lunedì, Agosto 2

Chattanooga poteva essere evitata? C’è un po’ di tutto e un po’ di niente dentro quella sparatoria

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C’è un po’ di tutto e un po’ di niente, dentro quella sparatoria in cui un 24enne naturalizzato statunitense originario del Kuwait, Mohammod Youssuf Abdulazeez, ha ucciso quattro marines e ferito altre tre persone fra cui un agente di polizia. Era arrivato nel Paese insieme ai genitori nel 1996.

È davvero l’assurda ideologia dell’IS che colpisce il cuore degli Stati Uniti, un sanguinario episodio di un soggetto debole per il quale è troppo semplice impugnare un’arma nel Paese delle libertà?

Mentre Abdulazeez apriva il fuoco nei due centri di reclutamento e addestramento, distanti una dozzina di chilometri l’uno dall’altro, James Holmes veniva dichiarato colpevole da una giuria del Colorado per la strage di Aurora, vicino Denver per l’ uccisione di 12 persone e ferimento di altre 70. Imbracciava un fucile a pompa Remington, uno semiautomatico Smith & Wesson e due pistole Gloc. Un arsenale acquistato legalmente. Respinta la tesi dell’infermità mentale.

La solita slavina di account Twitter, dove dalla famigerata Rita Katz, direttrice del Site Intelligence group, fino a Terrormonitor si sprecano le segnalazioni di profili simpatizzanti dell’Isis che in queste ore celebrano il gesto del “mujahid” Abdulazeez rilanciando le sue foto con quel sorriso beffardo. Per ora manca d’altronde una rivendicazione ufficiale, ammesso che potrebbe darci certezze.

A caldo, lo stesso procuratore dello Stato Bill Kallian ha parlato di “terrorismo interno”, poi ha pregato i media di non utilizzare quell’etichetta. Alcune fonti investigative hanno definito l’attentatore come “affascinato dall’IS”, recuperando anche un suo blog con due soli post recentissimi, siglati 13 luglio, dedicati all’Islam. Qui un paio di interventi su Twitter, fra quelli più segnalati e legati a simpatizzanti dei tagliagole. Gli account da cui provenivano altri post diffusi in un primo momento sono stati nel frattempo sospesi.

In un’intervista rilasciata a ‘The Telegraph’, Fallon afferma che le truppe irachene, addestrate sia sulle competenze di fanteria sia nelle tecniche, disinnescheranno gli ordigni bellici, lungo le strade. Il Regno Unito metterà a disposizione la propria esperienza maturata in anni di servizio in Afghanistan, ma accanto ai trainers arriveranno sul campo anche piccole truppe da combattimento, pronte a intervenire in difesa delle squadre di istruttori. L’addestramento vero e proprio delle forze locali avverrà in 4 centri sotto il controllo iracheno, realizzati dalle truppe statunitensi, uno in territorio curdo e tre vicini alla città di Baghdad.

Complessivamente, dal prossimo mese ci saranno 1500 soldati, impegnati sul campo nella missione internazionale contro i terroristi jihadisti del Califfato, provenienti da tutti i Paesi della coalizione anti-IS. L’idea di addestrare le truppe sul territorio, condivisa in larga parte all’interno della coalizione, deriva dalla convinzione che l’IS possa essere sconfitto solo da un esercito locale e non da truppe straniere.

 

(tratto dalla sezione video di ‘NBC NEWS‘)

 

 

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