sabato, Novembre 27

Il Centro Zeffirelli: un neonato con un grande avvenire alle spalle Pippo Zeffirelli: 'Un Museo vivente che è scuola d’alta formazione e sede per concerti e proiezioni cinematografiche '

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“Nell’arco dei  40 giorni intercorsi dal giorno dell’inaugurazione si sono avuti 6500 visitatori, ma al di là del numero destinato a crescere, ciò che ci  dà soddisfazione è l’entusiasmo che ognuno di loro ci ha manifestato, a voce o per iscritto“. Brillano gli occhi a Pippo Zeffirelli, il figlio adottivo del grande Franco, mentre ci descrive i primi vagiti  di questo neonato Centro per le Arti dello Spettacolo Franco Zeffirelli, che occupa l’intero complesso di San Filippo Neri, a Firenze,  dietro Palazzo Vecchio. Incontriamo Pippo, che è il motore di questo  nuovo Museo e Centro di produzione culturale, prima di raggiungere la Biblioteca ove i docenti delle varie sezioni didattiche e i rappresentanti degli organismi musicali che collaborano col Centro, illustreranno le loro attività concertistiche  e didattiche. Gli chiedo:

Più visitatori italiani o stranieri?

A metà, ma i primi sono stati i fiorentini, legatissimi  al nome di Franco, il quale ha desiderato più d’ogni altra cosa che questo Centro si facesse a Firenze, sua città natale, dalla quale mosse i primi passi  e verso la quale ha sempre nutrito grande affetto.

Indimenticabile il suo documentario subito dopo l’alluvione del ’66, con il volto e la voce di Richard Burton, che fece commosse il mondo e contribuì   alla campagna di solidarietà verso Firenze per il recupero del patrimonio artistico devastato, così’ come i fiorentini ricordano il suo viscerale attaccamento ai colori viola, la quadra di calcio della cui società ha pure fatto parte.

Sì, ma Franco non ha mai scordato il suo primo approccio con l’arte  grafica e della scenografia all’Istituto d’Arte di Porta Romana, studi  proseguiti poi all’Accademia di Belle Arti e ad Architettura, pensa che straordinaria fucina di talenti  è stato quell’Istituto che nelle stesse aule vide studiare e crescere ragazzi come Franco,  Danilo Donati, che diverrà  il  grande scenografo dei film di Fellini, Piero Tosi, eccezionale costumista, e Anna Anni, lei era di Marradi, straordinaria disegnatrice che si dedicò al teatro,  esordì nel ’53  con Orson Welles ( ne La Locandiera) e un decennio  dopo iniziò un lungo sodalizio con Franco, disegnando  i costumi della Lupa (Anna Magnani) e di Maria Stuarda (Valentina Cortese e Rossella Falk, alla Pergola di Firenze).Tutti Premi Oscar o che la prestigiosa statuetta l’hanno sfiorata come nel caso di Anna,  questa donna minuta che la sera era a Cinecittà e l’indomani a Firenze  dove insegnava.

Ricordo che Pitti  le dedicò una grande Mostra, così  come la stessa  Galleria del Costume ha reso omaggio all’arte di Piero Tosi.

Anna ci  ha lasciati 6 anni fa, all’età di 84 anni, per molti anni è stata una stretta collaboratrice del Maestro e come lui, aveva il dono  del disegno. Sfiorò l’Oscar, come il Maestro ( che ebbe ben 14 nomination), Tosi e Donati  invece sì. Quanta strada hanno percorso quei ragazzi di allora!  Che  proprio Franco  aveva  esortati  ad andare a Roma a collaborare con lui, e ad esprimere  la loro genialità.  Il Maestro ed Anna avevano entrambi una grande dote: il talento del disegno .E proprio  i disegni di Zeffirelli, i suoi bozzetti, le scenografie costituiscono uno dei motivi di grande attrazione di questo Museo vivente, in quanto  rivelano il suo modo di  pensare e lavorare: molti dei suoi progetti di spettacolo più che descritti sono stati  disegnati, e dettagliatamente  raffigurati. Già  quelli rivelavano le sue idee sceniche, l’idea dello spettacolo che doveva essere allestito.

Oggi  sembra  che quell’Istituto d’Arte  che ha espresso  anche altri talenti che si sono fatti un nome anche in altri settori, nell ‘arte  grafica, nella scultura, nel costume,  stia vivendo una nuova stagione…  

Sì, ho saputo, peccato sia stata smantellata la  grande Gipsoteca, uno dei vanti di quella scuola. Ma dove si trovano quei meravigliosi gessi?

Se non sbaglio, dopo gli studi,  il Maestro esordì  proprio nella sua città come aiuto regista di Luchino Visconti,  in quella celebre messa in scena nel giardino di Boboli del Troilo e Cressida,  di Shakespare, in cui esordirono anche altri giovani di belle speranze, come Mastroianni, Gassman e Albertazzi…Era il ’49.

E vi esordirono  anche Rina Morelli e Paolo Stoppa. Sì quello fu l’inizio di un grande sodalizio con Visconti, di cui fu aiuto anche nel cinema ( La terra trema e Senso). In questo Palazzo, si snoda tutta la vita artistica di Franco Zeffirelli  iniziata 75 anni fa.

 

Già L’Indro (4 luglio 2017) si è occupato in anteprima del costituendo Museo che occupa tutti i piani dell’antico palazzo. Il Museo ospita infatti oltre 250 opere del Maestro tra bozzetti di scena, disegni e figurini di costumi, attraverso un percorso espositivo suddiviso cronologicamente in  Teatro di prosa, Opera in Musica e cinema, che illustra per temi e autori gli sviluppi degli allestimenti teatrali e delle produzioni cinematografiche, corredate da foto di scena. Insomma, si va dagli anni della formazione a Firenze, alla collaborazione con Visconti nel cinema e in teatro, alle operine giocose fino ai grandi teatri della Scala, del Metropolitan di N.Y. dell’Old Vic di Londra, al sodalizio con Maria Callas, Liz Taylor, Richard Burton, Cher ,Carreras, Domingo, Pavarotti  e celebri direttori come Carlo Maria Giulini,  Gian  Andrea Gavazzeni e vari altri. Il tutto in un   caleidoscopio di colori figure e immagini di grande impatto emotivo e curiosità intellettuale.

“Ogni aspetto è stato studiato dal Maestro”, riprende Pippo, “ed ogni iniziativa l’abbiamo concordata con lui, realizzandola secondo i suoi i desideri. Sì, è lucidissimo e partecipe di quanto avviene qui, certo si muove con difficoltà, ma nell’ottobre scorso siamo venuti qui per un ultimo sopralluogo prima di dare il via all’operazione che, ripeto, non è solo quella di offrire alla città un Museo di straordinaria bellezza, ma di dar vita ad una vera e propria scuola di alta formazione e di farne una delle varie sedi che la città mette a disposizione per incontri culturali, concerti, spettacoli”.

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