sabato, Ottobre 16

Che bello, adesso, comprare il Corriere della Sera field_506ffbaa4a8d4

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C’è una cifra veramente interessante da rilevare osservando l’Offerta pubblica di acquisto (Opa) lanciata nella mattinata di lunedì 16 maggio 2016 per la ’RCS Media Group Spa’, che significa ormai quasi solo ‘Corriere della Sera’, ‘La Gazzetta dello Sport’ e presenza internazionale. E non sta tanto negli 0,70 Euro offerti ad azione. Non sta neanche nella valorizzazione del +17% che questa rappresenta rispetto al valore di chiusura borsistico di venerdì 13 maggio. E non risiede neppure nel fatto, pur importantissimo, che alle spalle del proponente Andrea Bonomi e la sua Investindustrial ci siano gli attuali soci Diego Della Valle (7,32%), Mediobanca (6,25%), UnipolSai (4,59%) e Pirelli (4,43%) che si impegnano ad apportare il proprio complessivo 22,6% del capitale sociale di Rcs alla società di nuova costituzione che lancerà l`Opa volontaria sul residuo 77,4%. Soglia minima di efficacia il superamento del due terzi, con il 66,7% delle azioni totali.

La cifra veramente interessante, anzi francamente impressionante, è la valorizzazione che il titolo ha avuto rispetto al corso di Borsa da venerdì 8 aprile scorso, ultima chiusura antecedente l`annuncio dell`Offerta pubblica di scambio (Ops) promossa da Urbano Cairo con la sua Cairo Communication. Il titolo ha avuto un apprezzamento in Borsa sino alla chiusura di venerdì 13 maggio del 51,4%. Rispetto alla quale l’attuale offerta aggiunge, di fatto, un ulteriore 17%, sino a giungere appunto al valore di 0,70 Euro ad azione. L’offerta di Cairo, per quanto risulti adesso assai inferiore, ruotava attorno all’offerta di scambio per diventare il proprietario del Gruppo partendo dalla propria posizione del 4,71%: offrendo 0,12 azioni Cairo Communication per ciascun titolo Rcs consegnato all’acquirente, cioè per ogni 8,333 azioni Rcs apportate all’offerta si riceverebbe una azione dell’altra società. Con una soglia minima di effettuazione successivamente portata dalla complessiva maggioranza assoluta, 50% più un’azione, al 35% più un’azione.

La nuova società creata da Bonomi e dai suoi alleati si chiamerà International Acquisitions Holding e sarà per il 45% del finanziere milanese e per il restante 55% in modo paritetico dei vecchi soci di Rcs che hanno lanciato con lui l’assalto. Ma al netto di tutte le osservazioni, retroscena, saliscendi azionari ed imminenti ulteriori colpi di scena, il vero dato è come sia stata proprio l’azione dello stesso Cairo a far rivalorizzare al massimo il titolo facendo partire la sua impetuosa ascesa. Avendo al proprio fianco, allora ed ora, certamente Banca Intesa, pure presente nell’azionariato con il 4,2%, ma sembrava anche altri soci che invece si sono in parte defilati, o addirittura si ritrovano nella cordata avversaria come la stessa Pirelli. «Fino all’altro giorno non è che c’era tutto questo interesse per Rcs, l’hanno scoperto perché io ho detto che si poteva fare qualcosa di buono» aveva sostenuto qualche giorno fa Cairo durante l’assemblea della sua società. Le cose hanno dimostrato come avesse ragione, e forse più di quanto si attendesse e ci si potesse attendere. Adesso non resta che seguire le evoluzioni della Borsa, già molto calda e destinata ad ulteriormente surriscaldarsi visto che quest’ultima proposta, a differenza della precedente, è stata avanzate in apertura di settimana a mercati aperti. Di positivo in tutto questo c’è che l’’informazione tradizionale’ della ‘carta’ continua ad avere il suo peso, anche considerando il ‘valore aggiunto’ che solida tradizione ed insediamento possono rappresentare rispetto all’espansione sui nuovi media. E che questa volta la ‘battaglia per il Corriere’ avviene alla luce del sole, dopo essere stata avviata dal passo indietro, anzi di lato, della famiglia Agnelli-Elkann che sta ‘riassegnando’ le proprie quote per passare all’alleanza con il ‘Gruppo Editoriale L’Espresso’ di Carlo De Benedetti. Ricordando appena appena le tante passate vicissitudini dello storico quotidiano italiano, già non è poco.

 

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