lunedì, Aprile 12

Cesare Battisti: quel terrorista in fuga attraverso 2 continenti Dal vecchio al nuovo mondo alla ricerca di un Paese sicuro, uno degli ultimi protagonisti degli anni di piombo … ora fermo in Brasile, e l'estradizione questa volta potrebbe essere vicina

0
1 2


Nuovamente la terra scotta sotto i piedi del terrorista dei due continenti. Prima in Francia, poi in Brasile, poi sarebbe stata la volta della Bolivia, invece, per il momento dovrà restare in Brasile e potrebbe fare ritorno in Italia. Cesare Battisti, in Italia condannato a 4 ergastoli per altrettanto omicidi, tra il 1978 e il 1979, negli anni di piombo, è stato arrestato a Corumbá, in Brasile, vicino al confine con la Bolivia. Battisti stava provando a fuggire in Bolivia, a bordo di un taxi. Il motivo del fermo è che era in possesso di una quantità definita ‘significativa’ di valuta straniera non dichiarata. Lo riferisce la Polícia Rodoviária Federal (la Polizia federale brasiliana), che spiega che viene trattenuto per violazione delle regole sulla valuta.

Il Presidente brasiliano Michel Temer si era espresso recentemente a favore dell’estradizione in Italia ed il 27 settembre Battisti aveva presentato ricorso al Tribunale Supremo. Nel 2010 era stato l’allora Presidente Inacio Lula da Silva a sovvertire la scelta sempre del Tribunale Supremo che aveva concesso l’estradizione di Battisti, che si era rifugiato in Brasile nel 2007 dopo essere scappato dalla Francia, dove per oltre 30 anni era vissuto liberamente. L’arrivo all’Eliseo di Nicolas Sarkozy aveva cambiato il regime di condiscendenza con cui l’allora Presidente socialista, Francois Mitterand, aveva accolto decine di terroristi italiani. Il 25 settembre l’Italia aveva presentato una nuova istanza per rivedere la decisione dell’ex Presidente Lula che aveva concesso l’asilo politico a Battisti. Evidente che Battisti non si sentiva più al sicuro nel Brasile di Temer, così aveva ripreso la fuga, questa volta per andare da uno degli ultimi ‘socialisti’ del nuovo continente, Evo Morales.

Cesare Battisti, 55 anni, ex membro dei Proletari armati per il comunismo (Pac), nel 1979 viene arrestato per banda armata. Detenuto nel carcere di Frosinone, mentre è in corso l’istruttoria, il 4 ottobre 1981 Battisti riesce ad evadere. Inizia la fuga. Ripara in Francia. Per un anno vive da clandestino a Parigi dove conosce la sua futura moglie. Poi si trasferisce con la compagna in Messico dove nasce la sua prima figlia. Durante il soggiorno messicano i giudici italiani lo condannano in contumacia all’ergastolo per quattro omicidi. Comincia una caccia che dura 36 anni.

Nel 1990 Battisti torna a Parigi dove, nel frattempo, sono andate a vivere la moglie e la figlia. Nella capitale francese, fa il portiere di uno stabile e frequenta la comunità di rifugiati italiani che li’ vive grazie alla cosiddetta ‘dottrina Mitterand’: l’impegno dell’allora Presidente francese a dare ospitalità ai ricercati della giustizia italiana negli anni di piombo, in cambio della rinuncia alla violenza. Intanto, Battisti termina un romanzo e si guadagna da vivere traducendo in italiano racconti di autori noir francesi. Poco tempo dopo viene arrestato a seguito di una richiesta di estradizione del Governo italiano. L’anno dopo, nell’ aprile 1991, dopo quattro mesi di detenzione, la Chambre d’accusation di Parigi lo dichiara non estradabile: Battisti torna libero.

Gallimard, nel 1999, pubblica nella Serie Noir il suo libro ‘Travestito da uomo’.
Tre anni dopo, nel 2002, riparte la richiesta del Governo italiano per l’estradizione. In Francia, il mondo degli intellettuali della ‘gauche’ si schiera a suo favore con numerose manifestazioni.
Nel febbraio 2004 ottiene la cittadinanza francese. Pochi giorni dopo viene arrestato e la gauche organizza una campagna contro l’estradizione, una decisione che tradirebbe la ‘dottrina Mitterrand’. L’estradizione viene concessa dalle autorita’ d’Oltralpe il 30 giugno 2004. A seguito di tale provvedimento, Battisti, ad agosto, fugge e torna alla clandestinità.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->