giovedì, Ottobre 28

Centrodestra, primarie per il dopo Berlusconi?

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Il tribunale di Amburgo ha respinto la richiesta italiana di ottenere misure temporanee sui marò prima della fine dell’iter giudiziario, 15 a 6 i voti dei giudici. Moderata soddisfazione dalla Farnesina, critiche le opposizioni. Migranti, la protesta di un centinaio di richiedenti asilo blocca le porte di Milano, dure reazioni dal centrodestra. Che a sua volta comincia a prepararsi nell’ottica della scelta del futuro leader, il quesito è se si tratterà ancora di Silvio Berlusconi o si andrà alle primarie. Nel centrosinistra il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti smentisce candidature a sindaco di Bologna, sempre nel capoluogo emiliano prenderà domani il via la festa dell’Unità.

Nessuna misura temporanea in attesa della conclusione dell’iter giudiziario riguardo alla situazione dei marò, lo stabilisce il tribunale di Amburgo che in mattinata si espresso con 15 voti a 6. «Italia e India devono sospendere ogni iniziativa giudiziaria in essere e non intraprenderne di nuove che possano aggravare la disputa», recita la sentenza. L’Italia aveva chiesto al tribunale del Mare di consentire il rientro di Salvatore Girone e la permanenza di Massimiliano Latorre, ma non è stato considerato «appropriato prescrivere misure poiché toccherebbe questioni legate al merito del caso». Parzialmente soddisfatta la Farnesina, l’agente del governo italiano ad Amburgo Francesco Azzarello dichiara «bene lo stop alla giurisdizione indiana, delusione per la mancata adozione di misure per Girone e Latorre», con l’intenzione di «rinnovare le richieste relative alla condizione dei fucilieri davanti alla Corte Arbitrale». «È un risultato utile, ha stabilito in forma definitiva il principio che non sarà la giustizia indiana a gestire la vicenda ma l’arbitrato internazionale», il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni dal meeting di Comunione e Liberazione di Rimini, «il Governo resta impegnato sull’obiettivo di garantire la libertà ai due fucilieri».

Diverse le reazioni dei partiti, da Area Popolare si addossano maggiori responsabilità al governo Monti che all’attuale esecutivo, Forza Italia aspetta le prossime mosse delle istituzioni e definisce la vicenda «triste e amara per i nostri marò e per il nostro Paese», con soluzioni che non arriveranno se non con «tempi lunghi». Gianluca Pini, della Lega Nord, accusa il fatto che si siano «persi tre anni: ci sono tracce parlamentari della nostra richiesta di attivare la procedura dell’arbitrato già tre anni fa. La Lega non ha fatto polemiche sulla vicenda, perché qui si sta giocando sulla pelle di due persone». Metafora calcistica da parte di Giorgia Meloni, di Fratelli d’Italia, «il governo Renzi riesci a farsi respingere le legittime richieste dell’Italia, era un rigore a porta vuota che solo questo esecutivo incompetente e superficiale poteva sbagliare».

Tensione in mattinata alle porte di Milano, al centro della Croce Rossa di Bresso. Per un paio d’ore un centinaio di richiedenti asilo africani ospiti del centro ha dato vita a una manifestazione di protesta, bloccando il traffico tra Sesto San Giovanni e il capoluogo lombardo, contro le condizione delle tende del campo dopo l’allagamento dovuto alle piogge degli ultimi giorni e contro le lunghe procedure per l’ottenimento del permesso di soggiorno per motivi umanitari. Duro l’intervento delle forze dell’ordine in assetto antisommossa che ha costretto i migranti a rientrare nella struttura. «Vogliono i documenti? Col cacchio, sono ospiti, a spese nostre, e rompono pure i coglioni. Io li caricherei di peso sul primo aereo, e tutti a casa loro», sbotta su facebook Matteo Salvini della Lega, «la protesta è l’ennesimo simbolo del fallimento delle politiche del governo Renzi-Alfano sull’immigrazione», aggiunge la Meloni sullo stesso social network, «da un lato c’è la totale incapacità a dare risposte rapide ed efficaci, dall’altro si consente a gente entrata molto spesso senza titolo nella nostra Nazione di pascolare indisturbata, permettendo addirittura di bloccare una delle principali arterie di accesso a Milano, città dell’Expo».

