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Renzi, la democrazia del capo, purché sia carismatico La sua idea di partito e di politica è quella del capo carismatico unico, indiscutibile e invitto, la sua concezione rozza e superficiale della democrazia corrisponde come una goccia d’acqua a quella degli stellini e della Lega
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La democrazia del sì o no, ma mai del fornire gli strumenti per giudicare e decidere. La democrazia del ‘ghe pensi mi’, del ‘comando io’, e se tu non sei d’accordo vattene o taci

Matteo Renzi e i ‘fedelissimi’. Uno spettacolo imbarazzante Dice anche che il Governo è saldo, ma sa benissimo che ora dipende solo da lui, quindi il Governo è prossimo alla fibrillazione, se non succederà è perché non conviene a lui
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Matteo Renzi, così come Matteo Salvini, non avrebbe dovuto fare politica, perché quella normale è dominata dal pronome personale ‘noi’, troppo ingombrante per le loro abitudini mentali, a entrambi il ‘noi’ evoca la dinamica della mandria, con una sola guida. Il mandriano

Netanyahu vuole la Valle del Giordano, l’Europa dov’è? Privare la Palestina dell’accesso all’acqua è un crimine internazionale; l’Europa di von der Leyen potrà iniziare da qui a “difendere i nostri valori e le nostre norme a livello mondiale”
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L’UE ha stipulato un accordo commerciale sia con la Palestina che con Israele, dove vi sono norme precise sul rispetto di quei diritti, in mancanza del quale sono previste sanzioni, molto pesanti, che non sono mai state applicate

Gentiloni, bilancio, migranti: Order, order! please La polemica sui poteri di Gentiloni, le illusioni sul bilancio, la revisione di Dublino: fare parte dell’UE implica essere parte di un sistema ampio e complesso, vogliamo fare lo sforzo di comportarci da persone serie e consapevoli delle regole?
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Ora sarebbe semplicemente logico che l’Italia dimostrasse a sé stessa e all’Europa di essere un Paese civile, che conosce e rispetta il sistema UE e le sue regole, non dissimili da quelle di un qualunque Stato

Commissione UE: dalla Francia una dittatura dello spazio? La nomina del Commissario Sylvie Goulard a responsabile della nuova direzione generale dell’Industria, della Difesa e dello Spazio fa temere che Parigi eserciterà un potere sempre più dispotico sulle sorti della politica spaziale europea
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Riteniamo che alcune scelte elaborate tra la capitale francese e Berlino stiano portando l’Europa della tecnologia a un ruolo di assoluta subalternità rispetto alle principali potenze mondiali