martedì, Settembre 21

Cecenia, torna la violenza

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Torna a far parlare di sé la Cecenia che ha visto nella giornata di oggi degli scontri a fuoco a Grozny dove sono morti almeno 10 guerriglieri separatiti e altrettanti poliziotti. Un totale provvisorio di 20 vittime e 28 feriti a causa di quella che è stata una vera e propria guerriglia che si è svolta dopo la mezzanotte, quando la Polizia stradale ha cercato di fermare un auto sospetta, da cui sono subito partiti degli spari. Il commando del movimento islamista Emirato del Caucaso viaggiava su tre autovetture che hanno attaccato il posto di blocco nel centro cittadino, uccidendo tre agenti della polizia stradale. Subito dopo ci sono stati altri attacchi e il comitato nazionale anti-terrorismo ha mobilitato centinaia di uomini dei reparti speciali per bloccare il commando, asserragliatosi –prima di darla in fiamme- nella struttura che ospita le maggiori testate locali e successivamente in una vicina scuola. Gli scontri sono proseguiti nelle ore successive.

Secondo la presidenza ucraina dopo un incontro del Capo di Stato Petro Poroshenko con alcuni Ministri e autorità militari nel sud-est ucraino potrebbero arrivare un’altra tregua a partire dal 9 dicembre. L’iniziativa punta alla messa in atto degli accordi di Minsk che lo scorso settembre hanno suggellato un cessate il fuoco rimasto di fatto lettera morta perché continuamente violata da ambo le parti in lotta. Attualmente combattono tra 6.000 e 10.000 militari russi per un totale di 32.400 uomini in forza ai separatisti filorussi. Oltre ad aver garantito sostegno alle autorità cecene nel suo annuale discorso alla nazione dal Cremlino, Vladimir Putin ha poi sostenuto che le sanzioni sono esclusivamente «uno stimolo» definendo inoltre la Crimea «come il Monte del Tempio a Gerusalemme per coloro che professano l’ebraismo e l’islam».

Si è aperto stamattina a Basilea, in Svizzera, il Consiglio ministeriale dell’Osce con il compito di monitorare l’intesa raggiunta il 5 settembre a Minsk tra le forze ucraine e i separatisti filo-russi. L’Alto rappresentante per la Politica estera dell’Ue, Federica Mogherini ha esortato  la Russia e l’Ucraina affinché «avvenga l’attuazione senza indugio» degli accordi conclusi a settembre e che hanno portato a un cessate il fuoco. Il coro dei Ministri è arrivato unanime insieme alla voce di Kerry che ha invitato Mosca a terminare le operazioni di finanziamento di armi e munizioni ai separatisti del Dobnass.

Negli Stati Uniti proseguono gli scontri urbani questa volta a New York. Centinaia di persone si sono riunite a Times Square e circa 80 persone sono state arrestate a seguito della manifestazione di protesta contro la decisione del Grand Jury di non incriminare il poliziotto Daniel Pantaleo a seguito dell’uccisione dell’afro-americano 43enne Eric Garner. L’uomo è deceduto soffocato il 17 luglio scorso a Staten Island dopo la presa al collo per l’arresto da parte del poliziotto. Contemporaneamente alla decisione della sorte di Pantaleo un altro gran jury ha incriminato Ramsey Orta, l’autore del video che dimostra la responsabilità dell’agente, per possesso illegale di armi. Secondo Orta di tratterebbero di accuse false frutto di un complotto della polizia intenzionata vendicarsi per il video.

Aumentano così negli States i casi di mala giustizia negli ultimi 2 anni: il 26 febbraio 2012 il 17enne Trayvon Martin; il 17 luglio 2014 Eric Garner; 9 agosto 2014 il diciottenne afroamericano disarmato Michael Brown e per ultimo il 22 novembre del 2014 il 12enne afroamericano Tamir Rice viene ucciso in un parco a Cleveland.

Intanto un rapporto del Pentagono consegnato al Presidente Usa, Barack Obama mette in luce un aumento dell’8% rispetto al 2013 i casi di violenza sessuale denunciati nel 2014 tra le Forze Armate. Si tratta di 6 mila persone per un rapporto di 1 vittima su 4 a differenza dell’anno precedente che ne vedeva 1 su 10.

Torna alla ribalta il gruppo terroristico Al Qaeda che-messo in ombra dal famigerato esercito di Al Baghdadi- ha diffuso nelle ultime ore un video in cui minaccia di giustiziare un ostaggio americano di 33 anni. Si tratta di un fotogiornalista americano rapito a Sanaa nel settembre 2013 dal nome Luke Somers.  Il video contiene anche un messaggio di Nasser bin Ali Al-Ansi, il quale minaccia di ucciderlo «entro tre giorni» se Washington non esaudirà le richieste del gruppo che non vengono riferite ma assicurando che Washington le «conosce» bene.

Il generale David Rodriguez, comandante delle forze Usa per l’Africa, ha reso oggi noto  che sarebbero stati avvistati dei campi di addestramento dello Stato Islamico nell’Est della Libia assicurando che dopo esser stati localizzati saranno tenuti sotto controllo dalle truppe americane. Il generale ha aggiunto che non è stata ancora stabilita con precisione la natura dei legami tra i miliziani in Libia e quelli attivi in Siria ed Iraq e che gli Usa non hanno ancora deciso se bombardare questi campi, dove ci sarebbero «quasi 200 jihadisti». La Libia resta sicuramente un territorio fertile per i miliziani dell’Is, il mese scorso avevano già tentato di insediarsi nello Stato  posizionando proprie bandiere nelle stesse aeree dove sarebbe stato avvistato il campo di addestramento.

La Tunisia prosegue il suo processo di secolarizzazione attraverso l’elezione del Presidente dell’Assemblea dei Rappresentanti del Popolo avvenuto oggi. Il nome è quello di Mohamed Ennaceur, 80 anni, deputato del partito laico di maggioranza relativa Nidaa Tounes ed ex Ministro del ‘padre dell’indipendenza’ tunisina Habib Bourghiba.

La Cina  ha arrestato un generale donna per corruzione. E’  Gao Xiaoyan, vice commissario dell’università militare di ingegneria e informazione oltre ad essere segretaria della commissione per le ispezioni e la disciplina. L’accusa è di aver preso tangenti per progetti edilizi. La Cina è un paese dove la corruzione è uno dei problemi più importanti: secondo la classifica annuale all’istituto Transparency International, Pechino sprofonda al centesimo posto.

Un singolare ‘centro di controllo’ installato in un quartiere chic di Nairobi è stato smantellato dalla Polizia keniota. Almeno 77 cinesi definiti cyber-criminali sono stati arrestati  con l’accusa di voler attaccare i sistemi di comunicazione del Paese. Tra gli scopi quello di infiltrarsi in conti bancari, bancomat o sistemi di pagamento per telefono cellulari.

Il Premier britannico David Cameron e il neo Presidente afgano Ashraf Ghani hanno aperto oggi a Londra i lavori della conferenza internazionale sul futuro dell’Afghanistan a seguito del ritiro delle truppe Nato e della missione Enduring Freedon (libertà duratura). Ghani aveva annunciato la formazione di un nuovo Governo entro 45 giorni. Da oltre due mesi, invece, i Ministeri e le amministrazioni provinciali continuano a essere governati da Ministri facenti funzioni e da Governatori provinciali ad interim.  Il Presidente afghano sfrutterà il palco di Londra per cercare sostegno al suo progetto, ribattezzato ‘decennio della trasformazione‘ (2014-2025) ma dovrà sicuramente lavorare più del suo predecessore per aver accesso a finanziamenti di quella portata.

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