venerdì, Settembre 17

Il Centro Zeffirelli: un neonato con un grande avvenire alle spalle Pippo Zeffirelli: 'Un Museo vivente che è scuola d’alta formazione e sede per concerti e proiezioni cinematografiche '

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“Nell’ambito del restauro del seicentesco palazzo”, aggiunge Francesco Ermini Polacci, condirettore e direttore artistico delle attività musicali della Fondazione, “è avvenuto il recupero dell’’Oratorio di San Filippo Neri, restituito alle sue originarie funzioni musicali. Ma faremo anche una programmazione cinematografica con  cicli di conferenze, ispirate al mondo creativo del Maestro. E proprio l’Oratorio è stato prescelto per il concerto di chiusura  di Strings City,  il festival dedicato agli strumenti a corda che  ha trasformato Firenze e alcuni comuni della Città Metropolitana nella capitale della musica a corda. Come avveniva un tempo”.

Oltre 50 sono stati i luoghi della cultura, tra musei, biblioteche, archivi, palazzi storici, chiese e teatri, divenuti l palcoscenico d’eccezione di circa 80 momenti musicali, realizzati solo con strumenti a corda, dal violino alla voce, per 50 ore di musica.

“Un altro momento musicale”, aggiunge Pippo Zeffirelli, “si è avuto nella sala Inferno del Museo con il concerto dell’irlandese Naomi Berril e musiche di Nina Simone, Nick Drake e Billie Holiday, tre artisti dalla vita tormentata, quasi prototipi dell’Inferno dantesco”.

Perché quella  sala si chiama Inferno? “Beh, là vi sono esposti bozzetti che il Maestro preparò per un film che non si è mai girato”.

Il Maestro Ermini Polacci  aggiunge che la stagione musicale prosegue con I concerti di San Firenze, che vedrà impegnati allievi dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino ( nove i cantanti), e i concerti fatti in collaborazione con l’Associazione Musica con  le ali, il Conservatorio Luigi Cherubini, il Quartetto Taag, l’Accademia George Solti e l’Accademia Verdiana del Teatro Regio di Parma. Quanto all’attività didattica  questa  inizierà nel 2018, ma già sono aperte le iscrizioni per il corso di 360 ore di  alta formazione ( post laurea) in Progettazione di scenografia teatrale , tenuto dal Maestro Carlo Savi, quello di recitazione per cantanti lirici del Maestro Luigi Di Fiore  (80 ore) mentre il Cias si sta attivando per un’attività rivolta alle scuole secondarie fiorentine e dell’area metropolitana.

“L’obiettivo”, afferma  Pippo Zeffirelli, “è quello di diffondere la cultura teatrale tra le nuove generazioni, attraverso un  incontro formativo sul processo creativo di Franco Zeffirelli, intitolato: dal testo alla scena, analisi drammaturgica e percorso creativo, affidato a Carlo Centolavigna, collaboratore per 30 anni  del Maestro. Un’attenzione particolare sarà  data  agli arredi di scena.   Il  13 dicembre  ci sarà un open day sul tema.

Un museo dunque con concerti, corsi didattici di alta specializzazione,  mostre temporanee delle opere legate alle attività del Maestro, film  e incontri con i ragazzi. Come si inscrive questa nuova presenza museale nel già ricco panorama espositivo e culturale di Firenze? Non mancano voci critiche sulla trasformazione della città in  quello che è stato definito un museificio  per  turisti. La risposta la fornisce  indirettamente la vicesindaca Cristina Giachi, presente a Palazzo San Firenze per il lancio delle attività didattiche e concertistiche. Il Sindaco Nardella e l’Amministrazione Comunale annettono grande importanza a questo nuovo Centro artistico, non  solo perché esso racchiude  l’ opera di un Maestro geniale come Zeffirelli, che ha contribuito ad accrescere il prestigio  artistico e culturale  del nostro paese e di Firenze nel mondo, né perché con esso si amplia l’offerta culturale della città, non a caso balzata al primo posto   in Italia, ma anche perché l’avvio delle attività concertistiche, cinematografiche e didattiche si collega all’idea che andiamo perseguendo: cioè che far cultura significa, per una realtà come Firenze (e per il Paese) produrre cultura, e  una produzione culturale di qualità,  per i giovani che si avviano su questa strada, richiede studio, ricerca, formazione di alta qualità. Anche questo centro dunque rientra a far parte di un   sistema culturale diffuso e che ha tuttavia alcune realtà d’eccellenza, in campo musicale, teatrale, delle arti visive, che hanno scelto la strada della collaborazione. Scopo di questo Centro è quello di diffondere la cultura teatrale tra le giovani generazioni. Ma la più simpatica  definizione di questo Museo vivente la fornisce ( parafrasando Vittorio Gassman) il maestro Di Fiore, che dirige il Laboratorio di Arte scenica: Un neonato con un grande avvenire alle spalle.

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