venerdì, Dicembre 3

Che differenza c’è tra autismo e spettro autistico? Quello che cambia da ricercarsi nella natura stessa. Nel senso che, lo spettro autistico è un insieme di disturbi che include e comprende anche l’autismo

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Parlando di autismo e spettro autistico si potrebbe far confusione tra i due termini e le patologie.

Tralasciando, per un momento le differenze che sussistono, è bene specificare che quando questa patologia colpisce un membro della famiglia può essere considerato un vero e proprio fulmine a ciel sereno che causa, comprensibilmente, ansia, stress e preoccupazioni generali.

La differenza tra spettro autistico e autismo, sostanzialmente, è da ricercarsi nella natura stessa. Nel senso che, lo spettro autistico è un insieme di disturbi che include e comprende anche l’autismo.

Cosè lo spettro autistico?

Lo spettro autistico rientra nella categoria disturbi che si palesano già nei primi due anni di vita del bambino che tendono a compromettere le funzionalità mentali nel processo evolutivo e di crescita.

All’interno di questo gruppo rientrano, quindi, la sindrome di Asperger, il disturbo disintegrativo dell’infanzia, il disturbo pervasivo dello sviluppo non altrimenti specificato e l’autismo.

L’impatto del disturbo in analisi sul paziente e sulla sua famiglia è tanto significativo quanto duraturo anche se, è bene sottolineare, il grado di disabilità può variare.

Il disturbo dello spettro autistico è una sindrome comportamentale causata da uno o più fattori genetici ed ambientali che agiscono sul sistema nervoso centrale.

A tal proposito, recenti studi di genetica hanno mostrato che i parenti di primo grado dei pazienti colpiti da tale disturbo hanno una probabilità di sviluppare la malattia per una percentuale compresa tra il 20% e l’80%.

Studi, invece, relativi alla componente ambientale hanno dimostrato che i bambini colpiti da tale malattia avevano avuto complicazioni e problemi in fase prenatale e neonatale.

Cosa è l’autismo?

L’autismo, conosciuto anche come disturbo autistico, rientra tra i disturbi dello spettro autistico che causa la compromissione di diverse tipologie di interazioni e comunicazioni.

Si tratta di una condizione neurologica particolarmente invalidante che colpisce, prevalentemente, i bambini di sesso maschile e che, inoltre, presenta vari sintomi, differenti livelli di disabilità che possono compromettere la quotidianità del soggetto colpito.

Tra i sintomi vi è la difficoltà di affrontare momenti che caratterizzano la normalità di un soggetto sano. Come, ad esempio, si incontrano problemi e difficoltà nell’interazione sociale e nella comunicazione, nella comprensione di quanto sostenuto da un interlocutore. Ed ancora vi è un’ipersensibilizzazione nei confronti dei rumori e dei suoni, al contempo, si manifesta anche una certa ripetitività nei movimenti del corpo.

Il linguaggio e la comunicazione visiva

Nell’autismo il linguaggio ricettivo e la capacità di comunicazione sono compromessi e, pertanto, è indispensabile vagliare ed intraprendere le strade consigliate dagli esperti e dai medici per offrire al paziente una normalità ed una quotidianità, forse diversa, ma sicuramente indispensabile per poter parlare di vita vissuta.

Per lavorare sul linguaggio nell’autismo è importante partire dal punto di forza dei bambini affetti da tale disturbo, ossia l’ottima percezione dell’informazione visiva.

Sfruttare al meglio l’utilizzo di immagini, quindi stimoli visivi, il bambino riceverà il supporto necessario per migliorare ed aumentare gradualmente il numero di vocaboli compresi a livello orare e, pertanto, a migliorare la sua comprensione in generale.

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