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L’Italia distrutta dalle Regioni Dalla riforma del 2001, si è assistito ad un lento e progressivo sgretolarsi dell’autorità dello Stato, portando l’Italia ad essere sempre più spezzettata in una sorta di confusa macedonia amministrativa
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 L’Italia non è un Paese federale e se si volesse farlo divenire tale occorrerebbe un serio processo amministrativo non risolubile a colpi di riforme della Costituzione come è stato fatto finora

Salvini Di Maio: insulti, volgarità, propaganda si, fine del Governo no Il 27 Maggio si faranno i conti e a quel punto inizierà la vera partita, quando Salvini e Di Maio dovranno vedersela con i loro ‘scontenti’, scopriranno la bellezza della vita di coppia, troveranno accordo su tutto
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E i due riusciranno nel loro vero disegno: arrivare all’elezione del Capo dello Stato e da lì partire verso lo scontro finale, perchè le diarchie finiscono invariabilmente con la fine di uno dei due

Salvini: colui che vuole comandare, ma non sa più che ordini dare Il ‘comandante’ Salvini comincia essere solo, il suo elettorato di imprenditori si prepara a cambiare cavallo, forse, certo corteggiato da Di Maio
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Ora occorrono fatti concreti e quella parte di ‘elettori’ di Salvini, sta vedendo che la sua politica non porta a nulla; Salvini comincia a sentire sulla pelle che le cose gli sfuggono dalle mani e si dibatte, scalcia, urla

Dal mondo cattolico: vade retro, Salvini La Lega scomunicata dal Vaticano. Parolin: «Dio è di tutti. Invocare Dio per se stessi è sempre molto pericoloso»; ‘Avvenire’: «ecco il sovranismo feticista», Salvini è «alfiere di un cattolicesimo tutto suo, distante dal magistero del Papa e della Chiesa»
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La partita è tutta interna tra Lega e M5S, in Europa l’Italia rischia di non contare più nulla; in subordine i destini di PD (con rischio di guerra interna fratricida se non tiene il 20%), e Forza Italia (con Berlusconi che si gioca un po’ tutto quello che gli resta)