sabato, Novembre 27

Catalogna e il possibile flop economico con il referendum Il pil della regione potrebbe subire una contrazione del 30% se vincerà il sì

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Si avvicina il referendum di indipendenza del 1° ottobre della Catalogna, ma si inasprisce lo scontro con il governo centrale di Madrid. Il governo ha deciso di prendere il controllo delle finanze della Catalogna, come ha annunciato il ministro delle finanze Cristobal Montoro. Il tutto, come ha spiegato, per impedire che «un solo euro» possa andare all’organizzazione del voto, definito «illegale» da Madrid.

La Guardia Civil ha sequestrato oggi altri 100mila volantini per il referendum in una tipografia di Sabadell, a Nord di Barcellona. Altri sequestri di materiale elettorale si sono verificati negli ultimi due giorni in altri punti della Catalogna. La giunta comunale di Sabadell ha condannato l’intervento della polizia spagnola affermando che «si tratta di una nuova violazione dei diritti fondamentali e della libertà di espressione» da parte dello stato spagnolo. Il governo di Madrid ha dichiarato «illegale» il referendum di indipendenza e minaccia di sanzioni penali e patrimoniali i dirigenti catalani.

E mentre cominciano i primi interrogatori nella veste di ‘indagati’ ai primi fra i 712 sindaci catalani che hanno dimostrato il loro appoggio al referendum, arrivano le prime stime economiche della possibile separazione. Secondo il governo di Madrid, il pil della Catalogna potrebbe subire una contrazione del 30% se vincerà il sì al referendum. La Catalogna realizza circa un quinto del pil spagnolo.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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