sabato, Novembre 27

Centri estivi: un pò più di un servizio field_506ffb1d3dbe2

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Suona la campanella, finisce l’ultimo giorno di scuola, si chiudono le porte dell’istituto e si aprono quelle dell’estate e della libertà. Il mondo, fuori, continua a svilupparsi in modo frenetico, il lavoro è merce sempre più rara e le ferie sono spesso lontane. Come consentire dunque ai propri figli di trascorrere una parte d’estate piacevole evitando che si annoino tra le mura domestiche?

Parrocchie, centri estivi e associazioni offrono ormai una serie di servizi essenziali e consolidati che vengono incontro proprio alle esigenze e alle aspettative di ogni famiglia. La scuola finisce ma il suo ruolo sociale ed educativo trova la sua naturale prosecuzione all’interno di queste strutture che, nei primi mesi estivi, si sostituiscono in tutto e per tutto al servizio pubblico.
Abbiamo accolto in queste 5 settimane, dall’8 giugno all’11 luglio, 350 ragazzi dalla prima elementare alla terza media. Ben 40 tra adolescenti e 18enni hanno fatto gli animatori”, afferma Davide, seminarista della Parrocchia di Fatima a Milano.

Proprio le parrocchie, con i loro oratori, rappresentano le strutture più richieste dalle famiglie. Non si tratta solo di ‘parcheggiare’ i propri bambini, ma di offire loro un’occasione di svago e la possibilità di apprendere qualcosa. “La settimana è strutturata su 5 giorni, 4 da trascorrere in oratorio e il mercoledì di ogni settimana si passa fuori, o in montagna o al parco acquatico. Al mattino ci sono vati tipi di giochi e i ragazzi sono divisi per età, si pranza tutti insieme e di pomeriggio ci sono diversi laboratori, il teatro, corsi di canto, ballo e attività manuali”, continua Davide.

Le attività vengono svolte grazie al volontariato di persone che dedicano il loro tempo libero a tali strutture e che si impegnano affinché possa essere offerte occasioni di vario tipo ai ragazzi iscritti.
Gli adolescenti e i giovani, generalmente, rappresentano il gruppo più sostenuto. Con il loro entusiasmo e la loro freschezza riescono a ridurre le distanze con i più piccoli. Attraverso un impegno costante e giornaliero si assumono le prime responsabilità della loro vita e grazie al contatto con queste realtà rifuggono cattive conoscenze e luoghi poco raccomandabili. Sono molti anche i ragazzi problematici nei confronti dei quali questi centri svolgono il loro ruolo, esaltando qualità e punti di forza e oscurando il contatto con ambienti che spesso sono la causa principale della deviazione dalla normalità.

Gli animatori possono essere più o meno preparati o formati ma l’importante, in questi casi, è che ciascuno dia il suo contributo alla causa comune. C’è chi vuole fare amicizia, chi è spinto dalla voglia di fare del bene e chi è mosso da altri motivi, la cosa certa è che, alla fine, fratellanza e collaborazione saranno gli elementi trainanti di questa avventura. Le strutture svolgono il loro compito per un tempo limitato, poi si chiude la porta e dovrebbe intervenire il vero servizio pubblico, quello offerto dallo Stato.

Potremmo fare tale attività di laboratorio anche con molte meno forze, ma è un’occasione importante di crescita per questi ragazzi, che dedicano tempo agli altri e a loro stessi. La sfida è stata colta in maniera positiva, recuperiamo anche diversi adolescenti che frequentano poco, si crea una magia particolare nell’oratorio. Abbiamo avuto a che fare con situazioni di disagio complesse, ma i ragazzi possono crescere in un luogo che educa al bello e a tutto ciò che di bello c’è dentro di loro e che può uscir fuori”, ribadisce Davide.

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