Dicembre 3

Che è successo al polso di Draghi? Draghi ha mostrato di essere capace di tenere dritto il timone, magari venendo accusato di 'autocratismo'. Se ora non mostra, e subito, di avere polso e forza e di avere una direzione non schiacciata sulla Confindustria e sulla destra retriva, il Governo rischia di perdere gran parte della propria credibilità

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A leggere i giornali, è forte la sensazione che siano in un momento più che di confusione di marasma, come se il timoniere abbia perso la forza di tenere dritto il timone.
Lo scontro che colpisce è quello tra Maurizio Landini e il Governo Draghi, che in realtà è uno scontro tra Landini e il padrone delle ferriere Carlo Bonomi, che si sente forte e ringalluzzito per le decisioni fin qui assunte dal Governo, al quale, non a caso, ha tributati applausi scroscianti e sconsiderati.
Orbene, è abbastanza normale che chi si trova in posizione di vantaggio e vede che le cose gli vanno bene, più che bene, tenda ad essere arrogante e ricattatorio con chi invece ancora arranca. Alla Confindustria le cose vanno più che bene: il PIL cresce, le commesse anche, i guadagni crescono e il Governo si impegna a difendere la crescita, tagliandogli un po’ di tasse. Immaginare che a persone in gran parte di una mentalità a dir poco pre-industriale possa sfuggire l’occasione per cercare di mettere sotto i piedi i lavoratori e in particolare il sindacato, è fuori della realtà.
Ciò non toglie, che mentre si celebra la crescita tumultuosa e ci si frega le mani per l’inflazione che permette di alzare i prezzi, per i lavoratori le cose non vanno bene affatto, intanto proprio per l’inflazione ormai molto ‘sentita’, se solo si pensi al costo della benzina e dell’energia elettrica. Certamente è meno probabile perdere il lavoro, ma recuperare il lavoro perso sembra ancora una vana speranza. E, certamente, il Governo ha commesso un errore grave a non prendere provvedimenti seri contro lo smantellamento delle aziende per trasferirle altrove. È stato, a mio parere, un grave errore di immagine: il Governo ha spiazzato i suoi stessi membri, solo per difendere qualche banditello che cerca di approfittare della situazione per incassare soldi a palate a spese dello Stato e dei lavoratori.

Francamente alcune delle cose che ha fatto di recente il Governo sono comprensibili solo in una ottica di parte, che ovviamente piace a Confindustria, ma molto meno ai lavoratori.
Sarebbe venuto il momento di equilibrare e invece Mario Draghi abbandona a metà un incontro con i sindacati, mostrando anche di non volerli nemmeno ascoltare. Magari non è così, magari il Governo aveva fretta di chiudere cose più urgenti, ma l’impressione che si è ricavata è quella. E Bonomi, da buon padrone delle ferriere, è subito balzato sul cavallo per fare valere le sue pretese, ma specialmente per accusare il sindacato di ricattare le imprese.
Ecco, colpisce molto questo linguaggio e questi toni. Quando il capo della Confindustria, senza che nessuno nel Governo protesti e meno che mai il suo capo, considera un ricatto uno sciopero, confesso che io mi preoccupo e molto, ma proprio molto. È la democrazia che è in pericolo: si tratta della CGIL e degli altri sindacati, non di un gruppetto di sfaticati e nemmeno di una fabbrichetta che si vuole chiudere per portarla altrove!
Beninteso, Landini (e fateci caso, si sente solo lui … vuoi vedere che ‘abilmente’ gli altri lo mandano avanti per poi trattare alle sue spalle? Non sarebbe la prima volta) ha fatto unauscitapessima e retrogada quando ha assunto i toni di un sindacatino di corporazione, per pretendere l’assurdo del tampone gratis per i lavoratori non vaccinati. Una prova, bisogna dirlo, di scarsa sensibilità sociale e nulla sensibilità politica, uno schiaffo in piena faccia a quella maggioranza enorme che, invece, si è vaccinata e ora vorrebbe poter vivere in pace senza che quattro imbecilli ne mettano a repentaglio la salute. Che errore Landini! Ha finito per essere il difensore di quattro egoisti arroganti, che vogliono prevaricare sulla stragrande maggioranza dei cittadini. Perché di questo si tratta: contro il quasi 90 % di vaccinati, una sparuta minoranza stupida, ignorante e violenta, di destra insomma, pretende di imporre la propria legge a tutti gli altri, per di più fregandosene altamente della ripresa dell’epidemia e dei morti in aumento, specie tra di loro, ma sono troppo stupidi per capirlo.
Stupidi? No, attenzione, stupidi per nulla. Stupidi quei tanti che seguono l’onda della protesta senza rendersi conto che ciò è orchestrato da una regia politica di destra, non estranea (per non dire platealmente interna) alla Lega e a FdI. Che del vaccino se ne fregano: vogliono solo mostrare di poter fare confusione, creare tensione, scontri con la Polizia, eccetera. Magari per lo più sono anche vaccinati che protestano contro il certificato verde solo per fare rumore.
In Italia le strumentazioni non mancano mai, non sono mai mancate, ma che Landini si lasci trascinare in una cosa del genere è davvero incredibile e, confesso, inaspettato.
Ma che ci caschi il Governo, a onore del vero, è forse anche peggio.
Tanto più che il Governo ha ceduto di schianto a quelle categorie che sono in Italia da sempre il peggio del peggio e che sempre sono quelle che puntano i piedi e, finora, vincono. Rinviare la questione delle concessioni balneari, dei venditori ambulanti e dei tassisti è l’errore più grave che il Governo potesse fare, e … nel silenzio di Confindustria, che taccia di ricattatore Landini che minaccia lo sciopero e non ha nulla da ridire contro gente che ha approfittato e approfitta di una situazione di comodo e di prevaricazione (altro che ricatto!) per fare i propri interessi, senza minimamente curarsi di quelli della collettività. Per non parlare del regalo politico fatto a Salvini & co.

Il marasma, come dicevo, è grande. Draghi ha mostrato di essere capace di tenere dritto il timone, magari venendo accusato diautocratismo‘. Accusa assurda, ma, certo, se ora non mostra, e subito, di avere polso e forza e di avere una direzione non schiacciata sulla Confindustria e sulla destra retriva, il Governo rischia di perdere gran parte della propria credibilità, e quindi gran parte della propria capacità di agire in un momento estremamente delicato, sia sul piano interno che, specialmente, esterno.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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