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Cento anni di Berlinguer Enrico Berlinguer e noi, oggi. Come ci manca, perché ci manca (a chi manca)

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Cento anni di Berlinguer, oggi 25 maggio 2022. Essendo quindi, ovviamente, nato il 25 maggio 1922. In Sardegna, a Sassari, ed il suo essere sardo e sassarese è stato parte integrante della costruzione della sua personalità. E della sua attività politica.

Molti, ovviamente, i momenti di ricordo previsti già da subito, anche con la presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella nella città natale. E quanto viene fatto specialmente ad opera del Partito Democratico, legittimo principale erede politico, oltre che dalla famiglia. Oggi alla Camera dei Deputati l’incontro-cerimonia organizzato dal PD con il Segretario Enrico Letta, la Capogruppo alla Camera Debora Serracchiani, il Presidente della Fondazione del partito Gianni Cuperlo. (Video dell’evento su Radio Radicale, www.radioradicale.it, poi in Archivio).

Berlinguer ci ha lasciati l’11 giugno 1984, nel pieno della campagna elettorale per il Parlamento Europeo per cui si votava solo sei giorni dopo, il 17. Aveva sessantadue anni, appena compiuti. E, anche sull’onda della commozione, il PCI ottenne il migliore risultato in termini relativi della propria storia, il 33,33 per cento. Per la prima ed ultima volta arrivando davanti alla Democrazia Cristiana dopo il 34,37 per cento delle Politiche del 1976, di poco alle spalle della DC.

Giovane esponente dell’antifascismo sardo, nel 1943 Berlinguer si iscrisse al Partito Comunista Italiano. «Direttamente alla Direzione» secondo la celebre, caustica battuta del compagno di partito Giancarlo Pajetta. Tra i principali artefici della ricostituzione nel dopoguerra della organizzazione giovanile, la FGCI, la guidò fino al 1956. Nel 1962 entrò nella Segreteria del partito, divenendo responsabile della Sezione esteri. Eletto Segretario generale del PCI nel 1972, ne rimase leader sino alla ricordata scomparsa di dodici anni dopo per un ictus che lo colpì durante un comizio. Svolse un ruolo di grande importanza nel Movimento comunista internazionale anche con l’avvio del processo di distanziamento dall’Unione Sovietica e l’elaborazione del modello alternativo di ‘Eurocomunismo‘. Teorizzò e tentò di realizzare, collaborando con Aldo Moro, il Compromesso storico DC-PCI. Pose la questione morale relativamente alle modalità di gestione del potere da parte dei partiti politici italiani, in particolar modo dei loro dirigenti apicali.

Il desiderio di essere come tutti‘ è il notevole libro di Francesco Piccolo, Einaudi, che racconta l’Italia, quelle generazioni e queste, anche attraverso lo sguardo sul saluto di popolo offerto ad Enrico Berlinguer nella Piazza San Giovanni di Roma storicamente legata alla sinistra ed al movimento operaio. Da riprendere, per capire molte cose di quel tenacissimo uomo, assieme alla visione del ‘Berlinguer ti voglio bene‘ di Roberto Benigni.

Come ci manca Enrico Berlinguer. Perché ci manca Enrico Berlinguer. Almeno ad alcuni, magari molti, e per alcuni, magari moltissimi. Ad altri, magari e legittimamente, non importa un bel nulla, anzi. Ma per chi abbia ancora una concezione della politica come bene comune, come senso della ‘polis’, Berlinguer, e con lui Aldo Moro, rimangono, e sempre più diventano, riferimenti ineludibili.

Già, Moro, Aldo Moro. Lui i cento anni li ha già ‘compiuti’ oltre cinque anni fa. Era nato a Maglie, Lecce, il 23 settembre 1916, venne assassinato a Roma il 9 maggio 1978. Berlinguer, Moro e la politica italiana di oggi è tema cruciale e più importante di quanto si possa magari pensare. «Sono rimasto fedele ai miei ideali di gioventù» diceva Berlinguer. E certo avrebbe potuto dire Moro. Così sia di noi.

(Anche se, ripensandoci, per qualcun altro, e altra, la fedeltà agli ‘ideali’ di gioventù non è che rappresenti un gran vantaggio, personale e collettivo).

Ma, in somma, cosa ci manca oggi di Enrico Berlinguer? Ci manca Enrico Berlinguer.

ENRICO BERLINGUER E NOI, OGGI/1 (continua)

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’

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