mercoledì, Maggio 25

Catherine Spaak, attrice di classe ed icona di una generazione Attrice, cantante, giornalista, scrittrice, conduttrice tv, se n’è andata all’età di 77 anni in una clinica romana. Dalla ‘ragazzina scontrosa‘ a donna matura e saggia, un intenso percorso di vita. ‘Del male non dobbiamo vergognarci’

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Rispondeva seccata a chi, nelle interviste, più della sua carriera artistica e professionale, le chiedesse dei suoi quattro matrimoni: «Ma agli uomini fate simili domande?». La sua dolcezza  espressiva si trasformava in una lama tagliente. Questo è uno dei ricordi che sono riaffiorati ora  che Catherine Spaak se n’è andata all’età di 77 anni, dopo lunga malattia, che l’ aveva colpita  alla testa (emorragia cerebrale). Chi in queste ore la ricorda nei suoi esordi cinematografici, correvano gli anni ’60, chi nei suoi film più celebri (‘Il sorpasso’, ‘La noia’, ‘La calda vita’, ‘La parmigiana’, ‘La bugiarda’ e ‘La voglia matta’,  tanto per citarne solo alcuni) chi nelle cover discografiche, indimenticabili le sue interpretazioni di ‘Tous les garçons et les filles’ di Francoise Hardy, e ‘L’esercito del surf’ noto anche come ’Noi siamo i giovani, diventati successi da Hit parade, chi nel musical e nel teatro e chi, nelle vesti di scrittrice, giornalista e conduttrice in una delle trasmissioni più interessanti e raffinate di Rai 3, ‘Harem.

Il ricordo prevalente è quello di una ragazza un po’ snob, divenuta più duttile e morbida negli anni e anche coraggiosa tanto da parlare in tv della malattia che l’aveva colpita. E’ il ricordo più recente e intenso di lei che ci ha lasciato. Il coraggio di una persona,  un’attrice che, dopo la riabilitazione   dall’emorragia cerebrale che l’aveva colpita recuperando dalla paralisi e dalla cecità, trova la forza e il coraggio di rivolgersi al pubblico televisivo e agli interlocutori in studio con parole di grande autenticità, invitando a guardare la sua ultima interpretazione nel film  ‘La vacanza’, sulla vecchiaia e la malattia: «Se siamo malati non dobbiamo vergognarci, le malattie vanno affrontate….una emorragia cerebrale che mi ha colpito sei mesi fa e le cui cicatrici mi hanno lasciata preda di crisi epilettiche, ma sono ancora qua con la capacità di parlare e ragionare e di ribellarmi. Sono venuta sorridendo e dicendo di sorridere». Una confessione piena di parole d’amore e d’amicizia, dette con grande naturalezza.

Ma se vogliamo ripercorrere in breve il suo percorso di vita, conviene tornare agli inizi della sua intensa carriera, che ne hanno fatto – ricordano i familiari – “un’attrice di tanti meravigliosi film, brillante conduttrice,  scrittrice, ma soprattutto la donna che ha vissuto sino all’ultimo con eleganza e carattere.”  Parole senz’altro condivisibili.

Nata il 3 aprile del 1945, in Francia a Boulogne-Billancourt, in una famiglia che presto si sarebbe disgregata (il padre Charles, sceneggiatore se ne andò in Costa Azzurra con altra donna, lasciando la moglie Claudine, hippy, la sorella Agnès, attrice e poi fotografa) la giovanissima Catherine fu nota al pubblico per il prestigio dello zio Paul Henry, il quale ricoprí la carica di  primo ministro del Belgio, e di Suzanne Spaak sua zia, partigiana belga, riconosciuta da Yad Vashem come giusta tra le nazioni per il suo impegno nel salvataggio di  numerosi giovani ebrei dall’olocausto.  

Dopo aver esordito in una piccola parte a soli 14 anni nel film ‘Il buco’, di Jacques Becker, se ne andò in Italia dove si fece notare nel 1960 nel film  ‘Dolci inganni’, di Alberto Lattuada, scopritore di giovani talenti. E’ allora che nasce lo stereotipo  dell’adolescente spregiudicata, della ragazza ribelle alle regole e ai costumi del tempo, che ritroveremo anche in altre pellicole come  Diciottenni al sole’, ‘Il sorpasso’, ‘La calda vita’, ‘La parmigiana’, ‘La bugiarda’, e ‘La voglia matta’,  sul cui set conosce Fabrizio Capucci, che sposa nel 1963 e dalla cui unione, nasce Sabrina, attrice di teatro.

