sabato, Luglio 31

C’era una volta il Dogma, ve lo racconto In ricordo della ‘democratizzazione’ del cinema, esperienza finita ma non persa: Movimento Dogma 95

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Roma. Il caldo afoso di una notte di luglio del 2000, le strade intorno al quartiere Esquilino, vicino alla Stazione Termini, illuminate dalla luce gialla dei lampioni stradali.

Una spazzatrice lava la strada sollevando nuvole di vapore; le luci dei semafori, dei neon, si riflettono sull’asfalto così bagnato.

Una scassata Volvo station wagon color argento con cinque persone all’interno, due nei sedili posteriori, addirittura ‘tre’ davanti con lo sportello di guida semiaperto trattenuto da una corda.

L’auto percorre diverse volte il tratto di strada che va da via Merulana alla Basilica di Santa Maria Maggiore, dove è posteggiato un blindato dei carabinieri in servizio.

Al terzo passaggio intorno alla piazza, la Volvo si ritrova circondata e fermata da tre volanti della Polizia che intimano l’’Alt!’. Dalle vetture escono una decina di agenti con armi in pugno.

Gli occupanti della Volvo vengono fatti uscire e spinti contro il muro. Perquisiti.

Uno ha una telecamera in mano, tre sono africani, tra cui una donna vestita in maniera succinta, un altro è un freak francese parecchio bizzarro.

Dal portabagagli ne escono altri due, uno con un microfono ad asta e l’altroipertesocon in testa una cuffia audio e un copione stretto in mano.

È il regista. Cioè io.

La piccola troupe scambiata per clandestini errabondi. Ma la Polizia era vera! È il ‘fine lavorazione’ della prima giornata di riprese del mio film ‘Dogma’…

Si rischia l’arresto, interviene la produzione, qualche parola di troppo. Un burbero ispettore di PS si dimostra amichevole (con la promessa di venirci a trovare tutte le notti perché ama il cinema) e la Polizia abbandona il mioset’ alla ricerca di clandestini ‘veri’ e malfattori più ‘credibili’.

Rimasti soli, scoppia una mezza rissa tra il direttore di produzione e me.

Parolacce e cazzotti degne di un ‘cristallino’ neorealismo pasoliniano; sono accusato di essermi ‘allontanato’ dal percorso stabilito delle riprese… è vero ma si sa, quando un ‘artista’ prende il comando tutto diventa imprevedibile e pericoloso.

Cinque anni dopo, nel marzo del 2005, si sanciva la chiusura delMovimento Dogma 95’, imponente progetto culturale, quello del manifesto di castità che aveva istituito un decalogo al quale avevano aderito decine di registi in tutto il mondo.

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