Centrodestra che nel frattempo torna a parlare del leader del futuro, Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, conferma la rilevanza della posizione di Silvio Berlusconi e di non gradire le primarie, «come sempre Berlusconi ha ragione, le primarie possono essere falsate, lo si è visto quando il Pd le ha tenute in Liguria, a Napoli, a Roma. Oltretutto per Forza Italia le abbiamo sempre escluse a livello di partito in quanto non sarebbero coerenti con la sua leadership». Tuttavia gli Azzurri già un anno fa avevano discusso su primarie di coalizione se non ci fosse stato un candidato condiviso,  «la Lega sta acquistando sempre più peso», ammette Brunetta, «il tema delle regole per scegliere i candidati comuni si porrà per forza», sempre meglio che «presentarci divisi pregiudicando la possibilità di vincere». No alle primarie anche da Gianfranco Rotondi, deputato di Fi, «perché Berlusconi dovrebbe rischiare di tuffarsi nel pantano dei gazebo? Ha ancora il carisma per mediare tra Lega, Forza Italia e il centro della coalizione». Di diverso avviso Flavio Tosi, che reclama «un tavolo di lavoro per aderire a un manifesto di dieci punti. I cittadini hanno il diritto di scegliere il proprio leader e la sua squadra, così finalmente il centrodestra si riavvicinerà alla gente». Nuovo Centro Destra che intanto rischia di perdere Nunzia De Girolamo, «è arrivato il momento di scegliere, mi ero illusa che il mio partito potesse contribuire alla ricostruzione di un centrodestra moderno, che onorasse il nome che porta. Invece stanno lavorando per aggregarsi al centrosinistra. Eravamo nati con un obiettivo e abbiamo fallito per responsabilità di tutti, compresa ovviamente la mia».

A sinistra invece il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, ospite al convegno di Cl a Rimini, smentisce almeno per il momento le voci di una candidatura a primo cittadino di Bologna. «La mia candidatura a sindaco di Bologna? Non è all’ordine del giorno. Per ora faccio il ministro. Mancano ancora parecchi mesi per le elezioni». Capoluogo emiliano che vedrà da domani, per 27 giorni, l’inizio della festa dell’Unità cittadina, presso il parco Nord. Attesi numerosi ministri ed esponenti del Governo, a partire dal premier Matteo Renzi, con la previsione di un totale di un milione di visitatori, per quasi 3 milioni di incasso in proiezione. La presentazione è stata tenuta dal segretario provinciale del Partito Democratico Francesco Critelli e i colleghi di partito Raffaele Persiano, Benedetto Zacchiroli e Fabio Querci. «Ci saranno dirigenti nazionale e locali, ampio spazio anche ai temi di Bologna Metropolitana e delle elezioni 2016», con la riconferma di Virginio Merola  come candidato Pd.

A Rimini prosegue il meeting di Comunione e Liberazione, argomento del giorno le unioni civili. Tra gli ospiti, il ministro Galletti e il ministro dei Trasporti Graziano Delrio che pure hanno toccato il tema. «Molto rispetto per il cardinale Angelo Bagnasco e monsignor Nunzio Galantino che parlano alle coscienze della gente, ma il ruolo della politica è diverso. Dobbiamo adottare delle regole per fare delle leggi e prendere atto della situazione che in Italia esiste, visto che le coppie di fatto sono tantissime», l’intervento di Galletti, che aggiunge «il Parlamento dovrà trovare una mediazione tra le varie soluzioni per arrivare a una legge che da una parte disciplini le unioni civili riconoscendo i diritti e dall’altra non intacchi il matrimonio». Sulla stessa linea Delrio, «penso che una legge sulle unioni civili vada fatta, non penso che possa intaccare l’importanza del matrimonio così com’è regolato dalla Costituzione».

 

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