Sono gli anni in cui appare una ‘ragazzina scontrosa’, così la definisce Gianni Mercatali, noto promotore di eventi che ama definirsi “operaio della comunicazione”. La conosce in quanto amico del marito Capucci, e lei si mostra poco socievole con gli altri e molto ‘sulle sue’. Un’etichetta  che si porterà dietro per un po’…. La vita riserva sempre delle sorprese.  Con l’attore, fratello del noto stilista , la storia durò poco. «Ci innamorammo e restai incinta», allora la Spaak aveva 17 anni. I due dovettero sposarsi ma l’attrice si trovò a disagio  con la famiglia di lui. «Presi la bambina e scappai. Loro non me la perdonarono e sporsero denuncia». Arrestata a Bordighera e condotta a Roma, il Tribunale le tolse la figlia perché la madre fu giudicata, in quanto attrice, di ‘dubbia  moralità’. La bambina rimase con la nonna paterna», ma il rapporto madre-figlia andò in frantumi. Quello di non aver ricucito è rimasto il suo più grande rimpianto. Sono gli anni in cui esplode come icona di una gioventù ribelle e desiderosa di conquistarsi  il diritto ad una vita diversa,  più libera e autentica. Nel ’64 le viene attribuita la Targa d’oro ai David Donatello e partecipa a film di quei registi che segneranno la nascita di quel genere che ha segnato la storia del nostro cinema: la commedia all’italiana, quali ‘L’Armata Brancaleone’, ‘Adulterio all’italiana’, ‘La Matriarca’ e, tra gli altri,  ‘Il sorpasso’.  

Al primo matrimonio, seguì quello con Johnny Dorelli ( dal ’72 al ’79), da cui ha avuto il figlio Gabriele, di professione sceneggiatore e regista teatrale. Il loro amore è durato circa quindici anni: la loro era una delle coppie più ammirate del cinema e dello spettacolo musicale italiano. Nel 1968, sotto la regia di Antonello FalquiCahterine interpreta ‘La vedova allegramusical televisivo tratto dall’omonima operetta, ma nelle parti cantate è doppiata da Lucia Mannucci del  Quartetto Cetra. Suo partner maschile Johnny Dorelli. Nel frattempo Catherine scrive per Corriere della Zera, Amica, Marie Claire, Sorrisi e Canzoni, ecc,ecc, mentre andava diradando l’attività cinematografica. Nella stagione 1978-1979 si fa apprezzare nel ruolo di Rossana nella commedia musicale ‘Cyrano’ (di Riccardo Pazzagliua e Domenico Modugno) regia di  Daniele Danza. Le cronache mondane si interessano all’attrice per i suoi matrimoni, concedendo  meno attenzione  alla sua attività artistica. E infatti arriva anche il terzo matrimonio con l’architetto Daniel Rey, dal 1993 al 2010, cui seguiranno le nozze con Vladimiro Tuselli, ex comandante di navi sposato il 19 luglio 2013 in Sicilia, nel suggestivo paese di Erice. 

Una vita intensa la sua, che le ha dato quelle gratificazioni artistiche che ha sempre cercato e  che hanno trasformato quella “ragazzina scontrosa” in una donna saggia e matura, che nelle produzioni televisive – al di là di alcune discutibili apparizioni –   ha dato il meglio  di sé  nel format di Rai 3, Harem, condotta maieuticamente  – ricorda ancora Mercatali – con eleganza e maestria, dandole quei riconoscimenti che ha sempre cercato. Nelle  ultime interviste rispondendo con grande serenità, si dichiarava sempre attiva, Scrivo, leggo moltissimo, ho preso per 4 anni lezioni di pittura. Ho un marito, un cagnolino delizioso, tanti amici, le giornate volano. Una vita così non l’ho mai avuta, se non a questa veneranda età“. Se n’è andata il 17 aprile scorso in una clinica romana, lasciando di sé il ricordo di una donna, poliedrica dai tanti interessi, di un’attrice e di una persona  elegante, arguta, delicata. Di classe.

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