lunedì, Maggio 17

Centro Destra in alto mare a Roma Spaccatura sulla scelta del candidato da presentare alle amministrative di Roma

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La settimana politica italiana si apre con la ripresa dell’acceso dibattito sull’attuazione di un disegno di legge ad iniziativa parlamentare che comporterebbe una revisione sull’attuale legge a favore dell’adozione di minori, includendo anche le nuove coppie identificate dal ddl Cirinnà. La querelle si ripropone nel mondo politico a seguito delle numerose polemiche legate alla vicenda che ha coinvolto il leader di Sel, Nichi Vendola, diventato padre in California grazie ad una giovane donna, mediante la pratica dell’utero in affitto.

Fra i vari confronti dei diversi esponenti di Partito spicca la ferma opposizione del Ministro dell’interno Angelino Alfano, che definisce la vicenda come un “capitolo chiuso”, a cui risponde questo pomeriggio il Premier Matteo Renzi che dichiara “è finito il tempo dei veti” e assicura un suo prossimo ciclo di visite ed incontri all’interno delle parrocchie per dibattere dell’argomento anche con i diretti esponenti dell’ala ecclesiastica.

A rubare la scena alla vicenda sopracitata vi è la spaccatura della fazione di centro destra sulla scelta del prossimo candidato comune da presentare alle elezioni amministrative di Roma, che ha visto la capitale diventare un banco di prova diretto con l’istallazione di quindici presidii targati Lega Nord, che di fronte ad ogni municipio distribuivano alcune cartelle ‘prefenziali’. All’interno dei prestampati era presente una rosa di quattro possibili esponenti tra cui Alfio Marchini, già eletto consigliere comunale durante l’amministrazione Marino, Irene Pivetti, Presidente della Camera dei Deputati dal 1994 al 1996, Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra, e lo stesso Guido Bertolaso, direttore del Dipartimento della Protezione civile dal 2001 al 2010. I votanti a queste pre-primarie dei municipi sono stati circa 7000 e il primo con il maggior numero di preferenze è risultato proprio lo stesso Marchini con 1450 voti, seguito dalla Pivetti con 1300 consensi e Storace e Bertolaso a pari merito con 1250 cartelle ciascuno.

A frenare l’entusiasmo dell’imprenditore ed ex giocatore di polo romano che si proclama come il prossimo ‘anti-Renzi’, vi è Matteo Salvini che durante una conferenza stampa tenutasi nel tardo pomeriggio di oggi spiega che non vi è alcun vincitore e che dovranno essere indette urgentemente delle primarie di coalizione, invitando i due alleati Giorgia Meloni per Fratelli d’Italia e Silvio Berlusconi per Forza Italia a rimanere uniti in questo momento di tensione all’interno del centro destra. Se i commenti dell’ex cavaliere sono stati di profondo dissenso, soprattutto nei giorni scorsi, per il giovane successore di Umberto Bossi arrivando ad additarlo come “inaffidabile”, c’è chi come Giorgia Meloni dopo un primo dissenso in linea con Forza Italia mantiene il riserbo probabilmente per i 400 voti ricevuti durante questo week-end proprio dalla popolazione di Roma agli stessi presidi del carroccio, segnati a penna fuori dal modulo ‘elettorale’.

Intanto se un velo di mistero avvolge le sorti del trio Lega-Fratelli d’Italia e Forza Italia, la Camera dei deputati affronta questa settimana gli incontri previsti dalla Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e delle altre associazioni criminali italiane e straniere. Il primo a parlare domani in parlamento sarà il commissario straordinario Francesco Paolo Tronca che illustrerà i metodi e i lavori messi in atto fin ora per la gestione di Roma Capitale. A lanciare un imput di fine giornata per approfondire nei prossimi giorni la tematica della lotta alla mafia vi è Mara Carfagna, ex Ministro delle Pari Opportunità durante il Governo Berlusconi, che chiede una revisione della normativa a favore della tutela dei giornalisti minacciati dalle organizzazioni criminali.

 

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